Grey's Anatomy (sesta stagione)

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Grey's Anatomy, sesta stagione.

Episodio 1, Cordoglio[modifica]

  • Secondo Elizabeth Kübler Ross quando stiamo per morire, o abbiamo subito una perdita drammatica, tutti noi passiamo attraverso cinque diverse fasi del dolore. C'è la fase del rifiuto, perché la perdita è talmente impensabile, che non possiamo credere che sia vera. La rabbia esplode contro tutti, rabbia contro chi sopravvive, rabbia contro noi stessi, poi patteggiamo. Preghiamo. Imploriamo. Offriamo tutto ciò che abbiamo, offriamo la nostra anima in cambio anche di un solo giorno in più. Quando il patteggiamento fallisce ed è troppo difficile contenere la rabbia, cadiamo nella depressione, nella disperazione, finché alla fine ammettiamo di aver fatto tutto il possibile e ci abbandoniamo. Ci abbandoniamo, ed arriviamo all'accettazione. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Alla facoltà di medicina abbiamo centinaia di lezioni per imparare a combattere la morte... e neanche una che c'insegni come continuare a vivere. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 2, Addio[modifica]

  • Il dizionario definisce il cordoglio come dolore profondo o angustia causata da un'afflizione o una perdita, pena straziante, rimpianto doloroso. Come chirurghi, come scienziati, ci hanno insegnato ad apprendere facendo riferimento a libri, a definizioni, a dati certi, ma nella vita le definizioni semplici si applicano di rado, nella vita il cordoglio può assumere forme che hanno ben poche affinità con la pena straziante. (Meredith)
  • Sei morta tra le mie braccia. Sei morta tra le mie braccia! Sei morta, cazzo, e hai lasciato istruzioni per cui non mi era permesso salvarti la vita! Vuoi sapere di che ho paura? Ho paura di tutto, ho paura di muovermi, ho paura di respirare, ho paura di toccarti. Non posso perderti, non sopravviverei. Ed è colpa tua! Ti sei fatta amare, mi hai spinto a lasciarti entrare in me e poi mi sei morta tra le braccia! (Alex Karev)
  • Senti io.. Io sono un medico e sono una mamma sigle e ho perso O'Malley e io.. Io non posso affezionarmi..Non più. Steavens non è mia figlia O'Malley non era mio figlio! Devo smetterla di trattare... Io... Devo smetterla di affezionarmi così tanto, non posso affezionarmi, tenerci in questo modo, non al lavoro! Io devo riservare l'affetto per mio figlio che ne ha bisogno! Perché non posso continuare a buttarlo qui... Non posso... Non lo farò (Miranda Beiley)
  • Owen: Non voglio farti del male ancora. I miei sono problemi veri e questo rende il nostro rapporto vero, fa dei miei problemi i tuoi problemi. Ho paura, non voglio farti del male ancora.
    Cristina: Puoi dormire nella vasca dopo.
  • Lexie: Il dolore può essere una cosa che abbiamo tutti in comune. Ma ha una faccia diversa per ognuno di noi.
    Mark: Non è solo la morte che ci fa soffrire, è la vita. Una perdita, un cambiamento.
    Alex: E quando ci chiediamo perché debba fare così schifo a volte, perché debba fare così male, dobbiamo ricordare che in un attimo può cambiare tutto.
    Izzie: È così che rimani vivo. Quando soffri tanto da non riuscire a respirare, è così che sopravvivi.
    Derek: Ricordando che un giorno, chissà come, inspiegabilmente, non ti sentirai più così. Non soffrirai più così tanto.
    Miranda: Il dolore arriva a tempo debito per tutti, a ciascuno il suo.
    Owen: Quindi il meglio che possiamo fare, il meglio che possono fare tutti, è cercare di essere onesti.
    Meredith: La cosa più insopportabile, la cosa peggiore del cordoglio, è che non lo puoi controllare.
    Arizona: Il meglio che possiamo fare è di accoglierlo e provarlo quando arriva.
    Callie: E lasciarlo andare quando ci riusciamo.
    Meredith: La cosa peggiore è che quando pensi di averlo superato, ricomincia tutto da capo.
    Christina: E sempre ogni volta ti lascia senza fiato.

