Boualem Sansal: differenze tra le versioni

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'''Boualem Sansal''' (1949 – vivente), scrittore algerino.
 
{{Intestazione|Dall'intervista ''[http://www.ilfogliomangialibri.it/cultura/2015/11com/29interviste/lislamintervista-senzaboualem-spiritualit___1-v-135471-rubriche_c417.htmsansal L'islamIntervista èa senzaBoualem spiritualitàSansal]'', ''il FoglioMangialibri.it'', 29 novembre 2015n.d.}}
*Senza il linguaggio l'uomo non avrebbe creato la civiltà, senza di esso saremmo rimasti allo stadio animale più primitivo: e più evolviamo, più evolve il nostro linguaggio, più si struttura e meglio ci permette di interrogare il mondo e ci fornisce i mezzi per comprenderlo tramite le parole e i nomi che diamo alle cose. È il linguaggio la magia che crea queste cose straordinarie che sono gli individui e le collettività; senza il linguaggio anche noi due qui non potremmo scambiarci le nostre reciproche visioni del mondo e forse costruirne una comune. Dunque, chi controlla il linguaggio controlla sia l'individuo sia la società e questo nella Storia i regimi lo hanno sempre ben compreso: non a caso hanno sempre imposto una lingua comune, centralizzata, strutturata da loro, insegnata nelle scuole e veicolata in ogni ambito della società.
*Se il nostro mondo materiale è pieno di cose percettibili e descrivibili (persino le idee), il mondo religioso è imbevuto di trascendenza e di magia, e questo accorda al clero un potere supplementare, perché solo i religiosi padroneggiano questa magia, che detengono le chiavi di questa trascendenza.
*L'assenza di Dio paradossalmente ci ha reso più fragili, ci ritroviamo sospesi a metà del guado, in un gran vuoto che la ragione non è ancora riuscita a colmare. Ci siamo lasciati alle spalle molte illusioni e però ancora ci capita di inventare cose per lenire quel senso di vuoto, senza riuscirci. L'Islam ci riesce? Non so. È una religione straordinaria o forse non è una religione, chissà se riuscirà dove la ragione per ora ha fallito. Ma è presto per dirlo, sono soltanto due secoli che Dio è morto, dobbiamo aspettare che sia stramorto per dire davvero che abbiamo imparato a vivere senza di lui, perché l'umanità nei millenni ha sempre vissuto all'ombra di qualche divinità. Il punto però è che oggi l'offerta dell'Islam ha un successo strepitoso e francamente poco comprensibile.
 
{{Intestazione|Dall'intervista ''[http://www.ilfoglio.it/cultura/2015/11/29/lislam-senza-spiritualit___1-v-135471-rubriche_c417.htm L'islam è senza spiritualità]'', ''il Foglio.it'', 29 novembre 2015}}
*Il [[Corano]] è un testo che esercita un potente fascino sul musulmano e talvolta anche sul non musulmano. La scansione in [[lingua araba]] crea degli stati di quasi trance vissuti sia durante il canto dei muezzin sia durante la recitazione delle preghiere. Diversamente dal francese che nella sua armonia e nella sua misura è una lingua fatta per mormorare, l'arabo, gutturale almeno quanto il tedesco, si presta piuttosto bene all'ingiunzione, all'ordine breve. O comunque è così che viene percepito.
*Per quanto riguarda l'aspetto violento del [[Corano]], lo percepisco meno come una disposizione intrinseca – il testo oscilla molto, lungo le sure, tra clemenza e furore – che come una maniera diretta di indirizzarsi alla popolazione: gli anatemi lasciano un segno negli animi più degli inviti all'amore. Le prediche alla moschea vertono sempre su temi duri, come la denuncia della prostituzione, l'apostasia, e promettono le peggiori punizioni a chi contravviene ai precetti del Corano e tradiscono Allah.
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