L'odio

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L'odio

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Titolo originale La haine
Paese Francia
Anno 1995
Genere Drammatico
Regia Mathieu Kassovitz
Sceneggiatura Mathieu Kassovitz
Attori

L'odio, film del 1995 di Mathieu Kassovitz con Vincent Cassel, Hubert Koundé e Saïd Taghmaoui.

Frasi[modifica]

  • Fin qui tutto bene. (Hubert)
  • Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio. (Hubert)
  • Ci si sente proprio bene dopo una bella cacata. (Anziano della toilette)
  • L'odio chiama l'odio. (Hubert)
  • Le monde est à vous. (Cartellone pubblicitario)
  • Le monde est à nous. (Cartellone pubblicitario modificato da Said)
  • Guardale ste pecore rimbecillite dal sistema, guarda quello con la sua aria da stronzo, tutto bellino col giubbotto di culo di capra, è la razza peggiore! li riconosci? Sono quelli che non muovono un passo sulle scale mobili che si lasciano trasportare dal sistema, sono quelli che votano Le Pen ma che non sono razzisti, sono quelli che vanno in sciopero quando gli si ferma l'ascensore, il peggio del peggio... (Hubert)
  • Ci si sente meglio dopo una bella cacata. Voi credete in Dio? Non bisogna domandarsi se si crede in Dio ma se Dio crede in noi. Avevo un amico che si chiamava Grumvalski, siamo stati deportati insieme in Siberia. Quando ti portano in Siberia nei campi di lavoro, si viaggia nei carri bestiame e si traversano steppe ghiacciate per giorni e giorni senza vedere anima viva, ci si scalda l'uno con l'altro, ma il problema è che per liberarsi, per cacare nel vagone non si può e le sole fermate sono quando bisogna mettere l'acqua nella locomotiva. Ma Grumvalski era parecchio timido e già quando dovevamo lavarci in gruppo si sentiva molto a disagio, io lo prendevo un po' in giro per via di questa storia, insomma il treno si ferma e tutti noi ne approfittiamo per andare a cacare dietro al vagone; ma io gli avevo talmente rotto le scatole al povero Grumvalski che lui decide di andarsene un po' lontano, insomma il tren riparte, tutti saltano su al volo perché il treno non aspetta, il problema è che Grumvalski che se n'era andato via dietro a un cespuglio, stava ancora cacando, allora lo vedo correre fuori da dietro il cespuglio, reggendosi con le mani i pantaloni per non farli cadere e tentando di raggiungere il treno. Io gli tendo la mano, ma come lui mi tende le sue deve mollare i pantaloni che gli cadono alle caviglie, ritira su i pantaloni e si rimette a correre e i pantaloni gli cascano tutte le volte che Grumvalski prova a tendermi le mani... Allora insomma che è successo?...Niente Grumvalski è morto di freddo... Arrivederci, arrivederci, arrivederci. (Anziano della toilette)
  • È la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta ma l'atterraggio. (Hubert)
  • Vuoi renderti utile all'umanità? Eh? Eh? È così? Poliziotti buoni ne trovi, ma un nazi per essere buono dev'essere morto. Spara. Ammazzalo. (Hubert)
  • Porca puttana, mi sento come una formica persa nello spazio intergalattico. (Vinz)
  • Ho visto una vacca. (Vinz)
  • Meglio di una arabo in un commissariato non dura manco un ora. (Said)
  • Ti vai a ficcare nella merda Vinz! (Hubert)
  • Vaffanculo a tua sorella. (Said)
  • No ma che mi hai visto per strada stanotte? No e allora che cazzo dici. (Said)

Dialoghi[modifica]

  • Said: Sh... Yamaha!
    Vinz: Si o tua madre che scureggia su un Harley Davidson.
    Hubert: Ma no è la moto di Mohamed che c' ha la marmitta nuova.
    Said: No è la mamma di Vinz che scureggia sulla Yamaha.
    Vinz: Quale Mohamed... il fratello piccolo... il fratello di Faridan?
    Said: Faridan? Quella che s'è appena fatta il permesso?
    Hubert: Ma no Faridan quella che lavora al mercato.
  • Vinz: Fottiti Said.
    Said: A chi è che dici fottiti, bada a come parli rotto in culo, stai in campana o mi tocca farti il mazzo un'altra volta.

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