Episodio 3, Qualcuno mi osserva[modifica]

  • La paranoia. Dà un vantaggio in sala operatoria. I chirurghi immaginano gli scenari peggiori... Sei pronto a chiudere, hai fermato l'emorragia, lo sai. Ma c'è quella vocina nella testa che ti dice: «E se non fosse andata bene? E se il paziente morisse quando tu avresti potuto salvarlo?». E così controlli il tuo lavoro un'ultima volta prima di chiudere. La paranoia è il miglior amico di un chirurgo. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Arizona: Io odio, odio, odio questa fusione. Perché odio i rapporti d'amore a distanza, non ci credo. Perciò... non puoi andare a Portland.
    Callie: Quando te ne ho parlato, oggi, sembrava che non te ne importasse. Sembrava un "Vai a Portland".
    Arizona: Non sapevo che potesse importarmene, non sapevo che fossimo fidanzate, ma poi hai detto "fidanzata", mi hai definito la tua fidanzata, perciò lo devo sapere. Sono la tua fidanzata?
    Callie: Si.
    Arizona: Okay. Forte. Allora, si, no, non vai a Portland. No, ma quello che devi fare é andare dal capo e pregarlo...
    Callie: Non intendo supplicare.
    Arizona: Si, invece. Perciò non ti mettere contro di me.
  • Siamo tutti vulnerabili per il timore, l'ansia di non sapere ciò che accadrà. E alla fine è inutile, perché tutte le preoccupazioni e tutto il pianificare cose che potrebbero o non potrebbero accadere peggiorano solo la situazione. E allora porta a spasso il cane, o fa un riposino, insomma fa qualunque cosa ma smettila di preoccuparti. Perché l'unica cura contro la paranoia è essere, qui, così come sei. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 4, Obblighi forzati[modifica]

  • Cominciamo la vita con pochi obblighi. Giuriamo fedeltà alla bandiera, promettiamo di restituire i libri alla biblioteca... Ma crescendo, facciamo voti, facciamo promesse, ci impegniamo a non fare del male. A dire la verità, e nient'altro che la verità. Ad amare ed onorare, finché morte non ci separi. E così, l'elenco continua ad allungarsi, finché dobbiamo tutto a tutti. (Meredith)
  • Il brutto di essere un chirurgo? Tutti vogliono un pezzetto di te. Noi facciamo un breve giuramento ed all'improvviso siamo strozzati dagli obblighi. Verso i nostri pazienti, verso i nostri colleghi, verso la medicina stessa. Così facciamo ciò che farebbe chiunque sano di mente. Scappiamo a gambe levate dalle nostre promesse, sperando che vengano dimenticate. Ma, prima o poi, ci raggiungono. E a volte scopri che dagli obblighi che più temi, non valeva la pena scappare. (Meredith)

Episodio 5, Invasione[modifica]

  • Quando ti ammali tutto comincia da un singolo batterio. Un intruso, solitario e virulento. Molto presto l'intruso si replica... diventano due. Poi quei due diventano quattro. E quei quattro diventano otto. E poi, prima che il corpo se ne accorga, sei già sotto assedio. È un'invasione. La domanda per un medico è: una volta che gli invasori sono atterrati, una volta che hanno occupato il tuo corpo... come diavolo ti libererai di loro? (Meredith)
  • [A Callie] Io... io non ho mai avuto ragazzi, mai. Avevo attaccato un poster di Cindy Crawford e non le guardavo il neo. Non è stata una sorpresa, per mia madre, quando le ho presentato il mio primo amore Joanne. (Arizona)
  • [Al padre di Callie] Molti pensano che mi chiami così per lo stato, ma non è vero. Mi chiamo come una nave da guerra, la USS Arizona. Mio nonno era in servizio sull'Arizona quando i giapponesi bombardarono Pearl Harbor e salvò 19 uomini prima di annegare. In pratica, mio padre, per tutta la vita non ha fatto altro che onorare quel sacrificio. Mi hanno cresciuta per essere un bravo marinaio nelle tempeste. Educata ad amare il mio paese, la mia famiglia e a proteggere le cose che amo. Quando mio padre, il colonnello Daniel Robbins del corpo dei Marines, ha saputo che ero lesbica, ha detto di volermi fare una domanda. Io mi ero preparata a:"quanto ci metti ad andare fuori dalla mia casa?" e, invece, mi ha chiesto:"Arizona, sei ancora la donna che ho cresciuto?". Mio padre crede nella patria come lei crede in Dio e... mio padre non è un uomo che si piega ma si è piegato per me perché sono sua figlia. Io sono un bravo marinaio nelle tempeste. Amo sua figlia e proteggo le cose che amo, non che serva, lei non ne ha bisogno, è forte e generosa, una persona per bene e lei è la donna che lei ha cresciuto. (Arizona)
  • Che cosa fai quando l'infezione ti colpisce, quando prende il sopravvento? Fai quello che devi fare e prendi i farmaci. O impari a conviverci e speri che un giorno se ne vada. Oppure ti arrendi del tutto e lasci che l'infezione ti uccida. (Meredith)

