Differenze tra le versioni di "Rita Levi-Montalcini"

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(+ intervista, sposto citazione)
*Nel momento in cui smetti di lavorare, sei morto.<ref name=focus/><ref name=vanityfair/>
*Purtroppo, buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie – la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo – sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è così.<ref name=vanityfair/><ref>Da Paolo Giordano, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/19/rita-levi-montalcini-due-cervelli.html Rita Levi Montalcini e i due cervelli]'', ''la Repubblica'', 19 febbraio 2009.</ref>
*Sono [[ateismo|atea]]. Non so cosa si intenda per credere in [[Dio]].<ref>Citato in [[Piergiorgio Odifreddi]], ''Incontri con menti straordinarie'', Longanesi, 2006.</ref>
*Sono stata, in tutto, una donna fortunata. Non ho rimpianti.<ref name=focus/><ref name=vanityfair/>
*Tutti dicono che il cervello sia l'organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore. Ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi.<ref name=focus/><ref name=vanityfair/>
 
{{Int|Dall'intervista di [[Piergiorgio Odifreddi]]|in ''Incontri con menti straordinarie'', TEA, Milano, 2007. ISBN 978-88-502-1523-2}}
*L'[[arte]] è idealista: si crea dal nulla un mondo fantastico. La [[scienza]] invece è empirista: cerca di ricreare il mondo com'è, copiando la natura. (p. 125)
*[…] io considero l'[[imperfezione]] come la molla darwiniana della selezione naturale. Ad esempio, gli [[insetto|insetti]] di seicento milioni di anni fa sono identici a quelli di oggi: erano già perfetti, e non c'era motivo che cambiassero. L'uomo invece era imperfetto, e questo ha dato la molla per il suo sviluppo e la sua evoluzione. (p. 126)
*Sono [[femminismo|femminista]] nel senso di voler ridare alle donne la dignità umana, e la capacità di utilizzare il cervello. Ma non nel senso del motto «l'[[utero]] è mio e lo gestisco io»: quella è una stupida frase, che non ha senso. Io credo che l'utero sia sì della donna, ma che il suo frutto sia anche dell'uomo che sta con lei. (p. 128)
*Sono [[ateismo|atea]]: non so cosa si intende per credere in Dio. (p. 129)
*Io sono sempre stata [[Baruch Spinoza|spinoziana]]: da piccola mi vantavo persino di essere sua parente, visto che il mio nome è Rita Benedetta. (p. 129)
 
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