Ciociaria
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- Girai la Cioceria per lungo e per largo, guardando commosso le cinte murarie dei padri Sabelli, gli archi romani lungo la Via Latina, le strade di pieta polita con le botteghe degli antichi artigiani, i palazzi fioriti dei Consoli e dei Podestà, sotto le finestre a bifora dai quali si alzò sovente la proptesta del popolo. E le chiese, cenobi, silenziosi santuari rivestiti di roccia. Luoghi lungamente ed amorosamente conservati, dove "cè bello", secondo un intraducibile inciso dei contadini Ernici (Luigi Alonzi).
- La carta geografica della Ciociaria è una fantasiosa mappa letteraria dai confini vagamente sfumati. Questa vaghezza desta contrasti e polemiche. Per fortuna la terra nostra sta sempre sotto il segno di Circe, maga burliera, che possiede il potere di mutare le forme e l'essenza delle cose viventi. Gli scherzi riferiti da Omero usa farli ai forestieri, non ai compaesani. Circe, comunque, non muta le montagne e i fiumi che, grosso modo, delimitano il suo regno temporale e magico. Per quanto svanito nei contorni, il Regno Ciociaro – che raccoglie l'eredità dei Volsci, degli Ernici e degli Equi – si estende dai Colli Albani ai Monti Aurunci, dall'Appennino Abruzzese al mare (Anton Giulio Bragaglia).
[modifica] Bibliografia
- Alonzi L., Itinerari di Ciociaria, Amministrazione provinciale di Frosinone, Frosinone 1993
- Bragaglia A. G., Ciociaria, Amministrazione provinciale di Frosinone, Frosinone 1957