Differenze tra le versioni di "André Gide"

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==''L'immoralista''==
*Bisogna lasciare lache gli altri abbiano [[ragione]], agli[...] altriche perchéalmeno questo li consolaconsoli delper non avere altro. a cui pensare.
*Che cos'ècosa sarebbe il racconto della felicità? SolamenteNient’altro che ciò che la prepara, oe poi ciò che la distrugge si può raccontare.
*È a se stessi che ognuno vorrebbe somigliare meno.
*Ho l'abitudine di essere discretoriservato solo per ciòquello che mi vienesi confidatoconfida; per quellociò chedi cui vengo a sapereconoscenza da solo, la mia curiosità, confessolo ammetto, è senza limiti.
*Il [[futuro]] toglie incanto all'ora presente, più ancora di quanto il presente non tolga l'incantofascino al passato.
*Le più belle opere dell'uomo sono ostinatamente piene di [[dolore]].
*Nulla impedisce di essere felici come il ricordo della [[felicità]].
*Liberarsi non è molto difficile. È più difficile rimanere liberi.
*Non posso pretendereesigere cheda gli altri abbianotutti le mie stesse virtù. È già moltobello se ritrovo in essiloro i miei [[Vizio|vizi]]...
*Meno che a chiunque altro, ciascuno vuole somigliare a se stesso.
*Non c'è niente che ostacola la [[felicità]] quanto il ricordo della felicità.
*Non posso pretendere che gli altri abbiano le mie virtù. È già molto se ritrovo in essi i miei [[Vizio|vizi]].
*Non si può allo stesso tempo essere sinceri e sembrare tali.
*Sapersi liberare non è niente:nulla; illa cosa difficile èconsiste nel sapersapere essere liberilibero.
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
*Andrè Gide, ''I sotterranei del Vaticano'', traduzione di Cesare Giardini, I libri della Medusa, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
*André Gide, ''Incontri e pretesti'', Bompiani, 1945.
*André Gide, ''L'immoralista'', traduzione di M.Mariachiara Giovannini, Guaraldi, 1995.
 
==Note==
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