Lord of War

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Lord of War

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Titolo originale

Lord of War

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2005
Genere drammatico, thriller
Regia Andrew Niccol
Sceneggiatura Andrew Niccol
Produttore Nicolas Cage, Andrew Niccol, Chris Roberts
Interpreti e personaggi

Lord of War, film statunitense del 2005 con Nicolas Cage, regia di Andrew Niccol.

Tagline
Dove c'è un uomo, c'è un'arma.

Incipit[modifica]

Ci sono più di 550 milioni di armi da fuoco in circolazione nel mondo. Significa che c'è un'arma da fuoco ogni dodici persone sul pianeta. La domanda è: come armiamo le altre undici? (Yuri Orlov)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Non dovete preoccuparvi, non ho intenzione di raccontarvi bugie per sembrare buono. Vi racconterò solo quello che è successo. Mi chiamo Yuri Orlov. Quando ero ragazzo la mia famiglia si trasferì in America, ma non in un posto qualunque. Come la maggior parte degli ucraini siamo venuti a Breton Beach. Ci sembrava di stare sul Mar Nero. Presto mi resi conto che avevamo solo barattato un inferno con un altro. Anche all'inferno a volte un angelo fa un'apparizione. Avevo un direzione per Ava Fontane da quando avevo dieci anni. Certo, lei non sapeva nemmeno che io esistessi. Cominciai a pensare che lei avesse uno scopo. Per i primi vent'anni della mia vita, Little Odessa era stata per me quello che è per il treno della linea Q la fine della corsa. Ah, ho mentito riguardo al mio nome, non mi chiamo proprio Yuri Orlov. Ci sono state circostanze nel ventesimo secolo nelle quali essere un ebreo era un vantaggio. Negli anni settanta, per fuggire dall'Unione Sovietica, la nostra famiglia aveva finto di essere ebrea. Da allora una parte della mia vita è stata con Share. (Yuri Orlov)
  • A Little Odessa, l'omicidio faceva parte della vita di tutti i giorni. Anche i criminali russi erano migrati dall'Unione Sovietica. Quando arrivarono in America portarono con sè il loro modo di vivere, Nel mio quariere venivano spesso uccidi dei gangstar, ma io non li avevo mai visti con i miei occhi. Avevo sempre avuto la fortuna di arrivare 5 minuti prima o 5 minuti dopo. Ma non quel giorno. [...] Allora capii: non avrebbe potuto colpirmi di più nemmeno se fossi stato io il bersaglio. Eravamo entrati nella ristorazione perchè la gente deve sempre mangiare. Quel giorno capii che il mio destino era soddisfare un altro bisogno fondamentale. Lo Shabet successivo andai al tempio con mio padre, per quanto non era Dio che stavo cercando di avvicinarmi. [...] Il mio contatto alla sinagoga mi procurò la mia prima mitraglietta UZI fatta in Israele. La prima volta che vendi un'arma è molto simile alla prima volta che fai sesso: non hai idea di quello che stai facendo, ma è eccitante, e in un modo o nell'altro, finisce troppo presto. (Yuri Orlov)
  • Signori... la nuova mitraglietta UZI. Bella, eh? Grande potenza di fuoco e piccole dimensioni. Spara proiettili da 9mm. Caricatori da 25 estendibili. Tacca di mira regolabile. Silenziatore standard. Ottima riduzione del contraccolpo. Vibrazione ridotta. Rumore diminuito del 60%. Potresti sparare contro di me, in questo momento, senza svegliare nessuno di là. [Il compratore gli punta l'Uzi contro] A-ahm... certo, questo eliminerebbe nuove opportunità. (Yuri Orlov)
  • Avevo un istinto naturale per il contrabbando. Fortunatamente in quel periodo una videocamera era grande quanto un bazooka. Per tutta la vita ho cercato di stare lontano dalla violenza, ed ora mi trovavo a lavorare con le armi. È nella nostra natura. Persino gli scheletri umani più antichi avevano punte di lancia nelle gabbie toraciche. (Yuri Orlov)
  • Avevo sempre voluto fare qualcosa di importante nella vita, ma non sapevo cosa. Insomma, pensavo che se fossi entrato nel traffico delle armi, sarei arrivato in alto. (Yuri Orlov)
  • Negli anni Ottanta la Guerra fredda era lontana dal disgelo. La maggior parte degli affari avveniva fra governi. Era un club privato con un presidente eletto a vita. (Yuri Orlov)
