J. D. Salinger: differenze tra le versioni

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*Lui attaccò il suo solito su e giù con la testa. Roba che in vita vostra non avete mai visto nessuno fare così su e giù con la testa come il vecchio Spencer. Uno non sapeva mai se muoveva tanto la testa perché stava pensando eccetera eccetera, o solo perché era un caro vecchiotto che non capiva un accidente. (cap. II, p. 11; 2008)
*– La [[vita]] ''è'' una [[partita]], figliolo. La vita ''è'' una partita che si gioca secondo le regole.<br>– Sì, professore. Lo so. Questo lo so.<br>– Partita un accidente. Una partita. È una partita se stai dalla parte dove ci sono i grossi calibri, tante grazie – e chi lo nega. Ma se stai dall'''altra'' parte, dove di grossi calibri non ce n'è nemmeno mezzo, allora che accidenti di partita è? Niente. Non si gioca. (cap. II, p. 11; 2008)
*Avevo sedici anni, allora, e adesso ne ho diciassette, e certe volte mi comporto come se ne avessi tredici. È proprio da ridere, perché sono alto un metro e ottantanove e ho i capelli grigi. Sul serio. Da un lato – il destro – sono pieno di capelli bianchi, milioni. Li ho sempre avutoavuti, anche quando ero bambino. Eppure certe volte mi comporto ancora come se avessi appena sì e no dodici anni. Lo dicono tutti, specie mio padre. E in parte è vero, ma non ''del tutto'' vero. La gente pensa sempre che le cose siano ''del tutto'' vere. Io me ne infischio, però certe volte mi secco quando la gente mi dice di comportarmi da ragazzo della mia età. Certe volte mi comporto come se fossi molto più vecchio di quanto sono – sul serio – ma la gente non c'è caso che se ne accorga. La gente non si accorge mai di niente. (cap. II, p. 12; 2008)
*Il vecchio Spencer ricominciò a fare su e giù con la testa. Cominciò pure a mettersi le dita nel naso. Faceva come se stesse soltanto pizzicandoselo, ma in realtà ci infilava dentro il suo vecchio pollice. Mi sa che pensava di poterlo fare tranquillamente perché nella stanza non c'ero che io. Non che me ne importasse, però è abbastanza stomachevole guardare uno che si mette le [[dita nel naso]]. (cap. II, p. 12; 2008)
*[[Eccezionali]]. Ecco una parola che detesto con tutta l'anima. È fasulla. Roba che vomiterei ogni volta che la sento. (cap. II, p. 12; 2008)
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