Differenze tra le versioni di "James Hillman"

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:''Love plays no part in Pan's world of panic, masturbation, rape, or in his chase of nymphs. These are not love stories; these are not tales of feelings and human relationships. The dance is ritual, not a couple moving together; The music sounds the uncanny pipes of Mediterranean tones, not a love song. We are out of the cosmos of Eros altogether, and instead there is sexuality and fear''. (da ''An Essay on Pan'', p. 55)
*La cosa più importante è che la depressione è un'affezione endemica collettiva e noi la sentiamo e pensiamo che sia soltanto dentro il nostro cervello. "Nella... mia famiglia, nel mio matrimonio, nel mio lavoro, nella mia economia"... Abbiamo portato tutto questo dentro un "me". Invece, se c'è un ''[[Anima del mondo|Anima Mundi]]'', se c'è un'Anima del Mondo – e noi facciamo parte dell'Anima del Mondo – allora ciò che accade nell'Anima esterna accade anche a me, e io avverto l'estinzione delle piante, degli animali, delle culture, dei linguaggi, dei costumi, dei mestieri, delle storie... Stanno tutti scomparendo. Per forza la mia Anima prova un sentimento di perdita, di solitudine, di isolamento, di lutto, e di nostalgia, e di tristezza: è il riflesso in me di una condizione di fatto. E se non mi sento depresso allora sì che sono pazzo! Questa è la vera malattia! Sarei completamente escluso dalla realtà di quello che sta succedendo nel Mondo, la distruzione ecologica.<ref>Da un'intervista di [[Silvia Ronchey]] ([https://www.youtube.com/watch?v=y6YZqhhx4ZQ video disponibile su ''YouTube.com'']).</ref>
*Oggi la nostra teologia è l'Economia. (da ''Il potere'', p. 16)
*Un uomo è convinto di essere morto. Dice ai familiari: «Sono morto» e i familiari lo mandano da uno specialista. Subito tra medico e paziente incomincia un'accanita discussione. Il medico fa appello ai sentimenti dell'uomo verso la vita, verso la famiglia. Poi prova a farlo ragionare, dimostrandogli l'intrinseca contraddizione di una frase come «Sono morto»: i morti non sono in grado di dire che sono morti, perché è appunto in questo che consiste l'essere morti. Alla fine il medico ricorre all'evidenza dei sensi. Domanda all'uomo: «I morti sanguinano?». «Certo che no» risponde l'uomo, spazientito dall'ottusa dabbenaggine della mente dei medici. «Lo sanno tutti che i morti non sanguinano». Al che il medico gli punge un dito. Ne esce una goccia di sangue. «Ma guarda un po', chi l'avrebbe mai detto» esclama l'uomo. «I morti sanguinano, eccome». Incorreggibile. Le percezioni e i ragionamenti confermano, anziché contraddirla, l'idea di essere morto. Il sentimento, la ragione e i dati di fatto collaborano alla costruzione di un sistema di difese volte a spiegare l'esperienza primaria, un'esperienza primaria che è uno stato di conoscenza, una realtà noetica dentro la quale il paziente è fissato e che conferisce significato a tutti gli altri eventi. «L'ambiente offre un mondo di nuovi significati. Tutta l'attività di pensiero è pensiero intorno ai significati ... Si ha una conoscenza diretta e intrusiva del significato e questa appunto, in se stessa, è l'esperienza delirante». La [[paranoia]] è un disturbo del significato.
 
*{{en}} James Hillman, ''An Essay on Pan'' in ''Pan and the Nightmare'', New York, Spring, 1972, pp. 3-65.
*James Hillman, ''Il mito dell'analisi'', traduzione di Aldo Giuliani, Adelphi, Milano, 2014.
*James Hillman, ''Il potere. Come usarlo con intelligenza'', traduzione di Paola Donfrancesco, Rizzoli, 2002.
*James Hillman, ''La forza del carattere'', traduzione di Adriana Bottini, Adelphi, Milano, 2000.
*James Hillman, ''La vana fuga dagli dei'', traduzione di Adriana Bottini, Adelphi, Milano, 2015.
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