Ultima notte a Warlock
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Ultima notte a Warlock
| Titolo originale |
Warlock |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1959 |
| Genere | western |
| Regia | Edward Dmytryk |
| Soggetto | Oakley Hall (romanzo) |
| Sceneggiatura | Robert Alan Aurthur |
| Produttore | Edward Dmytryk |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Ultima notte a Warlock, film statunitense del 1959 con Richard Widmark, Henry Fonda e Anthony Quinn, regia di Edward Dmytryk.
Frasi
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Citazioni in ordine temporale.
- Noi ci atteggiamo a uomini liberi, ma appena siamo veramente convinti di essere padroni di noi stessi, ci buttiamo a corpo morto nel matrimonio solo per il gusto di farci una padrona. (Tom)
- Non ci tieni alla tua vita. Tu tieni a quella di Clay. Quando sarà morto nella polvere, io guarderò te nel suo cadavere e riderò. (Lily)
- Tutti quanti, a casa! E tornando, pensate che partecipare a un linciaggio è la cosa più vile che un uomo possa fare. (Clay)
- Non mi importa più niente. Non mi importa più niente neanche di Ben Nicholson: Dio mi perdoni. Voglio solo che finiscano queste uccisioni. Ti ho odiato tanto e ti ho voluto morto, ma ora basta, non mi importa più. (Lily)
Dialoghi
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Citazioni in ordine temporale.
- Billy: Perché non ci porti i suoi stivali, così glieli baciamo, come piace a lui? E come fate voi altri! Portaci qui i suoi stivali, Slavin!
John: Ti ha salvato ora la vita, Billy. Mi chiedo perché. - Tom: Clay, se tu non sei lo sceriffo non sei niente.
Clay: Eh, forse ho finito. Mi attira non esser niente. - Tom: Provati un'altra volta a parlare con Clay di nascosto a me e ti ammazzo. E ammazzerò chiunque voglia fare del male a Clay, perfino te, Lily.
Lily: Tom, perché tanto amore?
Tom: Perché è la sola persona fra uomini e donne che non mi abbia mai guardato come uno storpio.
Citazioni su Ultima notte a Warlock
[modifica]- Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (il Morandini)
- Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di Dmytryk – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del Cavaliere della valle solitaria), di sottili referenze al passato (il ruolo di Dorothy Malone) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di Fonda) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (Il Mereghetti)
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