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Una storia d'amore (film 1942)

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Una storia d'amore

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Assia Noris in una sequenza del film

Titolo originale

Una storia d'amore

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1942
Genere drammatico, sentimentale
Regia Mario Camerini
Soggetto Mary McDougal Axelson
Sceneggiatura Mario Camerini, Gaspare Cataldo, Giulio Morelli, Mario Pannunzio, Gino Visentini
Interpreti e personaggi

Una storia d'amore, film italiano del 1942 con Assia Noris, regia di Mario Camerini.

Frasi

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  • Io vorrei che coloro che devono giudicare sentissero, come io sento, la profonda differenza che esiste fra la delinquente incanaglita nelle più tristi esperienze, che il pubblico ministero ha voluto rappresentarci, e la dolente figura di Anna Roberti, quale emerge non dalle mie parole ma dalle risultanze stesse del processo. No, signori, Anna Roberti non ha ucciso spinta da volgari interessi o da basse passioni: la sua vita sta ad illustrarci la disperata volontà di redimersi. Forse molti ignorano il calvario di queste giovani che, sperdute nelle grandi città, vengono attratte e travolte dal luccichio di una vita facile, ma Anna Roberti seppe ritrarsene a tempo e in un amore purissimo seppe dimenticare il passato. (Avvocato difensore) [arringa]

Citazioni su Una storia d'amore

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  • Con questa storia Camerini ha rinunciato ai modi più noti della sua maniera e del suo stile, per affrontare invece una tessitura al tempo stesso piana e drammatica. Uomini qualunque, quasi una vicenda qualunque. E l'ha voluta raccontare senza soprassalti, senza bravure, senza civetterie. Dall'inizio di questo idillio alla morte della protagonista il racconto non potrebbe essere più semplice e rettilineo. Ciò significa che una non piccola ambizione ha animato il regista delineando la parabola di Anna: l'ambizione di affrontare un dramma piano e serrato, sommesso e potente: giungere cioè all'umanità più ascosa dei suoi personaggi con tratti essenziali, non appariscenti, e calzanti. (Mario Gromo)
  • La gente povera, in Una storia d'amore, si innalza alla poesia, e il viso di Anna nella morte prende la dignità e la luce di un marmo: mentre gli antagonisti restano irrimediabilmente brutali e volgari. Questo è assai ben narrato. Camerini, antiretorico, narra solo attraverso la rappresentazione dei fatti più quotidiani e consueti. E otterrebbe la compiutezza, se pervenisse a una più intima fusione tra la parte maggiore della sua storia (la macchina sociale che stritola gli indifesi) e la comune vicenda cui si appoggia, di insufficiente sostegno. Quasi a sanare il dissidio, v'è un eccessivo profluvio di sentimento, un soverchio uso di fatti che chiedono il pianto. Ma il film è ottimo, e va sulla buona via. (Guido Piovene)
  • Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (il Morandini)
  • Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina. (Il Mereghetti)
  • Un film di questo genere la nostra industria l'andava maturando da qualche tempo, ed è giusto che sia stato Mario Camerini a presentarne per il primo il risultato sui nostri schermi. Poi, vedrete, gli altri seguiranno, inevitabilmente. Mattoli con meno finezza, ma con un maggior senso spettacolare, Poggioli con quel suo talento ricco e sostanzioso, Soldati quando avrà scontato il successo dei film in costume, ci racconteranno anch'essi una dolorosa storia d'amore. (Pietro Bianchi)

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