Howard Jacobson

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Howard Jacobson (1942 — vivente), scrittore, romanziere e umorista britannico.

Incipit de Un amore perfetto[modifica]

Le quattro andavano bene a tutti: la moglie, il marito, l'amante.
Le quattro: l'ora in cui il tempo in città oscilla sul proprio asse – il giorno non si è ancora consumato, e le ruote della sera iniziano appena a girare.
L'ora del passaggio di consegne, così la chiamava Marius tra sé e sé.
Marius il cinico. Marius, che credeva che la menzogna fosse un dono della selezione naturale a Dio, e dell'umanità alla selezione naturale. Marius che dal futuro non si aspettava più alcuna grande avventura, nemmeno quell'ultima avventura concessa all'uomo moderno: un amore estatico, smodato, riprovevole, travolgente. Marius che andava fiero di essere immune a ogni sorpresa o delusione, perché non ci si poteva attendere niente da nessuno, men che meno da lui. Marius l'afflitto.
Aveva trentacinque anni – anche se dall'aspetto e dalla voce sembrava più vecchio – era alto e pericolosamente ben fatto, con una faccia che evocava la catastrofe ecologica: occhi smarriti come due Atlantidi, guance devastate, un letto di fiume prosciugato al posto della bocca. Le donne lo trovavano attraente, scambiando la loro incertezza per la sua. Anch'io lo trovavo attraente, nonostante fossimo in tutto e per tutto diversi. Io ero l'uomo estatico con cui lui era convinto che il mondo avesse chiuso. Io sono quello che si lascia travolgere dall'amore.

Bibliografia[modifica]

  • Howard Jacobson, Un amore perfetto, traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, Cargo, 2010. ISBN 9788860050397

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