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Una pallottola per Roy

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Una pallottola per Roy

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Ida Lupino e Humphrey Bogart nel film

Titolo originale

High Sierra

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1941
Genere gangster, noir
Regia Raoul Walsh
Soggetto W. R. Burnett (romanzo)
Sceneggiatura John Huston, W. R. Burnett
Produttore Mark Hellinger
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Una pallottola per Roy, film statunitense del 1941 con Humphrey Bogart e Ida Lupino, regia di Raoul Walsh.

Frasi

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  • Vede, qualche volta, di notte, quando si guardano le stelle, si può quasi sentire la Terra muoversi: è come un piccolo globo che gira nel cielo, con tutti noi sopra. (Roy)

Dialoghi

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  • Roy: Stavamo preparando un'altra evasione, ma fui graziato.
    Marie: Sì, capisco. Si spera sempre di poter uscire: questo tiene in vita.

Healy: Il grande Earle: guarda guarda. Che cos'è dunque? Non molto ora, vero?
Marie: Senta, cosa vuol dire quando uno evade?
Healy: Evade? È una strana domanda che mi fai adesso. Vuol dir che è libero.
Marie: Libero. Libero...

Citazioni su Una pallottola per Roy

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  • Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada [Roy Earle] trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo High Sierra (1940) di W.R. Burnett, da lui sceneggiato con J. Huston, fu una svolta nella carriera di H. Bogart, promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon gangster movie con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (il Morandini)
  • Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (il Morandini)
  • Sceneggiato da John Huston e W. R. Burnett, il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di Bogart (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente walshiani, invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande Ida Lupino). (Il Mereghetti)

Voci correlate

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