  • Curioso come ogni volta queste giornate d'affari finiscano... nello stesso modo. [Si vedono i due con due ragazze vestite da soldatesse] (Yuri Orlov)
  • La sola alternativa per Vitaly e me, era cercare di contrabbandare armi. Ho avuto la mia prima occasione in Libano, dopo un attacco suicida. Ma non ero il solo ad aver avuto quell'idea. Quando gli Stati Uniti abbandonano una zona di guerra, di solito non recuperano le armi. Costa più riportarle indietro che fabbricarne di nuove. (Yuri Orlov)
  • Ero portato per la lingua, ma presto scoprii che la lingua migliore erano il dollaro, il vinarol, la dracma, il rublo, la rupia la fottuta sterlina. Certo, l'esercito americano mi aveva dato una mano. Gli stipendi dei militari non erano migliori di quelli di oggi. E alcuni ufficiali come il tenente colonnello Sauter, avevano bisogno di procurarsi il denaro per i loro affari privati. (Yuri Orlov)
  • Vendere armi è come vendere aspirapolvere. Fai telefonate, cammini e prendi gli ordini. Io ero un mercante di morte ma facevo le stesse cose. Rifornivo tutti gli eserciti tranne l'Esercito della Salvezza. Vendevo UZI fatti in Israele ai Musulmani. E proiettili fatti dai comunisti, agli anti-comunisti. [...] Ho anche spedito un carico in Afghanistan quando loro combattevano ancora i miei compagni sovietici. Non ho mai venduto ad Osama Bin Laden. Non per qualche ragione morale... in quel periodo il suo conto era sempre scoperto. Alla metà degli anni Ottanta le mie armi erano presenti in 8 delle 10 maggiori zone di guerra. (Yuri Orlov)
  • Non avevo nessun problema a condurre una doppia vita. Erano la terza e la quarta che comportavano qualche difficoltà. A quei tempi avevo il passaporto francese, britannico, israeliano, ucraino, e un visto da studente per gli Stati Uniti, ma questa è un'altra storia. Avevo anche pronte 6 diverse 24ore, a seconda di chi fossi quel giorno, e della parte del mondo in cui mi trovavo. Senza il mio contributo sarebbe impossibile per alcuni paesi condurre una guerra rispettabile. Io ero in grado di superare quegli imbarazzanti embarghi sulle armi. C'erano fondamentalmente tre generi di accordi: il bianco, del tutto legale; il nero – del tutto illegale – e il mio colore preferito, il grigio. A volte facevo accordi così contorti che mi era difficile capire chi era in buona fede. Per tenere le autorità all'oscuro, spesso parlavo in codice: i lanciarazzi erano le madri, i missili i figli e il kalashikov K-47 era l'Arcangelo Gabriele. [...] Il punto è che, se facevo bene il mio lavoro, era facilissimo eludere qualsiasi embargo. (Yuri Orlov)
  • Dicono che ogni uomo abbia il suo prezzo, ma non tutti gli uomini lo sanno. L'agente dell'Interpol Jack Valentine non avrebbe potuto essere comprato, perlomeno non con i soldi. Per Jack, la gloria era la ricompensa. (Yuri Orlov)
  • Quando dovevo affrontare un agente superzelante, avevo un'infinità di metodi per mischiare le carte. Devo ancora conoscere funzionari della dogana sottopagati che vogliono aprire un container contassegnato come scorie radioattive. In genere indicavo i carichi di armi come prodotti agricoli. Il mio metodo preferito è la combinazione di patata vecchia di una settimana e caldo tropicale. [...] La cosa più interessante è che tenevo sul libro paga una quantità di agenti dei servizi, cui fornivo notizie dei loro colleghi. La seconda regola del trafficante di armi è assicurarsi di poter essere sempre pagati, preferibilmente in anticipo, l'ideale su un conto offshore. Ecco il motivo per cui sceglievo i miei clienti così attentamente. Pensate pure quello che volete sui dittatori, ma loro hanno un senso innato della disciplina. Pagano sempre i conti puntualmente. (Yuri Orlov)
  • La prima e più importante regola del contrabbando d'armi è mai farsi sparare con la tua stessa merce. (Yuri Orlov)
