Yair Golan
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Yair Golan (1962 – vivente), politico e militare israeliano.
Citazioni di Yair Golan
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Citazioni in ordine temporale.
Intervista di Milan Czerny, legrandcontinent.eu, 30 ottobre 2023.
- [Sull'attacco di Hamas a Israele del 2023] Per comprendere questo evento, dobbiamo guardare a ciò che è accaduto in Israele negli ultimi quattro anni circa, una sorta di processo di autodistruzione. In un arco di tempo molto breve, siamo passati attraverso numerose elezioni e la formazione dell’attuale governo. Per la prima volta nella storia di Israele, gli elementi più estremi della società israeliana hanno fatto parte di un governo. Per la prima volta nella storia di Israele, un uomo sotto processo è stato eletto Primo Ministro. Questo non era mai accaduto prima e, in un certo senso, è ciò che sta alla base del terribile attacco del 7 ottobre.
- Benyamin Netanyahu non era al potere tra il 1999 e il 2009. La lezione che ha imparato dal processo di Oslo è che fare qualcosa – in altre parole, prendere un’iniziativa sulla questione palestinese – è politicamente troppo pericoloso.
- Il sistema politico non si è spostato a destra. È stato Benyamin Netanyahu a spostarsi a destra e a portare con sé l’intero partito, il Likud. Perché lo ha fatto? Perché, nella sua mente, la cosa più importante è prendersi cura della sua base elettorale. Per Benyamin Netanyahu, la politica non è parlare alla maggioranza. Bisogna parlare alla base militante e lasciare che attragga il resto della popolazione. Questo è il suo modo di pensare.
- [Su Benjamin Netanyahu] Secondo lui, se si è di destra, si è duri e si è guerrieri. E se si è a sinistra, è l’opposto. È assurdo. Io sono di sinistra perché credo che dobbiamo separarci dai palestinesi. Vogliamo vivere in pace a fianco dei palestinesi. E credo che, in quanto Paese forte e nazione forte, siamo noi a dover prendere l’iniziativa per raggiungere questo obiettivo. Ecco cosa significa per me essere di sinistra. Non significa nulla per la mia volontà o capacità di combattere i nostri nemici. Posso anche rivelarvi un segreto: tanti, tanti, tantissimi dei migliori generali di Israele sono di sinistra. Si tratta semplicemente di un malinteso orchestrato e promosso da Benyamin Netanyahu. Sostenere che se qualcuno è di sinistra, è un traditore che indebolisce Israele significa dire una bugia.
- La Striscia di Gaza deve rimanere una zona demilitarizzata per sempre. Non ho intenzione di permettere che diventino una minaccia per i civili israeliani. Il resto del mondo deve capirlo. Non possiamo permettere che un’organizzazione terroristica si rafforzi.
- [...] dobbiamo parlare alla popolazione e spiegare che l’annessione della Cisgiordania, l’obiettivo finale della destra israeliana, e soprattutto dell’estrema destra, è una follia. Oggi stiamo parlando di 4,9 milioni di persone che non sono disposte a rimanere sotto il nostro controllo. È folle aspettarsi di ottenere qualcosa di buono da questa situazione, non dando ai Palestinesi alcuna prospettiva di un futuro migliore. Dobbiamo cercare di capire i palestinesi, lanciare iniziative e sperare che loro capiscano noi.
- Quando hai distrutto Israele negli ultimi dieci mesi e hai portato il Paese al punto più basso della sua storia, non puoi più governare. Benyamin Netanyahu non ha più alcun diritto di governarci.
- Non mi fido di Netanyahu. Ho troppe ragioni per credere che le sue decisioni non siano basate su considerazioni razionali, ma piuttosto sui suoi interessi personali. Per noi è necessario un immediato cambio di leadership.
- Per anni, Netanyahu ha descritto il suo campo politico come il campo nazionale, mentre i suoi avversari, che una volta erano il campo della pace, sono diventati il campo dei traditori. Invece di combattere questa narrazione e ribadire che siamo gli unici a capire veramente come garantire la sicurezza dei cittadini israeliani, la sinistra tende a dire che si occuperà di questioni ambientali, diritti degli animali e diritti LGBT. Sono questioni importanti, ma meno importanti della sicurezza di Israele. Abbiamo commesso un errore abbandonando questo tema.
- Gli Stati Uniti devono affrontare una guerra in Ucraina e dei contrasti con la Russia, la Cina e l’Iran. Non hanno intenzione di essere coinvolti in un conflitto molto locale tra Hamas e Israele, che fondamentalmente non è di grande importanza per gli interessi americani.
Intervista di Francesca Caferri, repubblica.it, 29 agosto 2024.
- Israele non può sopravvivere come lo Stato messianico in cui lo stanno trasformando. Dobbiamo essere parte del mondo occidentale, essere una democrazia liberale.
- Io credo che l’annessione di fatto che sta avvenendo in Cisgiordania vada fermata subito. La comunità internazionale non capisce quello che Netanyahu e i suoi partner stanno facendo lì: questo è parte della perdita di credibilità.
- Credo ancora che la visione dei due Stati sia la più promettente, ma credo anche che la strada sia molto più difficile ora di quanto non lo fosse prima del 7 ottobre. Israele è sotto shock: non si può ignorare questo né la necessità di ristabilire un senso di sicurezza per la sua gente. Per riaprire la strada verso i due Stati dobbiamo passare da una separazione civile in cui il controllo della sicurezza sia in mano a Israele. Dare all’Anp la responsabilità sulla sicurezza troppo presto è ciò che ci ha portato al disastro: dopo Oslo e dopo il ritiro da Gaza. In cambio abbiamo avuto terribili ondate di terrore.
- Molte delle persone uccise il 7 ottobre in Israele appartenevano a quello che qui chiamiamo “il campo della pace”. Gente che per una vita ha sostenuto il dialogo. Cosa hanno avuto in cambio? Questo non si può dimenticare. Come non si può dimenticare che Hamas ha fortificato Gaza incurante di essere in un’area densamente popolata. Il nostro esercito combatte in un terreno urbano che ha pochi precedenti nella Storia militare.
Intervista di Gabriella Colarusso, repubblica.it, 5 agosto 2025.
- Abbiamo un governo guidato da visione messianica estremista che non ha alcun collegamento con la realtà. Ne fanno parte ministri che non hanno mai servito un giorno in vita loro, che anelano al ripristino degli insediamenti a Gaza a costo del sangue dei nostri figli. L’annessione della Striscia equivarrebbe alla distruzione di Israele.
- Avremmo potuto raggiungere un accordo sugli ostaggi più di un anno fa. È sempre lo stesso accordo: un cessate il fuoco permanente, il rilascio degli ostaggi, il rilascio dei prigionieri palestinesi e il ritiro delle Forze di Difesa Israeliane dalla maggior parte della Striscia di Gaza. Ma Benjamin Netanyahu e il suo governo si rifiutano di accettare l’accordo, si rifiutano di liberare gli ostaggi perché vogliono rimanere al potere, liberarsi di tutti i loro problemi giudiziari e mantenere viva la loro folle visione messianica.
- Posso assicurarvi, dopo molte discussioni con importanti personalità arabe, che il mondo arabo è disposto ad assumersi la responsabilità della ricostruzione della Striscia di Gaza. Ci sono palestinesi moderati che potrebbero forgiare un governo moderato per la Striscia. Si può fare, ma bisogna avviare un processo che traduca i successi militari in vera politica, in vera diplomazia. Bisogna fermare la guerra.
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