Lawrence Lessig

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Lawrence Lessig in una conferenza del 2005

Lawrence Lessig (1961 – vivente), giurista statunitense.

  • Una cultura libera non è priva di proprietà; non è una cultura in cui gli artisti non vengono ricompensati. Una cultura senza proprietà, in cui i creatori non ricevono un compenso, è anarchia, non libertà. E io non intendo promuovere l'anarchia.
    Al contrario, la cultura libera che difendo [...] è in equilibrio tra anarchia e controllo. La cultura libera, al pari del libero mercato, è colma di proprietà. Trabocca di norme sulla proprietà e di contratti che vengono applicati dallo stato. Ma proprio come il libero mercato si corrompe se la proprietà diventa feudale, anche una cultura libera può essere danneggiata dall'estremismo nei diritti di proprietà che la definiscono. (da Cultura libera)
  • Fare la guerra a Internet significa fare la guerra ai nostri figli: non possiamo impedire ai nostri figli di essere creativi, ma se criminalizziamo la tecnologia, rendiamo i nostri figli pirati e clandestini. (dal convegno Il web e la trasparenza tra ideali e realtà, 11 marzo 2010, La stampa)

Incipit di Cultura libera[modifica]

Fin dalla nascita di una legislazione atta a regolare la proprietà creativa, è esistita la guerra contro la "pirateria". È difficile tracciare i contorni precisi di tale concetto – "pirateria" – ma l'ingiustizia che la anima è facile da afferrare. Come scrisse Lord Mansfield in un caso che estese la portata delle norme sul diritto d'autore inglese fino a includere gli spartiti musicali,

una persona può usare una copia per suonare il pezzo, ma non ha alcun diritto di defraudare l'autore del profitto, moltiplicando le copie e usandole a proprio piacimento.[1]

Remix[modifica]

  • Il testo rappresenta il latino di oggi. È attraverso il testo che comunicano le élite (come voi, che state leggendo questo libro). Per le masse, invece, la maggioranza delle informazioni viene raccolta attraverso altre forme mediatiche: TV, film, musica e video musicali. Tali forme di "scrittura" rappresentano le lingue volgari di oggi. Sono le forme di "scrittura" che rivestono maggior importanza per la maggior parte della gente... Non è stato Internet a rendere significative queste altre forme di scrittura (che io chiamerò semplicemente 'media'), Internet e le tecnologie digitali, però, hanno messo questi media a disposizione delle masse. (p. 44)
  • Sia che si limiti al testo o vada al di là di esso, il remix è un collage; scaturisce dall'abbinamento di elementi della cultura RO; riesce nel suo intento facendo leva sui significati associati al contenuto citato allo scopo di costruire qualcosa di nuovo. (p. 50)
  • Ovviamente penso che la lettura sia importante. Ovviamente è "fondamentale". Ma gli esseri umani vanno ben oltre ciò che è fondamentale. E mentre vedo crescere i mie figli, l'aspetto che apprezzo di più non è la loro lettura. È la loro scrittura. Da quando il più grande, che oggi ha cinque anni, ne aveva due gli abbiamo raccontato storie di "mostri". Assistere alla fervida attenzione con cui seguiva ogni colpo di scena che accadeva in queste storie totalmente improvvisate era splendido. Ma il momento in cui ha protestato per la prima volta per un determinato sviluppo della trama, spiegando quello che avrebbe preferito sentirsi raccontare, è stato uno dei più belli della mia vita. Ciò che vogliamo vedere nei nostri figli è la loro volontà. Ciò che vogliamo aiutarli a sviluppare è una volontà ben articolata. (p. 59)
  • Una cultura piena di blogger ha una visione diversa della politica o delle questioni pubbliche, se non altro perché un maggior numero di persone ha dovuto assimilare la disciplina che scaturisce dal tentativo di dimostrare, per iscritto, perché da A si arrivi a B. (p. 64)

Note[modifica]

  1. Bach v. Longman, 98 Rep. Ingl. 1274, 1777, Mansfield.

Bibliografia[modifica]

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