Utente:Poeta Anonimo
E’ il dolore più profondo, non ha nessuna pretesa, mi lascia solo il grande dubbio se lottare con il mondo, o concederti alla resa. Ho la volontà non conosco però il mezzo, per odiar quel che sei tu e non esser chiamato pazzo, ma per un attimo questa dura e forte parole mi suona quasi come un complimento, ma a quest’ultima frase credo a stento. Batte il cuore,so che è il mio e scandisce la tua violenza, di un inutile sentenza. Per un attimo fermo con la penna in mano, mi chiedo se tutto questo resterà invano, ma io ti toglierò ciò che di più bello possa esistere, ma anche ora che ce l’hai a portata di mano non lo puoi conoscere, perché si vede col cuore, e non basta un flebile pulsare, anche una mia lacrima rimarrà poesia, ma con me,anch’essa porterò via..
E non sai il macigno che ho nel cuore, quante lacrime sto versando e non sai l’amarezza sotto questo caldo sole tra una parte di me che ti prova a cancellare e una parte che ti sta ancora aspettando. Non è facile rimuovere tutte quelle illusioni, le foto,le speranze e tutte le canzoni, di cui ogni singola parola mi ricorda il tuo viso e in ogni verso di un poeta ci trovo il tuo sorriso. Mentre del mio non c’è più traccia, ormai è sparito da questa faccia. Io è vero,ho sbagliato tutto Ho aspettato che maturasse il nostro frutto, ma dall’albero è caduto e senza di te mi sento perduto. Che senso ha questa vita mia? Che senso ha questa stessa poesia? E tra questa musica che suona e che prendo per rumore, non riesco più a sentire il battito innamorato del mio cuore.
E penso a te ed è come averti vicina, bella simpatica,”fata turchina” Un crampo allo stomaco ogni volta che il mio sguardo incrocia i tuoi occhi. Ogni volta che mi sfiori che mi guardi,che mi tocchi, e nel profondo blu di un’ espressione mai spenta, trova ispirazione la mia penna attenta, e ogni tua parola è come un tentativo di far evadere la perfezione in te presente, la perfezione di chi riesce,purtroppo,a far innamorare la gente. Pensarti è forse la cosa più alta che io possa fare, ma per qualcos’altro,non ti nascondo che continuo a sperare. Cade la pioggia e l’acqua scorre tra le vie, in tre mesi vorrei averti dimenticata ma sarebbe dirmi un sacco di bugie. Ma io,continuo a sorridere anche adesso che mi sei vicina e mi appari così lontana, perché del resto ogni sorriso è come un’ immersione nella tua anima, in ciò che di più bello abbia mai visto
{E’ un gatto nero e non mi fa paura,e non mi fa paura,sotto questo cielo,di cui più nessuno ne ha cura,anzi quel gatto lo invidio perfino,per il suo essere libero,di saltare senza nessun pensiero,di giardino in giardino.} E’ difficile scrivere e non sapere a chi pensare, perché la vera motivazione fa davvero troppo male, e continuare a far finta di niente, magari provo a scrivere per dimostrare di essere intelligente. E quando non riesci a trovare le parole E nel felice sognare non ci trovi l’amore, non permettere a una lacrima di scendere,ci si deve abituare, è pur sempre la tua vita fatta di altre sensazioni, è pur sempre la tua vita goditi le sue emozioni
Eccomi qui anche questa sera però con un motivo diverso, ma con lo stesso sguardo triste e perso, ma che nella sua profondità non ha perso quella voglia di sperare, che brancola nel buio perché è costretta a limitarsi a sognare, e a guardare la luce in lontananza, una falsa luce che sottolinea tra sogno e realtà,la grande distanza. E l’unica cosa buona rimane questo scrivere poetico, in fondo inutile e per niente apprezzato ma pur sempre unico. In un mondo che ti volta le spalle nel momento del bisogno, e ti forza per vivere a rifugiarti in un sogno, e a provare ad andare in un mondo fantastico,aprendone la porta, ogni qual volta, che la penna si posa su un foglio, ma rimanerci male lo stesso perché non è questo ciò che voglio. E mentre calo per l’ultima volta la penna nell’inchiostro del mio cuore, tra amore e dolore, non ci trovo differenza, ma non perdo la speranza..
