Zazà (film 1944)
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Zazà
Isa Miranda in una scena del film
| Titolo originale |
Zazà |
|---|---|
| Lingua originale | italiano |
| Paese | Italia |
| Anno | 1944 |
| Genere | drammatico |
| Regia | Renato Castellani |
| Soggetto | Pierre Berton, Charles Simon |
| Sceneggiatura | Renato Castellani, Alberto Moravia |
| Produttore | Dino De Laurentiis |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori originali | |
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Zazà, film italiano del 1944 con Isa Miranda, regia di Renato Castellani.
Frasi
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Citazioni in ordine temporale.
- Perché in provincia le passioni, le curiosità, i pettegolezzi, se volete, hanno l'intensità dei sentimenti che non trovano altra distrazione, ecco. (Bussy)
- Ecco io... io vi auguro che siate felici. Che seguitiate per sempre ad essere felici. Perché... perché soltanto nel sentirsi felici... c'è la vera felicità. (Zazà) [brindisi]
- Vedi Totò, ci son delle persone così disgraziate... così disgraziate da bambine che se dopo diventano cattive, che colpa ne hanno loro? (Zazà)
Citazioni su Zazà
[modifica]- Al suo 2º film il giovane Castellani avrebbe voluto Luisa Ferida: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare I. Miranda, riscrisse la sceneggiatura con Alberto Moravia (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (il Morandini)
- Ecco dimostrato come da un soggetto mediocre sia possibile ricavare un buon film, anzi un film eccellente [...]. Eppure Renato Castellani, che si conferma singolarissimo regista, oltre tutto è rimasto fedele alla commedia. [...] Ma Castellani non è impacciato dalla fedeltà, [egli] rivive la vicenda prescelta: l'immagine è il suo mezzo d'espressione ed egli lo usa al modo dello scrittore con la parola o del musicista con la nota. Anche il costume [...], troppe volte fastidioso, qui si stacca dal ricordo delle vecchie fotografie e riacquista vivezza e colore. [...] Isa Miranda eccelle soprattutto in quel tanto di patetico che il personaggio le consente, e della canzonettista sottolinea, con grande intensità, la impossibile aspirazione alla vita familiare. (Raul Radice)