Frederick Forsyth

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Frederick Forsyth (1938 — vivente), scrittore britannico.

Incipit di alcune opere[modifica]

Dossier Odessa[modifica]

Tutti sembrano ricordare con grande precisione quello che stavano facendo il 22 novembre 1963, nel preciso istante in cui apprendevano la notizia della morte di Kennedy. Il presidente era stato colpito alle 12.22 ora di Dallas, e l'annuncio della sua morte era arrivato mezz'ora dopo, in base allo stesso fuso orario. A New York erano le 2.30, a Londra le 19.30 e ad Amburgo le 20.30 di una sera fredda e spazzata dal nevischio.

Il Cobra[modifica]

Il ragazzo stava morendo, solo come un cane. Nessuno lo sapeva, e comunque c'era soltanto una persona alla quale sarebbe importato. Ridotto a pelle e ossa dalla droga, era gettato su un materasso puzzolente nell'angolo di una topaia, un edificio abbandonato parte di uno dei tanti progetti di edilizia popolare falliti, ad Anacostia, una zona di Washington di cui la città non va fiera e in cui i turisti non si avventurano mai.
Se avesse saputo che la sua morte avrebbe scatenato una guerra, il ragazzo non avrebbe capito e non gliene sarebbe fregato nulla. Ecco cosa fa, la droga. Ti brucia il cervello.

Il giorno dello sciacallo[modifica]

Fa freddo a Parigi, alle sei e quaranta di mattina in una giornata di marzo, e il freddo sembra ancor più intenso quando sta per essere giustiziato un uomo. L'11 marzo 1963, a quell'ora, nel cortile principale di Fort d'Ivry, un colonnello dell'aviazione francese era in piedi davanti a un palo conficcato nella ghiaia gelida e mentre gli legavano le mani fissava con incredulità sempre meno evidente il plotone di fronte a lui, a una ventina di metri.

Il negoziatore[modifica]

Il sogno tornò di nuovo, poco prima che iniziasse a piovere. Preso com'era dal sogno, lui non ud¡ neppure la pioggia.
Ecco di nuovo la radura nella macchia siciliana, sopra Taormina. Lui che usciva dal folto e si avviava lentamente verso il centro dello spiazzo, come stabilito. Teneva la valigetta nella destra. Arrivato in mezzo alla radura, si fermò, posò per terra la valigetta, arretrò di alcuni passi e si lasciò cadere in ginocchio, come d'accordo. La valigetta conteneva un miliardo di lire.

Il pugno di Dio[modifica]

L'uomo a cui non restavano che dieci minuti di vita stava ridendo.
Il motivo del suo divertimento era un aneddoto raccontato dalla sua assistente personale, Monique Jaminé, che lo accompagnava dall'ufficio a casa in quella sera fredda e piovigginosa del 22 marzo 1990.
L'episodio riguardava una collega della Space Research Corporation di rue de Stalle, una donna che tutti credevano un'autentica mangiauomini e che invece era risultata essere lesbica. L'inganno solleticava lo spirito da caserma dello scienziato.

Il Quarto Protocollo[modifica]

L'uomo in grigio decise che avrebbe rubato i famosi diamanti Glen a mezzanotte. Purché fossero ancora nella cassaforte e l'appartamento fosse deserto. Questo doveva assolutamente saperlo con certezza. Perciò spiava e attendeva. Alle sette e mezzo la sua pazienza fu ricompensata.

Il simulatore[modifica]

Nell'estate del 1983 l'allora capo del Secret Intelligence Service britannico, nonostante una certa opposizione interna, approvò l'istituzione di un nuovo Ufficio.
L'opposizione veniva soprattutto da quelli già esistenti, che avevano feudi territoriali sparsi in tutto il mondo: infatti il nuovo ufficio era destinato ad avere un'ampia giurisdizione, la cui portata superava le frontiere tradizionali.

L'alternativa del diavolo[modifica]

Il Presidente degli Stati Uniti lesse il memorandum con un'espressione sempre più inorridita.
«Ma è spaventoso» disse, quando ebbe terminato. «Non ho alcuna possibilità di scelta. O piuttosto qualsiasi scelta faccia, degli uomini moriranno.»
Adam Munro alzò gli occhi su di lui, senza la benché minima simpatia. A suo tempo aveva imparato come, in linea di principio, gli uomini politici siano ben poco contrari alla perdita di vite umane, purché non risulti pubblicamente che vi è coinvolta la loro responsabilità personale.
«È già accaduto altre volte, signor presidente» disse con fermezza «e senza dubbio accadrà ancora. Noi, nell'Azienda, chiamiamo la cosa "l'alternativa del diavolo".»

I mastini della guerra[modifica]

Non splendevano stelle quella notte sopra la pista d'atterraggio nella boscaglia, e nemmeno la luna; vi erano soltanto le tenebre dell'Africa occidentale che avvolgevano gli sparsi gruppi simili a vellutto caldo e bagnato. Lo strato nuvoloso quasi sfiorava le chiome degli alberi iroko e gli uomini in attesa si auguravano che ancora per qualche tempo non si dissolvesse, per proteggerli dai bombardieri.

Bibliografia[modifica]

  • Frederick Forsyth, Dossier Odessa, traduzione di Marco Tropea, Mondadori, 1999. ISBN 8804285222
  • Frederick Forsyth, Il Cobra, traduzione di Annamaria Raffo, Mondadori, 2011. ISBN 9788804611257
  • Frederick Forsyth, Il giorno dello sciacallo, traduzione di Marco Tropea, Mondadori, 1997. ISBN 8804409800
  • Frederick Forsyth, Il negoziatore, traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1991. ISBN 8804347600
  • Frederick Forsyth, Il pugno di Dio, traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1995. ISBN 8804405090
  • Frederick Forsyth, Il Quarto Protocollo, traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1999. ISBN 8804284285
  • Frederick Forsyth, Il simulatore, traduzione di Roberta Rambelli, Mondadori, 1993. ISBN 880437098X
  • Frederick Forsyth, L'alternativa del diavolo, traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, 1998, ISBN 8804284757
  • Frederick Forsyth, I mastini della guerra (The Dogs of War), traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, 1974. ISBN 88-04-28932-5

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]