C’è un momento nella malinconia di un Uomo,nel tunnel di ogni vita,quel momento in cui quando alzi gli occhi non trovi la luce ma vieni pervaso dall’incredibile forza del buio che invade il cuore passando dal cervello. In quel momento la tristezza oltrepassa il limite della negatività,arrivando all’altro polo e anche la solitudine ha la sua ragion d’esistere,il suo scopo finale. E a te che mi chiedi perché sono triste ti rispondo così:sono triste perché il buio che ho nel cuore non permette a te di vedermi ma permette a me di capire quel che solo un cuore orbo e carico d’intuito può. Non sa da dove vengo,so dove voglio andare e dove andrò. Perdonami Mondo,fraterno nemico di una vita,ma io VOGLIO SCRIVERE L’ULTIMA POESIA DELL’ULTIMO POETA.
Vivere nello spazio che si crea tra Dio e la merda è difficilissimo perché quello spazio è piccolo e le persone sono inutilmente troppe.
[La vita è bella,il mondo anche,tu probabilmente lo sei ancora di piu,tanto da dare senso a entrambi.E’ un senso che io non ho piu,e non oso cercarlo,ho paura di scoprire che questo senso fosse il nostro amore,o forse dovrei dire il mio?]
Tra una lacrima di pianto, e una goccia di sudore, tra il mio essere scontento e il tuo nuovo amore. Passano giornate sotto un sole cocente E provo a capire cos’è questo sentimento Tra momenti in cui penso che per me non conti niente e attimi in cui ti aspetto come un fresco soffio di vento. E sento che il giorno in cui ti vedrò sta per scacciare quest’anomala estate, passata per la prima volta nella schiera delle persone innamorate, tu a settembre in questa schiera di pazzi fatti un giro, ma che io ci sarò non te l’assicuro.
LE LACRIME DEL MIO CUORE. Scrivere fa bene,scrivere mi fa sentire vivo,sento che qualcosa per cui sono nato c’è.E allora mi immergo in alcune riflessioni,e in mille domande,che meritano una prosa che diventerà Poesia. Perché la poesia è anche una lacrima di un poeta,ma una lacrima che viene dal cuore,e in pochi sanno far piangere il cuore.Io questo lo so fare,almeno credo.I versi rispecchiano la rabbia e un momento di annebbiamento che mi porta a inventare rime per alleggerirmi e trovare conforto,oggi voglio solo vivere,non devo alleggerirmi da nessuna preoccupazione.Non rileggo neanche quello che sto scrivendo,non credo sia utile,non so neanche perché lo sto facendo.Forse perché alla fine sono estraneo davvero,estraneo a tutto,perché alla mia età faccio altre cose che mi dovrebbero far sentire vivo,ma io in questo momento non sto perdendo tempo o provando a elevarmi,io scrivendo,sto costruendo me stesso.Ho terrore,paura di questa diversità,perché mi importa solo fare poesia,voglio rimanere a guardare scorrere un fiume in piena in una giornata di sole,mentre gli altri sono impegnati a costruire quel che qualcun’altro vede di loro.Nessuna cosa esiste,tutto è quel che ci sembra.E a me certe cose sembrano orribili,così come l’orrore di diventare come un'altra persona,simile a qualcuno che non fa poesia,che dal proprio cuore non fa uscire lacrime,E alla fine diventerò così,perché qualcuno arriverà e darà un giudizio di me,e io perderò per sempre quella facoltà di essere me stesso e allora mi difendo scrivendo,perché prima o poi qualcuno queste cose le leggerà e voglio soltanto che di me,poeta,resti un qualcosa.Una piccola traccia,una piccola lacrima che non si asciughi e che non venga scambiata per una banale goccia di sudore dovuta alla fatica di vivere.Vivere,bene o male.Non è inutile,è sciocco.E’ insensato,è folle.Che vuol dire attenersi a dei canoni,che vuol dire essere normali? L’uomo,perdono,mi correggo,il vigliacco,si nasconde dietro alla parola normalità per nascondere la propria follia,il non senso dei suoi gesti,il suo non essere poesia e non saper amare. Io amo me stesso in questo momento,e amo te che stai leggendo e anche te che ridi per la mia follia (folle,perché me stesso),ma quel che ho nel cuore in questo momento sta uscendo.Mi dirai a che serve,ebbene forse hai ragione..a niente.Se niente si può chiamare un emozione.E dimmi tu ora a cosa serve fingere,vivere come fai tu.Scusa,ma tra me e te chi è più normale? Tu,perché io non mi nasconderò mai