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Vittore Frigerio

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Vittore Frigerio

Vittore Frigerio (1885 – 1961), giornalista e scrittore svizzero-italiano.

Citazioni di Vittore Frigerio

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  • ​Il dott. Maris attendeva il treno [...] davanti alla piccola, nuda, bassa tettoia della stazione di Canobbio [...]. Canobbio – grazioso, idilliaco sul poggio che sembra sbarrare la discesa al Cassarate rumoroso, volgendo le spalle alla valle alta per guardare alla piana, al lago e a tutta la fantastica corona di monti popolati, vicini e lontani – pareva svegliarsi allora, stirando le braccia al primo sole, come un monachello roseo, tranquillo e sereno uscito dalla chiostra a pregare silenziosamente, in un'estasi fatta di semplicità, di umiltà fiorita. Guizzi di oro sulle chiome dei castani, guizzi d'argento sui prati rugiadosi; profondità d'ombre umide nel fondo e su tutta l'altra sponda della valle volta a ponente.[1]
  • Il sole, intrattenendosi a scherzare con le casette bianche di Lanzo, aveva scavalcata la montagna e si avanzava nell'azzurro del cielo, rovesciando sui monti torrenti d'oro e gettando sul lago [di Lugano] una pioggia di brillanti. Il Boglia, ampio e maestoso, pareva trastullarsi in grembo il paesello di Brè; le case di Castagnola, linde, sfavillanti scendevano cautamente verso il lago come un branco di ragazze gioiose. Campione, svegliata da uno scampanio festoso e dal barbaglio di luci che si accendeva lungo il golfo di Lugano, si specchiava nel lago come una bella popolana che di primo mattino fa la sua toeletta davanti alla spera.[2]
  • Le due giovani erano salite alla romantica chiesa di Sant'Anna e di lì avevano proseguito per San Giulio per salutare il Curato. Il buon prete che passeggiava davanti alla chiesa leggendo il Breviario, quando scorse Menga chiuse il libro, strizzò gli occhi sorridendo, sgranò una fila di eh, eh. "Quei milanesi, – esclamò ridendo, – una volta ci portavano via le nostre valli ora ci portano via le figliole". Poi, facendosi bruscamente serio si informò del fidanzato, chiese se era un bravo giovane, religioso.[3]

Note

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  1. Da Liliana: romanzo, 1923; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, Guida letteraria della Svizzera italiana, ti.ch.
  2. Da La maestrina di Carona, 1927; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, Guida letteraria della Svizzera italiana, ti.ch.
  3. Da Menga: romanzo, 1940; citato in "E che sorrisi di mille innamorati!" Amore e paesaggi letterari, 4 gennaio 2023, ti.ch.

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