Episodio 6, Ho visto ciò che ho visto[modifica]

  • Per fare una buona diagnosi, i medici devono cambiare continuamente prospettiva. Iniziamo ascoltando il punto di vista del paziente, che spesso non ha idea di ciò che gli accade. Perciò osserviamo il paziente da ogni angolazione possibile. Escludiamo delle cose, scopriamo nuove informazioni, cercando di capire ciò che effettivamente non va. Ci viene chiesto un secondo parere, nella speranza che qualcuno di noi veda ciò che è sfuggito ad altri. Per il paziente, un nuovo punto di vista può fare la differenza tra vivere o morire. Per il medico, può significare uno scontro con tutti coloro che sono venuti prima di lui. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Quando arriviamo ad una diagnosi troppo orribile da accettare, andiamo a cercare un altro parere. E qualche volta, la risposta che otteniamo conferma le nostre peggiori paure. Ma altre volte, può far luce sul problema, fartelo vedere in un modo del tutto diverso. Dopo che tutte le opinioni sono state ascoltate, e tutti i punti di vista sono stati valutati, finalmente scopri quello che cercavi. La verità. Ma la verità non è la fine di tutto, è il nuovo punto di partenza con una nuova serie di domande. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 7, Diamo una possibilità alla pace[modifica]

  • Se chiedete ai chirurghi perché sono diventati chirurghi, la maggior parte di loro vi dirà la stessa cosa: per l'esaltazione, l'adrenalina, l'ebbrezza che provi mentre apri una persona e le salvi la vita. Per me è stato diverso, forse perché sono cresciuto in una famiglia con quattro sorelle. No, sicuramente per questo, perché è stata la calma a portarmi alla chirurgia. La sala operatoria è un posto tranquillo, sereno. Deve esserlo perché si possa restare concentrati e prevenire complicanze. In sala operatoria, col paziente sul tavolo, tutto il frastuono del mondo, tutte le preoccupazioni che porta con sé, spariscono. La calma scende su di te, il tempo passa senza pensieri, in quel momento, ti senti completamente in pace. (Derek, riflessione iniziale)
  • [a Jackson] "ehi(!) mi sono messa un pannolone ieri(?) sì! e ne metterò uno oggi, se così aiuterò Shepherd a terminare l'intervento, mi metterò un pannolone, perché il mio pannolone è stupendo, il mio pannolone è fichissimo, vorresti averle tu le palle per metterti il mio pannolone. Lo metterò e lo porterò con orgoglio e se dovrò farci la pipì, oh ci farò la pipì, perché sono un chirurgo, questa è l'America, e io faccio ciò che è meglio fare, perciò tu puoi baciare le mie fichissime chiappe con il pannolone! (Lexie)
  • La pace non è uno stato permanente, esiste a momenti, è fugace, svanisce prima ancora che ce ne accorgiamo. Possiamo sperimentarla in qualsiasi occasione, nell'atto di gentilezza di uno sconosciuto, in un compito che richiede concentrazione totale o semplicemente nel conforto di una vecchia abitudine. Ogni giorno sperimentiamo momenti di pace. Il trucco è capire quando arrivano per poterli godere appieno e viverli. E alla fine lasciarli andare. (Derek, riflessione finale)

Episodio 8, Rischiare per amore[modifica]

  • È impossibile spiegare come il panico ti assale se sei un chirurgo e il tuo cercapersone suona nel bel mezzo della notte. Il cuore batte all'impazzata, la mente è come paralizzata, le dita intorpidite, ti senti coinvolto. Si tratta della madre di qualcuno, del padre di qualcuno, del figlio di qualcuno e adesso tocca a te. Perché la vita di quella persona ora è nelle tue mani. In quanto chirurghi siamo sempre concentrati sui nostri pazienti. Ma quando il paziente è un bambino non siamo solo concentrati, siamo anche responsabili. Responsabili del fatto che quel bambino sopravviva, che abbia un futuro. E basterebbe questo per terrorizzare chiunque. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Cristina: In sala operatoria ieri, non era solo... Si trattava di me, non te ne rendi conto?
    Owen: Di che cosa? Di che? Io... Non posso ignorare quello che hai fatto Cristina!
    Cristina: Ok! Mi dispiace. Senti so che, so che ho esagerato ma... Vieni a casa con me! Ti prego!
    Owen: Ok
  • Dicono che più investi e più guadagni. Ma devi essere disposto a rischiare. Devi capire che potresti perdere tutto. Ma se corri il rischio, se investi in modo saggio, la ricompensa potrebbe sorprenderti. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 9, Nuova storia[modifica]

