Val Vigezzo
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Citazioni sulla Val Vigezzo.
Citazioni
[modifica]- Appare che la Valle di Vigezzo trovasi esposta al perfetto mezzodì. Il sole all'equinozio percorre il mezzo preciso della sua lunghezza, spuntando all'apertura, che mette a Locarno, e tramontando da quella che accenna a Domodossola. L'aria vi è purissima, e quale suolsi avere nei paesi elevati ed asciutti. I venti entrando nella Valle pei due soli di lei sbocchi, soffiano sempre da ponente e levante, o viceversa, ed i primi sopratutto sono assai frequenti, impetuosi, e freddi. (Carlo Cavalli)
- «Nel Sole zingaro» si muovono ombre perché il Sole zingaro è la Luna, compagna dei contrabbandieri, che la chiamano così anche in val Vigezzo, estremo nord del Piemonte, a un tiro di fucile dal confine con il Canton Ticino.
Non è un modo di dire: si spara davvero. C'è ben poco da aspettarsi dal suolo, dalla vacca, dalla capra, specie nelle «annate svergole». Chi non emigra, chi non ha i mezzi per fare il carbonaio, il mercante, il carrettiere, non ha scelta, va con gli sfrosìni, si carica sulla schiena 20, 30, 40 chili di bricolla. (Alberto Sinigaglia)
- I vigezzini sono poveri di risorse, potendo contare soltanto sui miseri prodotti della loro aridissima terra e sul contrabbando. Considerano le guardie di finanza – canarini, prapòst, burlanda, caini, nelle definizioni popolari – i nemici, gli affamatori delle loro famiglie. Si scatena pertanto un odio implacabile nei confronti degli uomini in divisa, con scontri e risse di inaudita violenza.
- Il contrabbando s'è allargato, non è più circoscritto alle valli di confine, fin dal 1830 ha contagiato la bassa Ossola. Ma, mentre da quelle parti l'andar di sfroso costituisce una scelta, un modo per guadagnare di più e in fretta, dal momento che là un po' di lavoro si trova, soprattutto dopo l'apertura a Vogogna delle tessiture di cotone, in Vigezzo continua a rimanere, con l'emigrazione, l'unica possibilità di sopravvivenza. La terra, la vacca, la capra non bastano al sostentamento della famiglia, specialmente nelle annate svergole.
- In questi sperduti paesi di montagna, dall'introduzione da parte di Napoleone delle dogane, ai primi dell'Ottocento, alla fine degli anni cinquanta del nostro secolo, era indispensabile, per vivere, "andare in dentro", in Svizzera, con la bricolla in spalla, non offrendo Vigezzo, come del resto le contigue vallate dell'Ossola, risorse alternative all'infuori dell'emigrazione e dei prodotti dell'arido suolo, che un'annata storta bastava a rendere insufficienti.
- Le popolazioni di Vigezzo, cronicamente carenti di prospettive occupazionali per i loro uomini – nell'ultimo censimento, su 5500 abitanti erano 1000 gli emigrati per lavoro –, rimangono fra le più soggiogate al contrabbando, nonostante le conseguenze ogni giorno più dolorose che il fenomeno comporta. Per pagare le contravvenzioni alle leggi doganali molti padri di famiglia sono caduti in rovina subendo il sequestro della casa e della campagna, altri, pur di evitare la prigione, se la sono squagliata all'estero abbandonando mogli e figli.
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