Differenze tra le versioni di "Leonardo Sciascia"

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[[ImmagineFile:Leonardo Sciascia2.jpg|thumb|upright=1.2|Leonardo Sciascia]]
'''Leonardo Sciascia''' (1921 – 1989), scrittore, saggista, giornalista, politico, poeta, sceneggiatore e drammaturgo italiano.
 
 
==''A ciascuno il suo''==
 
[[File:Volonte a ciascuno il suo.jpg|thumb|Screenshot del film ''A ciascuno il suo'']]
===[[Incipit]]===
La lettera arrivò con la distribuzione del pomeriggio. Il postino posò prima sul banco, come al solito, il fascio versicolore delle stampe pubblicitarie; poi con precauzione, quasi ci fosse il pericolo di vederla esplodere, la lettera: busta gialla, indirizzo a stampa su un rettangolino bianco incollato alla busta.<br />«Questa lettera non mi piace» disse il postino. (p. 9)
"Questa lettera non mi piace" disse il postino.<br />
Il farmacista levò gli occhi dal giornale, si tolse gli occhiali; domandò "Che c'è?" seccato e incuriosito.<br />
"Dico che questa lettera non mi piace." Sul marmo del banco la spinse con l'indice, lentamente, verso il farmacista.<br />
Senza toccarla il farmacista si chinò a guardarla; poi si sollevò, si rimise gli occhiali, tornò a guardarla.<br />
"Perché non ti piace?"
 
