Differenze tra le versioni di "Jean-Paul Sartre"

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*Il [[lavoro]] migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio.<ref>Da ''Le mani sporche''.</ref>
*Innanzitutto era insolita l'ora del nostro appuntamento: la mezzanotte [...] Attraversando la sala, benché fosse pienamente illuminata, ebbi la sensazione di esser salito su un treno prima dell'alba e di trovarmi in uno scompartimento di gente addormentata [...] Si aprì una porta. [[Simone de Beauvoir]] ed io entrammo e quell'impressione scomparve. <br />Un ufficiale dell'esercito ribelle, coperto da un basco, mi aspettava: aveva la barba e i capelli lunghi come i soldati che erano all'ingresso, ma il volto limpido e sereno mi parve mattiniero. Era [[Che Guevara|Guevara]]. [...] Quei giovani {{NDR|Guevara e i suoi compagni}} tributano un culto discreto all'[[energia]], tanto amata da [[Stendhal]]. Non si creda però che ne parlino, che ne ricavino una teoria. Vivono l'energia, la praticano, forse la inventano: si dimostra negli effetti, ma essi non pronunciano una parola al riguardo.<br />La loro energia si ''manifesta''. [...] quasi arrivano a ripetere la frase di [[Pascal]]: "''È necessario non dormire''". Si direbbe che il sonno li abbia abbandonati, che anch'esso sia emigrato a Miami.<ref>Da ''Così incontrai il "Che"'', in ''Ernesto Che Guevara – uomo, compagno, amico...'', Coop Erre emme edizioni.</ref>
*{{NDR|Sul 1968}} L'importante è che l'azione ci sia stata, quando tutti la ritenevano impensabile.<ref>InCitato in AA.VV., ''Il libro della storia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2018, p. 324. ISBN 9788858016572</ref>
*[...] la [[carezza]] non è un semplice sfiorare: ma un foggiare. Carezzando l'altro, io faccio nascere la sua carne con la mia carezza, sotto le mie dita. La carezza fa parte dell'insieme di cerimonie che incarnano l'altro. Ma, si può obbiettare, non era forse già incarnato? No. La carne dell'altro non esisteva esplicitamente per me, perché percepivo il corpo dell'altro in situazione; non esisteva per lui perché la trascendeva verso le sue possibilità e verso l'oggetto. La carezza fa nascere l'altro come carne per me e per lui. [...] Così la carezza non si distingue per nulla dal desiderio: carezzare cogli occhi o desiderare è la stessa cosa; il desiderio si esprime con la carezza come il pensiero col linguaggio. [...] Nel desiderio e nella carezza che l'esprime, mi incarno per realizzare l'incarnazione dell'altro; e la carezza, realizzando l'incarnazione dell'altro, mi manifesta la mia incarnazione; cioè io mi faccio carne per indurre l'altro a realizzare per-sé e per me la sua carne e le mie carezze fanno nascere per me la mia carne [...]<ref>Da ''L'essere e il nulla. La condizione umana secondo l'esistenzialismo'', trad. di Giuseppe Del Bo, NET, 2002, pp. 438-445.</ref>
*La separazione tra teoria e pratica ebbe come risultato di trasformare questa in un empirismo senza principi e quella in un sapere puro e cristallizato. <ref>Citato in ''Focus'' n.96, p. 178.</ref>
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