  • Quel narcoguerrigliero aveva avuto ragione. Una volta sbarcata negli Stati Uniti, quella cocaina mi portò un sano profitto. Sarebbe andata anche meglio se non mi fosse sparito un chilo. (Yuri Orlov, dopo aver ricevuto della cocaina come pagamento)
  • Ancora oggi mi chiedo da che cosa Vitaly stesse scappando; forse solo da se stesso. Lo ritrovai 12 giorni più tardi in una pensione boliviana. A 2000 miglia e con 150 grammi in meno. La donna dei miei sogni era arrivata lì prima di me. (Yuri Orlov)
  • Da allora lavorai da solo. Non ho mai capito cosa differenziasse un consumatore di droga saltuario da quello abituale. Ringraziando Dio avrei potuto sniffare striscie lunghe quanto la sopraelevata di New York, per quanto io non fossi del tutto libero dalla morsa della dipendenza. Eccola di nuovo: Ava Fontane. Nel mio quartiere dicevano: chi vale, emerge. Nei nostri rispettivi campi, avevamo conquistato il mondo. (Yuri Orlov)
  • Non puoi costringere qualcuno ad amarti, ma puoi senza dubbio aumentare le tue chances. Mi costò 20 mila dollari assumerla per un falso servizio fotografico, altri 12 mila per riservare metà dell'hotel. (Yuri Orlov)
  • Per quello che ne so, alcune delle storie d'amore di maggior successo nascono dalle bugie. Sembra quasi logico che finiscono comunque con una bugia. Ero rimasto senza soldi per conquistarla. Ava non era quel genere di donna che viene sedotta da un giro su un jet privato, almeno che il jet non sia tuo. [...] Certo, stavo mentendo. Il Jet era in affitto, come la macchina e anche il completo che indossavo. Avevo corrotto l'equipaggio per far rifare la scritta. Fortunatamente, nel momento in cui atterrammo, Ava non aveva occhi che per me. (Yuri Orlov)
  • Grazie, ma tu non credi in queste cose, te lo ricordi? Ti conosco Yuri. So che tu non sei tutto quello che sembri. Non preoccuparti, non voglio farti domande: non voglio sentirti mentire. Tu corri dei rischi. Solo, promettimi che non metterai in rischio noi. (Ava Fontane)
  • Il problema dell'essere innamorati di donne da sogno è che loro possono diventare reali. Non ero mai stato così felice di vedere Vitaly. [...] Era appeno uscito dalla clinica ed era di nuovo sballato. [...] Per una volta lui salvò me. (Yuri Orlov)
  • Vivevo sempre al di sopra delle mie possibilità. Avevo ipotecato tutto, usando una carta di credito per pagare l'altra. Qualsiasi cosa per assicurare ad Ava lo stile di vita a cui si era abituata. [...] All'improvviso i miei regali di Natale arrivarono tutti in una volta. [...] Chiunque abbia detto che è meglio dare che ricevere non ha mai avuto un regalo di Natale come quello che ho ricevuto io nel '91 da Michail Gorbačëv. (Yuri Orlov)
  • Durante la Guerra fredda, l'Armata Rossa aveva mandato quasi un milione di soldati in Ucraina, per la sua importanza strategica. Il giorno dopo la caduta del muro, le buste paga smisero di arrivare. [...] Non c'è niente di meglio per un trafficante di armi della combinazione "militari scontenti" e "arsenali pieni". [...] Speravo che il generale Dimitri Volk aprisse le porte dei magazzini delle armi in molte basi militari. Tanto per cominciare, lui era di famiglia. Era un eroe pluridecorato dell'Armata Rossa ed era quasi sempre ubriaco. (Yuri Orlov)
  • È bellissimo: a quelli che sanno non importa più, e quelli a cui interessano non sanno. (Yuri Orlov, parlando degli armamenti in Ucraina)
  • Quei 45 anni di Guerra fredda tra Est ed Ovest avevano generato il più grande arsenale della storia. I sovietici avevano armi nascoste ovunque, immense scorte di armi, e all'improvviso nessun nemico. (Yuri Orlov)
  • La fine della Guerra fredda fu l'inizio del periodo più caldo nel traffico delle armi. Il mercato era aperto. Missili guidati, missili non guidati, mortai, mine, blindati, intere divisioni di carri armati. [...] Riuscii ad acquistare anche una squadriglia di elicotteri lanciarazzi. Macchine da combattimento sofisticatissime, costruite per una guerra con l'America che non ci fu mai. [...] Grazie a me avrebbero finalmente avuto la possibilità di sparare un colpo. Avevo la sensazione che non fosse esattamente quello che il compagno Lenin aveva in mente quando sosteneva l'uguaglianza economica. Ma io non ero il solo ad offrire un corso intensivo di capitalismo. Avevo dei rivali. (Yuri Orlov)