  • I medici vivono in un mondo in costante progresso, in continua evoluzione. Ti fermi un secondo e rimani indietro. Ma per quanto ci impegniamo ad andare avanti e per quanto tentiamo di non guardarci mai indietro, il passato torna sempre a morderci le chiappe. E come i corsi e ricorsi storici insegnano, chi dimentica il passato è condannato a ripeterlo. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Cristina: Teddy Altman, non l'ho mai sentita nominare.
    Teddy: Cristina Yang, neanch'io l'ho mai sentita nominare. Direi che siamo pari.
  • Ha pubblicato qualcosa? Perché stando a Google lei non esiste... (Christina)
  • Meredith: Allora ti piace il tuo regalo?
    Christina: Chi? Il soldato Julia? Owen ha detto che mi avrebbe fatto una sorpresa, be', indovina un po'? Sorpresa! Non sa proprio operare!
    Alex: Lasciala in pace, è il primo giorno.
    Christina: Perché la difendi? È andata all'università statale!
    Alex: Anch'io.
    Christina: Be', è magra e bionda.
    Alex: Anche Meredith.
    Christina: È fastidiosa!
    Alex: Anche tu!
  • Alcune volte il passato è una cosa che non si riesce proprio a dimenticare e altre volte il passato è una cosa che faresti di tutto per dimenticare. E a volte impariamo qualcosa di nuovo del passato, che cambia tutto ciò che sappiamo del presente. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 10, Conciati per le feste[modifica]

  • Il regalo di Natale più bello che abbia mai ricevuto è stato quando avevo 10 anni: il mio primo kit da suture. L'ho usato finché non mi sanguinarono le dita e poi ho cercato di usarlo per ricucirmi le dita. Mi ha messo sulla via per diventare chirurgo. Il punto è che, a volte, i regali più belli arrivano in pacchetti sorprendenti. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Io ti amo! sto con te perché voglio stare con te... sto con te perché amo te! (Owen) [a Cristina]
  • Ogni giorno abbiamo occasione di dare il dono della vita, può essere doloroso, può essere spaventoso, ma alla fine ne vale la pena. Ogni volta, tutti noi abbiamo l'opportunità di dare. Magari i doni non saranno così eclatanti come quelli della sala operatoria. Forse il dono è semplicemente provare a chiedere scusa. Forse è capire il punto di vista di un'altra persona. Forse è mantenere il segreto di un amico. La gioia, a quanto sembra, è nel dare. Così, quando la gioia sparisce, quando dare comincia a diventare un peso, allora smetti. Ma se sei come la maggior parte delle persone che conosco, darai fino a stare male, e dopo darai ancora. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 11, Cambiamenti[modifica]

  • A volte non ti accorgi nemmeno che qualcosa è cambiato. Credi di essere sempre tu e che la tua vita sia sempre la tua vita. Invece un giorno ti svegli, ti guardi intorno e non riconosci niente, assolutamente niente. (Meredith)
  • [Parlando della piccola Sloan]
    Mark: Credevo di aver perso un treno. È una nuova occasione. Ti prego non farmi scegliere tra te e lei.
    Lexie: Perché? Sceglieresti lei?
    Mark: Si.
  • Non puoi dimenticare il momento in cui diventi un medico. Scatta un interruttore, all'improvviso non giochi più a metterti il camice, il camice è tuo. Quello di cui potresti non accorgerti è che il momento in cui diventi un medico, ti cambia. (Meredith)
  • [Al collega spasimante mandatole da Sheperd, che la invita a pranzo] Ho appena divorziato. Mi chiamano tutti la nazista, e non per i miei gelidi occhi azzurri. Passo 12 ore al giorno a tagliare pazienti, e mi piace. Ho un figlio, e non ho posto per niente, neanche di casuale. Sono arrabbiata la maggior parte del tempo, e sono profondamente confusa perché molte persone della mia vita mi hanno delusa ultimamente, e una sono proprio io; è devastante, ma non del tutto, perché ho scoperto che adoro dormire di traverso nel letto e non dovermi depilare le gambe. Mio figlio di tre anni faceva pipì nel vasino e ora ha smesso perché suo padre non abita più con noi, e il suo mondo non ha più senso, e l'unica cosa che crede di poter controllare è la vescica, così urina ovunque, in posti dove non vorresti mai che la facesse. Vuoi andare a pranzo o vuoi farmi vedere la tac? (Bailey)

