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Teoria del complotto sull'attacco di Pearl Harbor

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Vendica il 7 dicembre!: manifesto propagandista statunitense del 1942

Citazioni sulla teoria del complotto sull'attacco di Pearl Harbor

Citazioni

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  • L'attacco giapponese a Pearl Harbor è stato uno dei punti di svolta della seconda guerra mondiale, il momento decisivo che ha portato gli Stati Uniti all'interno del conflitto, con tutto quello che ne è seguito. Fin dall'inizio alcune persone ipotizzarono che l'America sapesse tutto, che gli ufficiali dell'esercito avessero intercettato le comunicazioni giapponesi e che fossero al corrente dell'attacco pianificato per il 7 dicembre; non avrebbero però detto nulla né avvisato i militari di stanza alle Hawaii – lasciando così morire centinaia di uomini – perché [...] serviva un casus belli, cioè un motivo per entrare in guerra, e l'attacco giapponese ne avrebbe fornito all'America uno grandissimo. Nel 1944 [...] venne pubblicato un opuscolo intitolato The Truth About Pearl Harbor [...] in cui si sosteneva proprio questa tesi: a firmarlo era John Flynn, cofondatore dell'America First Committee [...], un'associazione isolazionista che si batteva contro l'intervento degli Stati Uniti nella guerra. Negli anni questa accusa è stata rilanciata da giornalisti, autori di libri, teorici della cospirazione... c'è stato [...] chi si è spinto a dire che l'intero attacco di Pearl Harbor sarebbe stato un inside job, una simulazione con attori, o un vero episodio di guerra messo però in atto da agenti segreti statunitensi: dietro al complotto ci sarebbero di volta in volta la lobby delle armi, o un ipotetico governo ombra, che cercavano un pretesto per [...] rendere il conflitto accettabile agli occhi dei cittadini. Inutile dire che questa teoria non tiene conto delle [...] prove storiche, dei documenti, delle testimonianze di chi si trovò coinvolto nell'attacco ed ebbe la fortuna di poterlo raccontare una volta tornato a casa. (Massimo Polidoro)
  • In una situazione di tensione sempre crescente, gli americani non trovarono di meglio che "dimenticarsi" l'intera flotta ancorata nel Golfo di Pearl Harbour (Hawaii, territorio USA) in una vulnerabilissima "posizione di riposo", con le navi allineate in fila indiana, e addirittura accoppiate a due alla volta, cioè nella assoluta impossibilità di togliersi velocemente da quella posizione. Per i giapponesi la tentazione di un "controfilotto" con il quale distruggere metà della flotta americana nel Pacifico deve essere stata irresistibile, e così il mattino del 7 Dicembre 1941, mentre si mettevano in movimento aerei, navi d'appoggio e sommergibili, l'ambasciata giapponese a Washington consegnava al governo americano una formale dichiarazione di guerra.
  • Ci sarebbe stato ancora tutto il tempo per avvisare Pearl Harbour, e mettere gli uomini - che stavano beatamente prendendo il sole sulla tolda delle navi - almeno in stato di allerta. Ma sfortuna volle che proprio quel mattino "l'unico traduttore ufficiale dal giapponese fosse introvabile", e si persero così minuti preziosi per avvisare la flotta americana dell'avvenuta entrata in guerra. (Sarà davvero necessario consultare un traduttore, per capire che gli ambasciatori di una nazione ostile ti hanno appena dichiarato guerra?)
  • Nel frattempo, gli operatori radar nel Pacifico avevano decodificato l'attacco giapponese in corso, ma non riuscivano a loro volta ad avvisare Pearl Harbour, a causa di una improvvisa "interruzione del ponte radio con le Hawaii". Fu così che l'allarme dovette essere telegrafato tramite il normale ufficio postale, e stava venendo consegnato al comandante del porto da un fattorino in bicicletta, proprio nel momento in cui i primi siluri giapponesi cominciavano a seminare morte e distruzione fra i marinai ignari di tutto. Sia la sequenza incredibile di intoppi, sia il discorso indignato di Roosevelt, che trascinò in poche ora la nazione in guerra, avrebbero trovato dei riscontri particolarmente sconcertanti nei fatti dell'undici settembre 2001, ovvero nella "nuova Pearl Harbour" tanto auspicata dai neocons soltanto un anno prima.

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