  • Quello era il caos che la classe dirigente aveva sempre temuto. Io stavo dando ai trafficanti d'armi una pessima reputazione, ma loro avrebbero potuto difficilmente rivolgersi all'albo professionale. L'Ucraina non era il solo stato con esercito non pagato ad arsenali pieni: c'era la Bulgaria, l'Ungheria, la Polonia, la Bielorussia... Tutti in piedi ad incassare. Di tutte le armi dell'immenso arsenale sovietico, nulla era più remunerativo dell'Automat Kalashnikova, modello del '47, più comunemente conosciuto come l'AK-47 o Kalashnikov. È il mitra più popolare del mondo, un'arma che tutti i combattenti amano. Un amalgama di 4 chili d'acciaio e legno multistrato. Non si rompe, non si inceppa né si surriscalda. Spara se è coperto di fango o pieno di sabbia. È così facile da usare che anche i bambini possono farlo, e spesso lo fanno. I sovietici hanno messo l'arma su una moneta, il Mozambico l'ha messa addirittura sulla bandiera. Alla fine della Guerra fredda il Kalashnikov divenne il prodotto russo più esportato, prima della vodka, del caviale, e dei narratori suicidi. Una cosa è certa: nessuno si metteva in fila per comprare... le loro automobili. (Yuri Orlov)
  • La legge è dalla nostra parte. (Yuri Orlov)
  • Signor Orlov, sempre nel posto sbagliato al momento giusto. (Jack Valentine)
  • Ero colpevole quanto il peccato, ma Valentine non poteva provarlo. Lui applicava la legge, sapeva che la stavo infrangendo, ma non poteva fare nulla per beccarmi. Valentine non era il solo che cercavi di ostacolare i miei affari. Mio zio aveva rifiutato una dozzina di trafficanti rivali, a volte con offerte migliori delle mie, ma per Dimitri la fedeltà non aveva prezzo. (Yuri Orlov)
  • [Ultime parole] Sono un uomo fortunato. (Dimitri, prima di salire sulla sua macchina, che pochi secondi dopo esplode)
  • Il bottino non se ne era andato con mio zio. Dopo la caduta del muro, erano state rubate e rivendute nella sola Ucraina 32 miliardi di dollari di armi. Uno dei più grossi furti del ventesimo secolo. Il mercato più importante era l'Africa. 11 conflitti gravi con 32 paesi coinvolti in meno di un decennio: un'eiaculazione per un trafficante d'armi. In quel periodo l'Occidente non interessava: c'era solo una guerra in quello che era rimasto della Jugoslavia. Avevo il grosso del business in Liberia, la terra della libertà. In origine era stata fondata come patria per gli schiavi americani liberati. Da allora fu sottomessa da un dittatore all'altro. L'ultimo, Andrè Baptiste, era stato educato in America, e si era autoproclamato presidente. (Yuri Orlov)
  • Il presidente era il mio migliore cliente, ma io non avevo fretta di incontrarlo. Aveva la reputazione di fare a pezzi gli arti di coloro che si opponevano. I suoi 7 anni di guerra civile furono descritti come una campagna di violenza sadica e spietata. Per questo voleva incontrarmi. (Yuri Orlov)
  • Sai, non c'è disciplina nei gioventù di oggi. Io cerco di dare un esempio, ma è difficile. Personalmente dò la colpa alla televisione. (Andrè Baptiste Senior)
  • Pensavo di aver paura solo di Andrè Senior, invece avevo paura anche di Andrè Junior. Tale padre, tale figlio. Il frutto non cade mai troppo lontano dall'albero. Anche lui era un cannibale. Dicono che Baptiste mangiasse il cuore della sua vittima mentre batteva ancora, per ottenere una forza sovraumana. Era come essere su un altro pianeta: il pianeta Monrovia. Dalla temperatura era ovviamente un pianeta vicino al sole. Di rado vedevo un altro uomo bianco. Non uscivo mai dalla città da solo. Era l'anticamera dell'inferno. Non volevo neanche dare uno sguardo. (Yuri Orlov)
  • Nella regione del globo più infestata dall'AIDS, dove 1 su 4 è infetto, l'idea di Andrè era di mettere una giovane Imman e una giovane Naomi nel mio letto, e nessun preservativo nel raggio di 100 chilometri. (Yuri Orlov)