Episodio 12, Mi piaci di più quando sei te stessa[modifica]

  • La prima regola di un chirurgo è limitare l'esposizione. Tenere pulite le mani, fare incisioni piccole e coprire le ferite. La seconda regola di un chirurgo è: quando la prima regola non funziona più, prova qualcosa di diverso. Perché a volte non puoi limitare l'esposizione, a volte la lesione è così estesa, che devi tagliare, e tagliare di netto. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Stranamore fa lo strastronzo! (Meredith)
  • La chirurgia è solo un mestiere, è solo un lavoro, quello da cui torni a casa non quello che ti aspetta a casa! Se perdi il lavoro ne troverai un altro perché c'è sempre un altro lavoro ma... se perdi il tuo amore, se pensi che potresti perdere l'amore all'improvviso niente ha più importanza! (Izzie)
  • Arizona: Ho avuto la varicella. Le ho detto di no, perché io... io la trovo un miracolo. è bella da togliere il fiato. Solo che, non riesco a smettere di guardarla e credevo che con l'esantema e la febbre e il grattare... io volevo che tra noi tutto fosse sexy, così ho mentito alla mia ragazza. E ora, lui fa sembrare sexy anche il grattare!
    Lexie: Lui fa sembrare sexy qualsiasi cosa.
  • [A Izzie] Ti amo da morire. Prima di incontrare te ho sempre creduto di non valere niente. Così mi cresceva la mia famiglia, me lo dicevano sempre. Ma ora, dopo tutto, so di essere una buona persona e ringrazio te per questo. Perché ora so di essere talmente buono da non meritare questo, da non dovermi sentire così, da non doverti amare al punto di arrivare quasi ad odiarti. Io merito una donna che resti. Mi fa piacere che tu stia bene e mi fa piacere per il tuo lavoro e voglio che tu vada e che tu sia felice. E che non torni più. (Alex)
  • [A Cristina] Mi hai fatto stare male.. Tu pensi che la chirurgia ti farà provare qualcosa ma invece, tu pensi che una carriera di successo ti renderà felice, tu sai tutto il resto non conta, nessuno altro conta, ma le persona contano! Io conto! Noi..Noi contiamo! Non puoi decidere di mettermi da parte (!) io non te lo permetto..! (Owen)
  • Nella chirurgia il processo di guarigione inzia con un taglio, un'incisione, la lacerazione della carne. Dobbiamo danneggiare il tessuto sano per mettere a nudo la parte malata. Sembra crudele, sembra contrario al buon senso, però funziona: rischi l'esposizione, per il bene della guarigione. E quando è finita, una volta che l'incisione viene chiusa, aspetti. Aspetti. E speri che il tuo paziente guarisca. E speri di non aver peggiorato le cose. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 13, Amore e fiducia[modifica]

  • Chiediamo tanto ai nostri pazienti: li addormentiamo, li apriamo, frughiamo nei loro cervelli, nei loro organi con strumenti affilati. Chiediamo loro di fidarsi ciecamente. L'ironia della sorte è che per un chirurgo fidarsi è difficile, perché impariamo, fin dal primo giorno, a fidarci soltanto di noi stessi. L'unico istinto sul quale contare, è il tuo. Le uniche capacità sulle quali contare, sono le tue. Finché un giorno, esci dall'aula ed entri in sala operatoria. Sei circondato da altre persone, un'intera equipe di altre persone. Un'equipe con la quale devi collaborare, che tu ti fidi o no. (Derek, riflessione iniziale)
  • Burke era... Lui ha preso qualcosa da me. Mi ha portato via dei pezzetti, un pezzo alla volta, pezzi così piccoli che non me ne sono neanche accorta. Voleva farmi essere qualcosa che non ero e mi sono trasformata in ciò che voleva. Un giorno ero io, Christina Yang, e all'improvviso ho mentito per lui e ho messo a repentaglio la mia carriera e ho acconsentito a sposarlo e a portare un anello e ad essere sua moglie.. Finché non mi sono trovata là, con l'abito bianco, senza sopracciglia e Christina Yang non c'era più, e perfino allora l'avrei sposato, l'avrei fatto. Ho perso me stessa per un periodo lunghissimo e ora che finalmente sono di nuovo me stessa non posso.. Io ti amo, ti amo più di quanto non amassi Burke, ti amo e questo mi fa paura da morire perché chiedendomi di ignorare la chiamata di Teddy ti sei preso un pezzo di me e io te l'ho lasciato fare e non deve mai, mai più accadere. (Cristina)
  • So che è stata una giornata lunga e volete solo tornare a casa. Ma sento che siamo partiti col piede sbagliato stamattina. Non posso guadagnarmi la vostra fiducia in un giorno, ma voglio che ognuno di voi sappia che ha la mia. Ecco perché ho pensato che fosse importante venire personalmente qui da voi e scusarmi. Vorrei chiarire alcune cose: io non sono né pro, né contro la fusione. Da questo momento in poi, tutti potranno ricominciare da capo. Io non mi fermo sul passato. Io guardo al futuro. A tutte le promesse che questo ospedale ha da offrire. Intendo onorare Richard Webber e il suo lavoro, non disfarlo. Perciò allo stesso tempo mi spaventa e mi onora essere il vostro nuovo capo di chirurgia. (Derek)

