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*Agli occhi dell'iraniano medio, la Grande Civiltà, ossia la Rivoluzione dello Scià e del Popolo, si configura soprattutto come una Grande Rapina praticata dall'élite. Chiunque ha il potere ruba. Chi occupa una carica e non ruba si fa il vuoto intorno, viene sospettato di essere una spia mandata a scoprire quanto rubino gli altri, per poi riferirlo al nemico, avido di informazioni del genere. (pp. 87-88)
*È difficile farsi un'idea del fiume di soldi che affluisce nelle casse dello scià, della sua famiglia e di tutta l'èlite cortigiana. I parenti dello scià intascano tangenti dai tre ai quattro miliardi di dollari, ma il grosso del capitale si trova nelle banche estere. Primi ministri e generali prendono bustarelle dai venti ai cinquanta milioni di dollari. Per le cariche inferiori le tangenti sono più modeste, ma non per questo inesistenti, anzi. Con l'aumento dei prezzi aumentano anche le tangenti: la gente si lamenta di dover sacrificare una parte sempre maggiore dei propri guadagni al moloch della corruzione. (p. 88)
*Perseguitato dal despota, espulso dal paese, era diventato l'idolo e l'anima stessa del popolo. Distruggere il mito di Khomeini significava distruggere qualcosa di sacro, annientare le speranze degli umiliati e degli offesi. (p. 140)
*Khomeini, per molti versi, era un individuo fuori della norma, una personalità fortissima, dotata di grande magnetismo, di vero carisma, e le masse iraniane lo seguivano con fede cieca. (p. 181)
 
==''Stelle nere''==
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