  • [Riferito all'AIDS] Perchè pensi a qualcosa che può ucciderti tra 10 anni quando ci sono moltissime altre cose che possono ucciderti oggi? (Donna rivolto a Yuri)
  • I diamanti sono una moneta comune nell'Africa Occidentale. Vengono chiamati anche diamanti di sangue, dal momento che spesso finanziano lo spargimento di sangue. Negli anni Novanta, il mio patrimonio aveva superato addirittura la mia bugia sulla mia ricchezza. Potevo anche permettemri di diventare un mecenate delle arti. (Yuri Orlov)
  • Non sapevo quanto Ava davvero sapesse e quanto ignorasse. Lei non mi aveva mai domandato come potessi permettermi di regalarle degli orecchini di diamanti di 20 carati. Immagino che non volesse sentire la risposta. Sembrava contenta che non le facessi mancare niente, e soprattutto le fossi fedele. Nonostante le altre donne, io avevo sempre fatto l'amore con Ava come se fosse stata l'unico. Non sto dicendo di non aver mai avuto imprevisti, non sono un contabbandiere d'armi per niente. Bisogna essere veloci. Certe rivoluzioni esplodono prima che le armi arrivino sul posto. Non c'è niente di più costoso della pace per un trafficante d'armi. [...] Certo, una nuova progenia di trafficanti d'armi richiede una nuova progenia di poliziotti. (Yuri Orlov)
  • Ero il miglior mercante di morte vivente. Non avevo il mio aereo personale: avevo una flotta. Facevo entrare armi in Liberia, Sierra Leone, Costa D'Avorio almeno una volta a settimana. Nella maggior parte dei viaggi avevo documenti falsi. Se la scadenza era stretta, facevo a meno dei documenti. Ma non c'era da preoccuparsi. In Africa c'erano pochissimi radar e quasi nessuno che li controllava. (Yuri Orlov)
  • Il mio modo di vedere le cose era il modo di vedere dell'Africa, il senso della vita. Tutto quello che viene dalla terra alla fine ci torna. Anche un Cargon F-12 di 40 tonnellate. (Yuri Orlov)
  • Cominciai a pensare di essere condannato: condannato all'invincibilità. (Yuri Orlov)
  • C'è un solo problema con i soldi puliti: sono molto difficili da fare. I margini sono bassi, c'è troppa concorrenza. (Yuri Orlov)
  • A pochi mesi, un feto umano ha una coda da rettile: un residuo della nostra evoluzione. Era qualcosa da cui io non potevo scappare. Puoi combattere molti nemici e sopravvivere, ma non combattere la tua natura, perché perderai sempre. (Yuri Orlov)
  • Riesco sempre a capire quando sono pedinato, so dove guardare. Ma non avrei mai pensato di essere pedinato dalla donna che amo. (Yuri Orlov)
  • Se sei determinato, ce la fai sempre. (Yuri Orlov)
  • Ogni fazione in Africa si attribuisce questi nobili nomi : Libertà, Patriottismo, Repubblica Democratica... Credo che loro non ammetterebbero mai quello che sono in realtà: i peggiori oppressori degli ultimi oppressori. Spesso le maggiori atrocità avvengono quando entrambe le parti in lotta si proclamano combattenti per la libertà. (Yuri Orlov)
  • Non è la nostra guerra! (Yuri Orlov)
  • Una cosa è più che certa, Vitaly stava rompendo la regola principale del trafficante: mai prendere un'arma davanti ai clienti. (Yuri Orlov)
  • Il massacro avvebbe esattamente come previsto da Vitaly. Ma ci furono anche un'altra dozzina di massacri in Sierra Leone quella settimana. Non puoi fermarli tutti. Per quanto ne so, non puoi fermarne nessuno. Qualcuno dice che il male trionfa perché non si fa nulla per impedirlo. La verità è che... il male trionfa comunque. (Yuri Orlov)
  • Ci sono solo due tragedie nella vita: una è non ottenere quello che vuoi, l'altra è ottenerlo. (Yuri Orlov)
  • La maggior parte delle persone sono contente di uscire di prigione. Sapevo che mi avrebbero pagato per andarmene. Il fatto che loro avessero avuto bisogno di me quel giorno non significava che non mi avrebbero usato come capro espiatorio la volta successiva, ma io sono tornato a fare quello che faccio meglio. (Yuri Orlov)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Yuri: "Attenti al cane"? Non hai un cane. Vuoi spaventare la gente?