Episodio 14, Il massacro del giorno di San Valentino[modifica]

  • Il bisturi è fatto di acciaio, temperato, inossidabile e sterilizzato. Questo è un gran bel passo in avanti rispetto al primo bisturi, che era in pratica una stecca appuntita. La medicina si rinnova costantemente. Ciò significa che anche i chirurghi devono sempre rinnovarsi. Sei sempre sotto pressione per adattarti ai cambiamenti. Può essere un processo doloroso, ma se non ti adatti, ti ritroverai ad andare indietro invece che avanti. (Meredith)
  • Nella mia famiglia io sono quello bello. Sai, per gli occhi, per il mio sorriso e il mio fisico, insomma... tu dovresti vedermi senza camicia, è una cosa un po' ridicola, ma la mia è una famiglia di persone intelligenti, grintose, che riescono sempre in tutto e hanno la faccia di persone intelligenti, non somigliano a me... Il che ha i suoi vantaggi, solo che la mia famiglia mi ha sempre trattato come quello bello. Non si sono mai aspettati niente da me. Mai. Non mi hanno mai spronato, mai pensato di farlo! E così mi sono dovuto spronare da solo, molto. Non gli ho detto dell'esame di medicina finché non l'ho superato. Il punto è che non puoi cambiare solo i capelli. Vuoi essere indimenticabile? Non vuoi essere un topolino? Non puoi cambiare solo i capelli! Devi cambiare davvero. (Jackson)
  • Ho detto che ti amo. E ormai è fatta e so di non potermelo rimangiare, però me lo rimangio, ritiro quello che ho detto. Mi manca il mio amico Owen, più di ogni altra cosa, mi manca... il mio amico. Il resto lo posso gestire, lo posso gestire, ho un lavoro che mi piace, ho un'allieva straordinaria a cui insegnare e ho un cottage coi cerbiatti e i pesci e varie parti del corpo depilate! E vedrai che me la caverò! Tu ed io saremo amici. (Teddy)
  • Dobbiamo rinnovarci quasi ogni minuto, perché il mondo può cambiare in un istante e non c'è tempo per guardarsi indietro. A volte i cambiamenti ci vengono imposti, a volte capitano per caso. E cerchiamo di ricavarne il massimo. Dobbiamo procedere con continui aggiustamenti, così cambiamo, ci adattiamo. Creiamo delle nuove versioni di noi stessi. Dobbiamo solo essere certi che la nuova versione sia migliore della precedente. (Meredith)

Episodio 15, Come eravamo[modifica]

  • Ho visto tanti specializzandi andare e venire durante la mia carriera, e sono dipendenti dalla chirurgia, viene prima del cibo, del sonno, diventa la cosa più importante. L'unica cosa. Quello che non sanno è che vivere sempre in quello stato può mangiarti vivo. Alcuni ce la fanno, riemergono dall'altra parte e sopravvivono mantendendo il proprio equilibrio, diventano medici migliori e persone più forti. Io no, mi sono spezzato, non ho ucciso nessuno e per questo ringrazio Dio ogni giorno, ma ho fatto del male, ho avuto momenti di grande paura. È il 45-esimo giorno che sono sobrio oggi, mi chiamo Richard e sono un alcolista riconoscente che sta guarendo. (Richard Webber)
  • Ho messo al mondo una bambina Richard, ciò fa di me una madre, non mi rende un'incapace, non mi rende meno donna, non mi rende meno chirurgo! Anche se a tutti gli altri piacerebbe... (Ellis Grey)

Episodio 16, Succede tutto per caso[modifica]

