Differenze tra le versioni di "Gustave Flaubert"

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→‎Citazioni: Inserimento citazione
(→‎Bibliografia: Inserimento di un'altra edizione di Salambó con diverso traduttore e con l'accento acuto sulla "o" finale del titolo del romanzo (ossia il nome della principessa eponima) come nell'originale francese)
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*La bianca [[luce]] pareva circonfonderla d'una nebbia d'[[argento]]; l'[[ombra]] umida dei passi brillava sulle lastre; [[stella|stelle]] palpitavano in fondo all'acqua. il serpente la stringeva contro di lei le nere spire tigrate di placche d'[[oro]]. Sotto quel peso eccessivo Salambò ansimava, le reni le si piegavano, si sentiva mancare, mentre lui con l'estremità della coda le batteva piano piano la coscia. Poi, al cessare della musica, ricadde giù. (p. 215)
*D'un colpo, quell'uomo aprì il petto di Matho, ne strappò il cuore, lo porse sulla spatola; e Sciahabarim, alzato il braccio, lo offrì al [[sole]].<br>Il sole calava dietro i flutti; i suoi raggi arrivavano come lunghe frecce su quel cuore rosseggiante. Via via che i battiti scemavano l'astro s'immergeva; all'ultimo palpito sparì.<br>Allora dal golfo alla laguna e dall'istmo al faro, per tutte le strade, su tutte le case e in cima a tutti i templi fu un grido solo; cessava, ripigliava; gli edifici ne tremavano; [[Cartagine]] pareva presa da un convulso: nello spasimo d'una gioia titanica, nel delirio d'una speranza senza limiti.<br>Narr'Havas, ebbro di orgoglio, passò il braccio intorno alla vita di Salambò, in segno di possesso; e sollevando con la destra una patera d'oro bevve al Genio di Cartagine.<br>Salambò s'alzò in piedi con lo sposo, una coppa in mano, per bere anche lei. Ricadde col capo indietro sulla spalliera del trono – livida, irrigidita, le labbra aperte. I capelli sciolti le pendevano a terra.<br>Così morì la figlia di Amilcare per aver toccato il mantello di Tanit. (pp. 346-347)
*Fin da quando egli aveva mosso il primo passo, ella s'era alzata; a mano a mano ch'egli si avvicinava, quasi incosciamente s'era spinta a poco a poco fino al limite della terrazza; e tosto, svanito tutto il resto intorno a lei, non avea più visto che Matho. Un silenzio s'era fatto nell'anima sua, – uno di quegli abissi in cui il mondo intero scompare sotto il peso d'un pensiero esclusivo, d'un ricordo, d'uno sguardo. Era attirata da quell'uomo che camminava alla sua volta. (1962, p. 386)
 
==[[Incipit]] di ''Bouvard e Pécuchet''==
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