Toro Seduto

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Toro Seduto

Toro Seduto (1831 – 1890), capo tribù dei Hunkpapa Sioux (Lakota).

  • È strano, ma vogliono arare la terra, e sono malati di avidità. Hanno fatto molte leggi, e queste leggi i ricchi possono infrangerle, ma i poveri no. Nella loro religione i poveri pregano, i ricchi no. Tolgono denaro ai poveri e ai deboli per sostenere i ricchi e i potenti. (citato in La terra è la nostra madre, p. 51)
  • Toro Seduto: La vostra gente stima gli uomini quando sono ricchi: perché hanno molte case, molta terra, molte squaw, non è così?
    Giornalista: Si…
    Toro Seduto: Bene, diciamo allora che il mio popolo mi stima perché sono povero. Questa è la differenza! (Toro Seduto a un giornalista del New York Herald, 16 novembre 1887)
  • Sette anni fa abbiamo stipulato un trattato con l'uomo bianco. Ci ha promesso che la terra dei bufali sarebbe stata nostra per sempre. Adesso minacciano di prenderci anche quella. Dovremmo cedere, fratelli? O invece dire loro: "Dovrai uccidermi prima di impossessarti del mio paese". (citato in La terra è la nostra madre, p. 52)
  • Siete ladri e bugiardi. Vi siete presi le nostre terre e ci avete resi emarginati. (Visions 3, Zanichelli) Fonte poco chiara Fonte poco chiara

Senza fonte[modifica]

  • Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete.
    Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro.
    Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri.
    È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.
  • Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.
  • Quando sarai pronto a morire sarai grande abbastanza per vivere.
  • Se il grande spirito mi avesse voluto bianco, mi avrebbe creato così. Ha messo nei vostri cuori alcuni desideri ed altri nel mio... ben diversi. Non è necessario per un'aquila essere un corvo. [1]

Bibliografia[modifica]

  • William R. Arrowsmith e Michael Korth (a cura di), La terra è la nostra madre – Discorsi dei capi indiani, traduzione di Francesca Ricci, Newton & Compton Editori, 1997. ISBN 88-8289-058-9

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