dietro a una parola del genere.Magari di giorno vivrò come te,perché purtroppo Dio (caro Creatore,una frecciatina ce l’ho anche per te:se hai creato l’uomo a tua immagine e somiglianza,altro che perfezione..) mi ha donato 24 ore.A me bastavano 2 minuti d’ispirazione.2 minuti per far piangere il mio cuore e metter su di un foglio le sue lacrime,provando a farle apprezzare da qualcuno.Il resto del tempo lo devo pur passare in qualche modo.Allora volto le spalle al mio fiume in piena e vedo un insieme di persone che fanno le stesse cose e ridono perché io,seguendo me stesso,sono solo a fare ciò che mi piace.Si è vero guardo,e a volte in questa gente mi confondo anche,ma un po’ impacciato lo sono,e purtroppo ogni tanto devo allontanarmi dal fiume e vedere che succede laddove la poesia non arriva.Non puo arrivare,perché trova le porte chiuse,e quando vede che anche l’amore ha rinunciato a bussare va via e rimane lusso di pochi.La cosa più bella del mondo,un lusso di pochi. Adesso che è cambiato da quando ho cominciato a scrivere qualche minuto fa? Niente.Tra poco sorgerà il sole,la notte scapperà e tornerò nella “normalità”.Impacciato e triste,perché io di normale non ho nulla.Il più grande,Baudeleire disse che il poeta è un po’ come un albatros che riesce a volare per i grandi cieli,ma sulla terra ferma è goffo,impacciato.E così io non capisco questo mondo,questo insieme di cattiveria e cose bizzarre.Però sono poesia,non basterà,non servirà,come niente del resto.Inutile per inutile,preferisco nascondermi dietro la parola Poesia che dietro la parola normalità.Ogni tanto mi sporgo e guardo il mondo,con un certo distacco,quasi invidioso.Ma del resto non esiste nulla,se non ciascuno di noi,folle a modo suo,con una propria realtà.Questo è essere.La nostra diversità.Una realtà non esiste,la immagina chi non ha coraggio.E io folle a modo mio,mi immagino che la mia realtà sia questa poesia,che esistano le lacrime del mio cuore.
Non c’è più il buio, ma questo sole del mese di Maggio, non ci sei tu e con te io stavo meglio, sei andata via sostituita da tanto coraggio. Con le lacrime agli occhi ora rivedo, lo stesso panorama di 12 mesi fa,o almeno credo… Ma se guardo quello stesso blu all’orizzonte,ha un'altra tonalità… …ah quante ne ho perse di possibilità… Ma alla fine son sempre io, o perlomeno così pare, con addosso quella voglia,seppur sbiadita,di lottare, e il tuo sguardo ancora presente nella mente e la tua vocina che risuona imponente. Ne sono cambiate di cose da vedere nel mio sguardo corrucciato, ne son cambiate di cose se penso che c’eri tu che osservavi me innamorato, c’erano le battute e l’allegria, alzo gli occhi e sento questa inutile malinconia. Non sono io che guardo questo cielo, è lui che guarda me,all’apparenza solo, ma in un semplice TI VOGLIO BENE,al contrario dei tuoi stavolta sincero, ho trovato un motivo per continuare e non mollare, un motivo,un motivo vero.
Non ho piu neppure voglia di scrivere e pensare, nauseato dal capire e negare, e tentato da mettere il punto e porre fine a tutto, perché in fondo questo non è giusto. Alcuni al cuore assegnano determinate funzioni, il mio ha in mano la penna e prova a narrare le emozioni, ma la malinconia provoca solo contrazioni, e quella forza mistica oramai è andata perduta, ai confini di un anima sorda e muta. Il dubbio per una volta di non poter volare, voglia di smettere anche di sognare, è faticoso e inutilmente stancante, e le delusioni poi sono tante Allora la penna la incollo al foglio e la racchiudo in uno stile non mio, se vola via lei,poi che cosa farò io? Vivere è poco per chi della vita ha gia capito tutto, infinito dolore in un mondo immensamente brutto. Chiamami pazzo e presuntuoso, e nel tuo sorriso leggo l’essere invidioso, ma ho capito quello ce tu ti limiti a osservare, ma non essere furioso,tutta quella tristezza qualche frutto lo doveva pur dare.. e riesco a immaginare il sentimento del mio sguardo e con me porto un esempio, tu nei miei occhi ci vedi un colore e un inutile espressione, forse è meglio,perché nel lago in cui si specchia la mia anima,non vedi quel che provo per te,riesci a nascondere la mia compassione.