===Citazioni===
*Arrovellarsi con la [[politica]] era del resto tempo perso: e chi non se ne rendeva conto o ci trovava il suo interesse o era cieco nato. (p. 512)
*Cattolici per modo di dire, mai conosciuto in vita mia, qui, un cattolico vero: e sto per compiere novantadue anni... C'è gente che in vita sua ha mangiato magari una mezza salma di grano maiorchino fatto ad ostie: ed è sempre pronta a mettere la mano nella tasca degli altri, a tirare un calcio alla faccia di un moribondo e un colpo a lupara alle reni di uno in buona salute.
*Lei l'ha mai sentita la [[Barzellette dai libri|barzelletta]] della perpetua giovane, dell'inchiesta del vescovo...? No? Gliela voglio raccontare: per una volta, sentirà una barzelletta sui preti raccontata da un prete... Dunque: al vescovo vanno a riferire che in un paese c'è un prete che non solo tiene una perpetua di età molto al di sotto, come dice Manzoni (lupus in fabula), della sinodale; ma che se la corica a lato, nello stesso letto. Il vescovo, naturalmente, corre: piomba in casa del prete, vede la perpetua, giovane e belloccia davvero, poi la camera da letto, il letto a due piazze e mezza. Contesta al prete l'accusa. Il prete non nega "È vero" dice "eccellenza che lei dorme da questo lato e io da quest'altro: ma, come vede, al muro, tra il mio lato e il suo, ci sono dei cardini; e a questi cardini io ogni sera, prima di andare a letto, attacco questa grande e robusta tavola, che è come un muro" e mostra la tavola. Il vescovo si addolcisce, è stupito da tanto candore: ricorda qualcuno di quei santi del medioevo che andavano a letto con una donna ma mettendo una croce o una spada nel mezzo; con dolcezza dice "Ma figliuolo mio, la tavola sì, non c'è dubbio, è una precauzione; ma la tentazione, se la tentazione ti assale furiosa, rabbiosa, infernale qual è? E tu che fai, quando la tentazione ti assale?". "Oh eccellenza" risponde il prete "non ci vuole poi tanto: levo la tavola". (parroco, pp. 33-34)
*Arrovellarsi con la politica era del resto tempo perso: e chi non se ne rendeva conto o ci trovava il suo interesse o era cieco nato. (p. 5)
*LaMa la [[Sicilia]], forse l'Italia intera [...] è fatta di tanti personaggi simpatici cui bisognerebbe tagliare la testa. (Laurana, p. 37)
*[...] sollevare riserve sull'ordine della creazione: poiché non è poi del tutto giusto che al cane manchi la parola. (p. 10)
*Che un [[delitto]] si offra agli inquirenti come un quadro i cui elementi materiali e, per così dire, stilistici consentano, se sottilmente reperiti e analizzati, una sicura attribuzione, è corollario di tutti quei romanzi polizieschi cui buona parte dell'umanità si abbevera. Nella realtà le cose stanno però diversamente: e i coefficienti dell'impunità e dell'errore sono alti non perché (o non soltanto, o non sempre) è basso l'intelletto degli inquirenti, ma perché gli elementi che un delitto offre sono di solito assolutamente insufficienti. Un delitto, diciamo, commesso o organizzato da gente che ha tutta la buona volontà di contribuire a tenere alto il coefficiente di impunità.<br>Gli elementi che portano a risolvere i delitti che si presentano con carattere di mistero o di gratuità sono la ''confidenza'' diciamo professionale, la delazione anonima, il caso. E un po', soltanto un po', l'acutezza degli inquirenti. (pp. 59-60)
*CattoliciDico [[Cattolicesimo|cattolici]] per modo di dire, mai conosciuto in vita mia, qui, un cattolico vero: e sto per compiere novantadue anni... C'è gente che in vita sua ha mangiato magari una mezza salma di grano maiorchino fatto ad ostie: ed è sempre pronta a mettere la mano nella tasca degli altri, a tirare un calcio alla faccia di un moribondo e un colpo a lupara alle reni di uno in buona salute... (professore Roscio, p. 69)
*La [[Sicilia]], forse l'Italia intera [...] è fatta di tanti personaggi simpatici cui bisognerebbe tagliare la testa.
*SaE sa che penso? Che la chiesa[[Chiesa cattolica]] stia registrando oggi il suo più grande trionfo: l'uomo odia finalmente la [[donna]]. Non c'era riuscita nemmeno nei secoli più grevi, più oscuri. (professore Roscio, pp. 69-70)
*[[Proverbi dai libri|Proverbio]], regola: il morto è morto, diamo aiuto al vivo. (professore Roscio, pp. 70-71)
*Sa che penso? Che la chiesa cattolica stia registrando oggi il suo più grande trionfo: l'uomo odia finalmente la [[donna]].
*Ecco come siete, voi [[Comunismo|comunisti]]: di una frase fate una corda, e ci impiccate un uomo... (Rosello, p. 95)
*«Non esce mai di casa?».<br>«Mai, da parecchi anni... Ad un certo punto della mia vita ho fatto dei calcoli precisi: che se io esco di casa per trovare la compagnia di una persona intelligente, di una persona onesta, mi trovo ad affrontare, in media, il rischio di incontrare dodici ladri e sette imbecilli che stanno lì, pronti a comunicarmi le loro opinioni sull'umanità, sul governo, sull'amministrazione municipale, su Moravia... Le pare che valga la pena?». (p. 100)
*«Qual è l'animale che tiene il becco sottoterra?» [[Barzellette dai libri|domandò]] Arturo Pecorilla dalla soglia.<br>[...] Quelli che più avevano dimestichezza col mondo animale, e cioè i cacciatori, nominarono la beccaccia, il formichiere; i più sprovveduti diedero invece nell'esotico con gru, cicogne, struzzi e condor.<br>Il giovane Pecorilla li lasciò cuocere un poco; poi trionfalmente rivelò «La [[vedova]]». (pp. 105-106)
*«Sai come [[Modi di dire dai libri|si dice]]? Tre c sono pericolose: [[Cugino|cugini]], [[Cognato|cognati]] e compari. Le tresche più gravi si verificano quasi sempre nella parentela e nel comparatico». (madre di Laurana, pp. 119-120)
 