  • I nostri pazienti vivono perché a noi piace studiare i passaggi, ma per quanto vorremmo sempre far affidamento sui numeri e sul protocollo, sappiamo anche che alcune delle più grandi scoperte scientifiche sono capitate grazie ad un incidente. Dalla muffa la penicillina, dalla corteccia di un albero velenoso una cura contro la malaria. Da una compressina blu contro la pressione alta l'impotenza è stata bandita. È difficile accettare il fatto che non siano sempre il duro lavoro o l'attenzione ai dettagli a darci le risposte che cerchiamo. Ma a volte dobbiamo solo sederci, rilassaci e aspettare l'incidente fortunato. (Meredith)
  • Lexie: È solo sesso d'accordo?! Non ci sono sentimenti di mezzo.
    Meredith: Certo, perché tu sei il tipo di ragazza che non prova sentimenti. Il tuo cuore vive nella tua vagina!!
  • Ho sbagliato la diagnosi di Harper Avery di fronte ad Harper Avery. Lo sai quante chance ho un giorno di vincere un Harper Avery? (Christina) [a Meredith]
  • Non importa quanti programmi facciamo o quanti protocolli seguiamo, non sapremo mai come finirà la nostra giornata, preferiremo sapere certo quali scherzi ci riserva il destino. Alla fine proprio gli incidenti sono la parte più interessante della giornata, della vita. le persone che mai ci saremo aspettate di vedere, gli avvenimenti che mai avremo scelto di vivere. E all'improvviso ti ritrovi in un posto in cui non ti saresti mai aspettato di essere, ed è bello. Oppure ti ci devi solo abituare. E comunque, prima o poi finirai per apprezzarlo. Vai a dormire ogni sera con il pensiero del giorno dopo, prepari i progetti, studi i vari passaggi nella speranza che qualsiasi incidente capiti sul cammino sia uno di quelli felici. (Meredith)

Episodio 17, La scalata[modifica]

  • Non importa quali obiettivi raggiungi. Quando sei uno scalatore c'è sempre un'altra montagna. (Meredith)
  • Si scattano fotografie agli scalatori quando arrivano in cima alla montagna mentre sorridono estasiati, trionfanti. Non si scattano foto durante la scalata perché... chi vuole ricordarsi il resto!? Ci impegniamo al massimo perché dobbiamo, non perché ci piace. L'incessante scalata, il dolore e l'angoscia per arrivare al livello successivo: nessuno fotografa questo, nessuno vuole ricordarlo. Vogliamo solo ricordare il panorama della vetta, quel momento in cima al mondo che ci toglie il fiato. È quello che ci spinge a salire e per cui vale la pena soffrire. È questa la cosa più assurda. Vale la pena a qualunque costo. (Meredith)

Episodio 18, Morire non è facile[modifica]

  • Morire non è facile, il corpo è stato fatto per rimanere in vita: cranio spesso, cuore forte, sensi acuti, quando il corpo comincia a cedere, la medicina interviene, i chirurghi sono talmente arroganti da credere che tutti possano essere salvati, come dicevo: morire non è facile. (Owen)
  • Vivere è meglio che morire, finché non lo è più. Ma anche se lasciar morire una persona è la cosa giusa da fare, i chirurghi non sono fatti per questo, noi siamo arroganti e competitivi, non ci piace perdere. La morte sembra una sconfitta, anche quando sappiamo che non lo è, sappiamo che è il momento, sappiamo che è giusto, sappiamo di aver fatto tutto ciò che potevamo. Ma è difficile liberarci dalla sensazione che avremmo potuto fare di più. (Owen, riflessione finale)
  • Può darsi che si deva essere in punta di morte per capire, ma questa cosa succede veramente, la morte smette di fare paura e quelloche incomincia a far paura èla speranza, perché non è reale, anche se trovassero una cura per il cancro domani sarebbe troppo tardi per me.. Aggrapparsi alla speranza farà star bene voi ma fa sentire me sola ed io non voglio morire sola. Io non ho alcuna paura di questo, lei si, perchèle fa tanta puara lasciarmi morire? (Paziente) [a Owen]

Episodio 19, I mestieri del genitore[modifica]

  • Gli psicologi ritengono che ogni aspetto della nostra vita, tutti i nostri processi mentali, gli schemi di comportamento siano il diretto risultato del rapporto coi nostri genitori. Che ogni rapporto umano che avremo sarà soltanto un'altra versione di quel primo rapporto. E noi cerchiamo continuamente di riuscire a capirlo. (Meredith)
  • È il mestiere più importante al mondo, probabilmente servirebbe un diploma per farlo ma la maggior parte di noi non supererebbe nemmeno l'esame scritto. Certe persone hanno un talento naturale, sono nate per farlo. Altre hanno altri talenti. Ma la buona notizia è che comanda la natura, non devi fare tutto da solo. Puoi sprecare la vita a chiedertelo, ma l'unico modo per sapere che tipo di genitore sarai, è smettere di parlarne e farlo. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 20, Amo, lenza e peccatore[modifica]