Questa calma così vera all’apparenza, tradita da qualche scatto ce dia il senso della sofferenza, una frase malinconica, sperando una fine critica. Ma tra correzioni e nuovi pensieri, ritorno ad oggi e ripenso a ieri, e nel mio sguardo quel qualcosa di triste nel pensare a domani. A come saranno 24 ore senza quei occhi dal blù così profondo, con cui seppur per tre secondi evadevo da questo mondo. Ma anche la profondità di quello sguardo è solo apparente, per chi alla fine ti fa capire che non prova niente. Ma mi ricordo di questo buio qui presente, nel vedere una ferita sanguinante, che non riesce a cicatrizzare, eliminando quel sottile filo di dolore, che passa davanti a me impotente e mi rovina l’umore. E allora io godo della mia cura, che mi permette di non pensarci e di sognare una nuova avventura.. anch’essa magari solo un sogno, perché dopo aver visto la grandezza della crudeltà di questo mondo, a un grande,basta chiudere gli occhi e saper pensare di non essere morto..
Se io fossi morto, perché morto vorrei essere, non voglio ammazzarmi,ho troppo rispetto di me;voglio morire; Se io fossi morto, andrei a salutare la mia nonna e a dirle,come mai ho fatto,che le voglio bene,poi mi farei presentare il nonno,lassù l’avrà conosciuto spero,infondo sono quasi parenti… Dopo ancora andrei a farmi una foto (se le fanno..) con Gaetano,per conoscere da vicino il famoso stile JUVENTUS e poi inviteremmo l’avvocato a prendere un caffè con noi. Se io fossi morto mi farei un giro,spensierato,libero,anche dai vestiti,ridendo così come ora piango, del mio ormai vecchio mondo,che non mi aveva capito,o forse ero io che ero un libro aperto alla pagina sbagliata.. Poi andrei da Dio,e non saprei se arrabbiarmi con lui o deriderlo,per un mondo che creò,non brutto,un po cattivo,ma tanto bizzarro.. Se io fossi morto andrei dal diavolo e irriderei anche lui perché il suo inferno è nulla dinnanzi alla brutalità del “mio” vecchio mondo. Da morto,qual purtroppo non sono,andrei da Faber e mi farei cantare “un matto”,riconoscendomi nelle sue parole.. Se io fossi vivo,qual neanche mi sento, continuerei a lottare e a credere nei miei ideali,in una piccola parte del mio tempo, nell’altra? Beh,ne pagherei le conseguenze..
Se io te lo riuscissi a dire, non avrei bisogno di questa poesia, mi hai fatto impazzire, sei una fiaba,sei un sogno,stai diventando tutta la vita mia. E questo colore che scrive veloce e inesorabile Su questo pezzo di carta che era inutile Ma ora ha un senso,come la mia esistenza E di te non riesco a fare senza. E sono solo col buio che mi avvolge, perché l’unica luce che mi abbaglia è quella dei tuoi occhi,belli come il sole che sorge e mi lascio guidare dal tuo splendido viso nei meandri di una vita che aspetta solo un tuo ennesimo sorriso, che mi è successo non me lo domandare pensa solo che sto imparando a coniugare il verbo amare..
Voglio evadere da questo mondo che non mi appartiene, voglio evadere da questo mondo perché tenendoti vicina non riesco a dire la parola insieme e se nel dire NOI doveva cominciare il nostro sogno, sta venendo meno la cosa di cui avevo più bisogno, io in permanente crisi d’astinenza, in continua sofferenza, e provo inutilmente a scavalcare questa insormontabile diga, chissà come sei, se i tuoi occhi sono sinceri mentre lo guardi, e se lui è davvero capace di amarti, se ancora fai quel tuo sorriso che così tanto mi piace, fregatene di me, cerca,almeno tu,di essere felice
Voltarsi e non trovare nessuno, quasi come chi dice di volerti bene stia giocando a nascondino, e tu di cercar ormai ti sei stancato, e guardi avanti con gli occhi bagnati delle lacrime di chi con questo mondo ha litigato, come se ogni reato commesso, andasse pagato proprio adesso, e l’indulto lo cerchi nell’arte della scrittura, in quei due minuti e mezzo d’ispirazione che cancellano la paura, e che in attimi,subito dopo lontani,di folle speranza, ti lasciano in balia di ciò che suona e non vuole musica,di questa malinconica danza, che trova il nome di poesia solo negli occhi di chi legge e può capire, e non in quelli tristi di colui che scrive e forse vuol addirittura morire, ma alla fine cade nella tentazione di lottare, lottare per un illusione,con la sola forza di sperare, e credere solo nella magia, dando alla felicità il nome di Utopia, e se utopistico è essere felici, allora è utopistico anche vivere, tra mille sensazioni e cento colore, in un miscuglio di emozione e pensieri sognatori, vi lascio per un istante,andando in paradiso,attraversando l’arcobaleno creato dal magico scrivere.