Andrea Frediani

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Andrea Frediani (1963 — vivente), scrittore e saggista italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

Dictator. Il nemico di Cesare[modifica]

Ravenna, 10 gennaio 49 a.C. (tardo autunno)[1]

Il mirmillone eluse la rete del reziario con uno scatto felino, a dispetto del suo armamento pesante. Il suo avversario si sbilanciò in avanti rischiando di cadere, ma fu altrettanto rapido a sostenersi con il tridente, che riuscì a puntare a terra recuperando stabilità. Il mirmillone cercò subito di sottrargli l'appoggio, spingendosi contro il tridente con il grande scudo da legionario. Le due armi si toccarono, il reziario perse l'equilibrio e finì a terra. L'antagonista puntò il gladio per finirlo, ma l'altro lanciò di nuovo la rete, rasoterra, agganciandogli la caviglia. Un attimo dopo anche il mirmillone era nella polvere. Il tempo che questi impiegò a rialzarsi permise all'avversario di fare altrettanto e di recuperare il tridente.
Tutto da rifare, per entrambi.

Marathon[modifica]

Capo Artemisio, Eubea, agosto del 480 a.C.

C'era grande curiosità a bordo. Per qualche tempo gli uomini, gli opliti imbarcati, i marinai e perfino i rematori, avevano smesso di porsi domande sulla situazione alle vicine Termopili, ed erano intenti a scrutare la superficie dell'acqua, nell'attesa di veder affiorare dall'oscurità la sagoma dell'imbarcazione di cui un araldo persiano aveva annunciato l'arrivo.
E poi tutti guardavano lui, il poeta, trattenendosi a stento dal chiedergli perché mai una donna, proveniente dalla flotta persiana, dovesse venire a fargli visita tra un combattimento e l'altro. Ma nessuno osava avvicinarlo e interrogarlo esplicitamente. Come reduce di Maratona, Eschilo era uno dei pochi che avesse già affrontato i persiani in passato; anche per questo esercitava una certa soggezione tra le reclute. Come autore di drammi teatrali, si era fatto un nome al di fuori della pratica bellica, e gli altri veterani trovavano poco dignitoso mostrare interesse verso chi, come lui, aveva preferito concentrare le proprie energie su un'attività ritenuta assai poco virile.

Un eroe per l'impero romano[modifica]

Hatra, deserto arabico, 117 d.C.

La staffetta maledisse l'incarico che gli era stato affidato. Avrebbe impiegato un bel po' per trovare il decurione dell'ala II Pannoniorum. In quel campo, nel quale era rimasto ben poco dell'efficienza romana, nessuno era mai dove sarebbe dovuto essere. Quelli delle ali di cavalleria, poi, erano tra i più elusivi: i compiti di ricognizione e di foraggiamento offrivano loro un bel pretesto per andarsene a zonzo senza rendere conto dei loro movimenti ai comandi. Perfino gli ufficiali, i prefetti e gli stessi decurioni, si limitavano a impartirgli generici ordini di esplorazione, disinteressandosi poi delle modalità e dei tempi di svolgimento. Anzi, sovente li accompagnavano, per sottrarsi al frustrante assedio della fortezza di Hatra, una specie di isola in un mare di sabbia e rocce, sulla quale l'invitto esercito romano non riusciva ad approdare.

Note[modifica]

  1. È la data conforme al calendario in vigore all'epoca, prima che lo stesso Cesare lo riformasse adeguandolo alle stagioni. In realtà, secondo il nostro computo si era in autunno inoltrato, ovvero il 22 novembre del 50 a.C.

Bibliografia[modifica]

  • Andrea Frediani, Dictator. Il nemico di Cesare, Newton Compton editori, 2010. ISBN 9788854121041
  • Andrea Frediani, Marathon. La battaglia che ha cambiato la storia, Newton Compton editori, 2011. ISBN 9788854128231
  • Andrea Frediani, Un eroe per l'impero romano, Newton Compton editori, 2009. ISBN 9788854114449

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