===[[Explicit]]===
«Poveri innocenti» vezzeggiò con ironia il commendatore «poveri innocenti che non sanno niente, che non capiscono niente... Tenete, mordete questo ditino, mordetelo» e accostò prima alla bocca del notaro e poi a quella di don Luigi il mignolo che usciva dal pugno chiuso, così come in tempi meno asettici dei nostri le mamme usavano fare coi bambini cui stavano per spuntare i denti.<br>Risero tutti e tre. Poi Zerillo disse «Ho saputo una cosa, una cosa che deve restare tra me e voi: mi raccomando... Riguarda il povero Laurana...».<br>«Era un cretino» disse don Luigi. (p. 151)
 
==''A futura memoria (se la memoria ha un futuro)''==
 
==Bibliografia==
*Leonardo Sciascia, ''LaA scomparsaciascuno diil Majoranasuo'', Adelphi, 1997Milano, 2012. ISBN 978-88-459-1514-7
*Leonardo Sciascia, ''IlA giornofutura dellamemoria civetta(se la memoria ha un futuro)'', AdelphiBompiani, 2000. ISBN 9788845245329
*Leonardo Sciascia, ''A ciascuno il suo'', Adelphi, 2005. ISBN 9788845919619
*Leonardo Sciascia, ''Gli zii di Sicilia'' (1958), Einaudi, 1960.
*Leonardo Sciascia, ''Todo Modo'', Einaudi.
*Leonardo Sciascia, ''Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia'' (1977), Adelphi, Milano, 1990.
*Leonardo Sciascia, ''L'ordine delle somiglianze'', Rizzoli, Milano, 1967.
*Leonardo Sciascia, ''Il cavaliere e la morte'', Adelphi, 1988.
*Leonardo Sciascia, ''Cruciverba'', Adelphi, 1998. ISBN 88-459-1369-4
*Leonardo Sciascia, ''NeroGli suzii nerodi Sicilia'' (1958), Einaudi, Adelphi1960.
*Leonardo Sciascia, ''Il cavaliere e la morte'', Adelphi, 1988.
*Leonardo Sciascia, ''Il giorno della civetta'', Adelphi.
*Leonardo Sciascia, ''La corda pazza. Scrittori e cose della Sicilia'', Adelphi, Milano 1991.
*Leonardo Sciascia, ''La corda pazza. Scrittori e cose della Sicilia'', Einaudi, Torino 1970.
*Leonardo Sciascia, ''GliLa ziiscomparsa di SiciliaMajorana'' (1958), EinaudiAdelphi, 19601997.
*Leonardo Sciascia, ''L'ordine delle somiglianze'', Rizzoli, Milano, 1967.
*Leonardo Sciascia, ''Morte dell'Inquisitore'', Laterza, Bari 1964 / Adelphi, Milano 1999.
*Leonardo Sciascia, ''TodoNero Modosu nero'', EinaudiAdelphi.
*Leonardo Sciascia, ''Occhio di capra'', Adelphi, 1990. ISBN 88-459-0768-6
*Leonardo Sciascia, ''Una storia semplice'', Adelphi, 1989. ISBN 88-459-0729-5
*Leonardo Sciascia, ''A futura memoria (se la memoria ha un futuro)'', Bompiani, 2000. ISBN 9788845245329
*Leonardo Sciascia, ''Porte aperte'', Adelphi, 1987. ISBN 8845902625
*Leonardo Sciascia, ''Opere – 1956.1971'', a cura di Claude Ambroise, Classici Bompiani, 2004. ISBN 88-452-4413-X
*Leonardo Sciascia, ''Opere – 1971.1983'', a cura di Claude Ambroise, Classici Bompiani, 2004. ISBN 88-452-5001-6
*Leonardo Sciascia, ''Opere – 1984.1989'', a cura di Claude Ambroise, Classici Bompiani, 2004. ISBN 88-452-5302-3
*Leonardo Sciascia, ''LaPorte corda pazza. Scrittori e cose della Siciliaaperte'', Adelphi, Milano1987. 1991.ISBN 8845902625
*Leonardo Sciascia, ''LaTodo corda pazza. Scrittori e cose della SiciliaModo'', Einaudi, Torino 1970.
*Leonardo Sciascia, ''AUna ciascunostoria il suosemplice'', Adelphi, 20051989. ISBN 978884591961988-459-0729-5
 
==Film==

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