Kim Harrison

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Kim Harrison, pseudonimo di Dawn Cook (1966 – vivente), scrittrice statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

I demoni della notte[modifica]

Prendere a pugni la parete posteriore del mio armadio non era uno dei miei sogni preferiti. Anzi, faceva male. Il dolore si aprì un varco nella comodità del mio torpore, e sentii che la mia parte primitiva, che non dormiva mai, stava provando a misurare la lentezza con cui mi sforzavo di raccogliere le energie mentre tentavo di svegliarmi. Pervasa da un inquietante senso di disconnessione dalla realtà, guardai accadere tutto questo, anche se nel sogno toglievo i vestiti dall'armadio e li gettavo sul mio letto disfatto.

Il bacio di mezzanotte[modifica]

Me ne stavo in piedi al buio, davanti a un negozio deserto di fronte al pub Sangue e Birra, mentre cercavo di sistemarmi con discrezione i pantaloni di pelle nera. Patetico, pensai mentre guardavo la via resa deserta dalla pioggia. Ero troppo in gamba per un incarico del genere.
Di norma il mio mestiere era arrestare le streghe non autorizzate e quelle che praticavano la magia nera, dal momento che ci vuole una strega per catturarne un'altra. Quella settimana, però, le strade erano più tranquille del solito. Chiunque se lo fosse potuto permettere era andato sulla Costa Occidentale per il nostro congresso annuale, lasciandomi qui con questa seccatura. Un semplice 'identifica e cattura'. Solo che ero finita in mezzo alla pioggia e alle tenebre.
«Chi sto prendendo in giro?» sussurrai, tirandomi sulla spalla la cinghia della borsa. Era un mese che non venivo inviata a pedinare una strega: non autorizzata, bianca, nera, o di qualunque altro tipo. A pensarci bene, aver arrestato il figlio del sindaco per essersi trasformato in licantropo in assenza di luna piena era stata una pessima idea.

Il fascino della notte[modifica]

Il tonfo sordo della portiera sbattuta dietro di me echeggiò contro la facciata di pietra dell'edificio di otto piani accanto al quale avevamo parcheggiato. Appoggiandomi all'auto sportiva grigia di David, mi schermai gli occhi con la mano per proteggerli dal riverbero del sole e alzai lo sguardo alla bella architettura delle vecchie colonne e i davanzali modanati. L'ultimo piano era indorato dal tramonto, mentre laggiù in strada eravamo immersi nell'ombra e al freddo. Cincinnati aveva diversi edifici storici di quel genere, perlopiù abbandonati, come pareva essere questo.

Bibliografia[modifica]

  • Kim Harrison, I demoni della notte', traduzione di Laura Scipioni, Fanucci, 2012. ISBN 9788834719398
  • Kim Harrison, Il bacio di mezzanotte, traduzione di Fabio Gamberini, Fanucci, 2007. ISBN 9788834713518
  • Kim Harrison, Il fascino della notte, traduzione di Taddeo Roccasalda, Fanucci, 2011. ISBN 9788834717608

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