Differenze tra le versioni di "Richard Nixon"

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*[[Leonid Il'ič Brežnev|Breznev]] era diverso da Kruscev. Il senso dell'umorismo di Breznev era semplice e naturale, mentre quello di Kruscev era volgare. Breznev portava camicie su misura con polsini doppi e gemelli invece delle camicie con maniche semplici preferite da Kruscev. Egli stava sul sedile posteriore di una limousine invece che davanti con l'autista come aveva fatto Kruscev. Era esternamente cordiale, al contrario di Kruscev, borioso e aggressivo. Ma se i giocatori erano cambiati, il gioco era lo stesso. Gli obbiettivi di Breznev erano quelli di Kruscev: aumento della potenza sovietica, allargamento dell'egemonia sovietica ed espansione del comunismo in tutto il mondo. Breznev non aveva l'evidente complesso di inferiorità di Kruscev poiché, dalla posizione nettamente inferiore di tredici anni prima, l'Unione Sovietica aveva allora raggiunto virtualmente gli Stati Uniti nella potenza militare. Ma questo non gli bastava: voleva una indiscussa superiorità. (pp. 60-61)
*La risposta a molti enigmi del comportamento sovietico ce la danno non le stelle, ma gli zar. I loro corpi sono sepolti nelle cripte del Cremlino, ma i loro spiriti vivono ancora nelle sale del palazzo.<br>Sotto molti aspetti la rivoluzione che insediò i comunisti al potere non fu tanto un cambiamento dello zarismo, quanto un perfezionamento e un consolidamento di quel sistema. La Russia non è stata mai potenza ''non'' espansionistica. Né, se si eccettuano i pochi mesi del 1917, è stato mai uno Stato ''non'' autoritario o ''non'' totalitario. Non esiste tradizione di libertà interna o di non aggressione esterna. L'espansione territoriale è per la Russia naturale come per il leone andare a caccia o per l'orso cercare pesci. (pp. 61-62)
*Mentre in Inghilterra si compiva il primo passo verso la democrazia, i nipoti di Genghis Khan nella loro spinta verso ovest invadevano la grande pianura eurasiatica, che si estende dalle zone orientali della Siberia alle coste della Manica. Le orde mongole non raggiunsero il cuore dell'Europa, ma seminarono rovina in Russia. Saccheggiarono importanti città e ridussero la civiltà di quel paese a livello di barbarie. Per quasi duecentocinquant'anni i mongoli imposero il loro dominio e impressero il loro duro marchio sull'anima russa, estorcendo un tributo paralizzante - il "giogo tartaro" - che mantenne i russi in stato di miseria e schiavitù.<br>Questi due eventi, la firma della Magna Carta e la conquista mongola della Russia, segnarono i punti di partenza di due processi storici assolutamente diversi. La Dichiarazione dei Diritti affonda le sue radici nella Magna Carta. Lo Stato gendarme sovietico affonda le sue radici nel giogo tartaro. (p. 62)
*L'esercizio brutale del potere assoluto, l'asservimento del singolo allo Stato, lo spietato assoggettamento di tute le risorse ai fini dello Stato, l'idea della guerra costante, ininterrotta: tutte queste cose hanno profonde radici nel passato russo, nel terrore del dominio mongolo e nell'amara necessita di combattere le orde tartare. (p. 63)
 
==Citazioni su Richard Nixon==
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