Umberto Vattani: differenze tra le versioni

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*Tutti i [[Immigrazione in Italia|migranti]] che arrivano nel nostro Paese e che noi consideriamo dei sopravvissuti privi di passato e di futuro sono in realtà esponenti di civiltà millenarie caratterizzate da una storia illustre, in alcuni casi intrecciata alla nostra. Egiziani, tunisini, libici hanno alle spalle valori culturali che non possiamo trascurare. Forse neanche loro lo sanno, e allora il nostro compito dovrebbe essere quello di insegnarglielo, quello di renderli consapevoli dell’eredità culturale di cui sono esponenti. Negare loro questa opportunità significa emarginarli e dare il via libera a tutte quelle manifestazioni caratterizzate da una violenza più o meno latente, più o meno fisica.
*È interessante osservare come in Cina, paese caratterizzato ancora dalla forte censura, si verifichi comunque una notevole apertura verso il mondo capitalista, con attenzione al business e allo stesso tempo alla potenza del linguaggio.
*Fin dal ‘700 [[Pietro I di Russia|Pietro il Grande]] ha, con prepotenza, forzato la [[Russia]] a intervenire nel concerto delle nazioni e da allora si può dire che il Paese abbia partecipato praticamente a tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato la nostra storia, dal punto di vista culturale, politico, economico e militare. Come poter fare a meno di Tolstoj? Come non considerare una Rivoluzione che ha cambiato totalmente il modo di concepire la vita e la società? Certo, ci sono stati eccessi e brutalità, peraltro denunciati da Krusciov prima e da Gorbaciov poi, ma si tratta di un interlocutore assolutamente irrinunciabile con il quale sarà magari possibile riprendere un dialogo biunivocamente costruttivo.
*Dobbiamo sforzarci di far capire come [[Venezia]] rappresenti molto più di un semplice luogo urbano destinato a soddisfare le giuste e legittime aspettative di un turismo di scala mondiale. Perché non sforzarsi di attirare in città persone interessate a portare avanti delle ricerche e approfondire determinati problemi?
*Da sempre i Dogi hanno accolto in città esponenti di tutte le nazionalità, questa è stata una delle grandi fortune di Venezia. L’accoglienza era un affare di Stato, che ha interessato ebrei, tedeschi e persino popolazioni che potevano essere considerate ostili, come ad esempio i turchi.
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