  • Siamo medici, siamo preparati per curare gli esseri umani e siamo più che sicuri di sapere cosa cercare. Infezioni, tagli, mutazioni genetiche. (Meredith, riflessione iniziale)
  • Come medici, abbiamo un arsenale di armi a portata di mano. Antibiotici per stroncare le infezioni. Sedativi per combattere il dolore. Bisturi e divaricatori per rimuovere ampie masse tumorali, per sradicare la minaccia. Ma soltanto la minaccia fisica, per tutte le altre sei da solo. (Meredith, riflessione finale)

Episodio 21, La giornata della sensibilità[modifica]

  • La cute è l'organo più esteso del corpo, ci protegge, ci tiene insieme, ci dice letteralmente ciò che sentiamo. La pelle può essere morbida e delicata, altamente sensibile, facile da ferire. A noi chirurghi la pelle non interessa, la incidiamo e basta. Entriamo e scopriamo i segreti che nasconde. (Meredith, riflessione finale)
  • Non importa quanto cerchiamo di essere impermeabili. Sulla pelle ci sono milioni di terminazioni sensibili, aperte ed esposte, fin troppo sensibili. Anche se cerchiamo di evitare il dolore, a volte purtroppo è inevitabile, a volte l'unica cosa che ci resta è sentire. (Meredith)
  • Figlia di una paziente: Che succede se lei muore?
    Cristina: Se dovesse accadere ne parleremo... Se la tua mamma morisse, proverai tante cose. Prima penserai che avresti potuto fare di più per aiutarla ma non è vero, hai fatto tutto quello che potevi, non ti sembrerà così ma ricorda quello che ti ho detto: hai fatto tutto quello che potevi. E ti farà male ogni volta che penserai a lei, ma col tempo il dolore si affievolirà e alla fine ripenserai a lei e farà male solo un po'.

Episodio 22, Persone felici[modifica]

  • Chiedete alla gente cosa vuole dalla vita, la risposta è semplice: essere felice. Forse è questa aspettativa, però, il desiderio di essere felici, che ci impedisce di esserlo. Forse più cerchiamo e vogliamo uno stato di beatitudine, più questo desiderio ci confonde al punto da non riuscire a riconoscerci più. E invece continuiamo a sorridere e basta, sforzandoci in tutti i modi di apparire felici come vorremmo essere. Finché alla fine la verità ci colpisce, la felicità è sempre stata lì, non nei nostri sogni o nelle nostre speranze, ma in ciò che conosciamo, che è confortevole, familiare. (Meredith)

Episodio 23, Santuario[modifica]

  • Per la maggior parte della gente l'ospedale è un posto che fa paura, un posto ostile, un posto dove accadono cose brutte. La maggior parte della gente preferisce la chiesa, o la propria casa, ma io sono cresciuta qui. Mentre mia madre faceva il giro delle visite ho imparato a leggere nella galleria di chirurgia, giocavo nell' obitorio, disegnavo sulle vecchie cartelle del pronto soccorso... L'ospedale era la mia chiesa, la mia scuola, la mia casa: l'ospedale era il mio posto sicuro, il mio santuario. Io amo stare qui! Mi correggo... Amavo stare qui... (Meredith, riflessione iniziale)
  • Imparavo a leggere nella galleria di chirurgia, giocavo nell'obitorio, disegnavo sulle vecchie cartelle del pronto soccorso. L'ospedale era la mia chiesa, la mia scuola, la mia casa: era il mio posto sicuro, il mio santuario. Io amo stare qui. Mi correggo... Amavo stare qui... (Meredith, riflessione finale)

Episodio 24, Vivere o morire[modifica]

  • La vita dell'uomo è fatta di scelte: sì o no. Dentro o fuori. Su o giù. E poi ci sono le scelte che contano. Amare o odiare. Essere un eroe o essere un codardo. Combattere o arrendersi. Vivere o morire. Vivere o morire. Essere un eroe o un codardo. Combattere o arrendersi. Lo dirò di nuovo per essere sicuro che tu mi senta. La vita umana è fatta di scelte. Vivere o morire: questa è la scelta importate. E non sempre dipende da noi. (Derek, voce narrante all'inizio dell'episodio)
  • Io ti amo, ti prego non morire... Non devi morire! Hai capito? Io non posso vivere senza di te! Se tu muori muoio anche io! (Meredith) [a Derek]

Altri progetti[modifica]

Grey's Anatomy
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