    Vitaly: Serve a spaventare me. Mi ricorda che in me c'è un cane. Un cane che vuole fottere tutto ciò che si muove, e uccide i cani più deboli. Insomma, serve... per ricordami di essere più umano.
    Yuri: Essere un cane non fa parte dell'essere umano? E se quello fosse la parte migliore di te, la parte canina? E se tu fossi solo un cane con due gambe?
    Vitaly: A te serve uno strizzacervelli.
  • Yuri: Vitaly, smettila di non fare un cazzo, voglio parlarti. Tu leggi i giornali Vit?
    Vitaly: I giornali? Dicono sempre le stesse cose.
    Yuri: Hai ragione. Ogni giorno c'è gente che si spara addosso. Sai cosa faccio quando leggo questo? Vedo quali armi usano e mi dico: "perchè non le mie armi?"
    Vitaly: Vuoi aprire un negozio di armi?
    Yuri: In America esistono più negozi di armi che McDonald. Nonostante i criminali che ci sono, i margini di profitto sono troppo bassi.
    Vitaly: Hai calcolato i margini di profitto?
    Yuri: Certo. Lascia stare le guerre fra bande. I soldi veri circolano quando c'è una guerra in corso tra nazioni.
    Vitaly: Yuri... cosa sai delle armi da fuoco?
    Yuri: Che devo stare dalla parte del calcio. Ho fatto la mia prima vendita. Che ne dici, siamo in affari?
    Vitaly: Uhmm... "siamo"?
    Yuri: Mi serve un socio.
  • Simeon Weisz: Non credo che noi due siamo nello stesso campo di affari. Lei pensa che io venda solo armi, vero? Si sbaglia: io mi schiero.
    Yuri: Ma nella guerra tra Iran e Iraq lei ha venduto le armi ad entrambi.
    Simeon Weisz': Ha mai considerato che avrei voluto vederli perdere entrambi? I proiettili sicuramente cambiano i governi più dei voti. Lei è nel posto sbagliato, amico mio. Qui non sono ammessi i dilettanti.
  • Yuri: [dopo aver venduto delle armi] Queste sono stronzate, Vit. Sono solamente degli squallidi affarucci.
    Vitaly: Che vuoi fare, qualcosa di più legale?
    Yuri: No, di più illegale.
  • Guardia del posto di blocco: Non penserà di entrare con questi, signor Orlov.
    Yuri: Sono per uso personale.
    Guardia del posto di blocco: Uso personale? Ci sono 100.000 cartucce qui!
    Yuri: Io sono un tipo dal grilletto facile...
    Guardia: Grilletto facile? [Yuri gli passa una bustarella] Fate pure.
  • Yuri: Io vendo armi, non droga.
    Narcotrafficante: Diversifica
    Yuri: Ho le mie regole: tu non paghi, tu non giochi.
    Narcotrafficante: Me ne frego delle tue regole.
  • Yuri: Che cazzo è quella? [Vedendo un disegno di Vitaly con la cocaina]
    Vitaly: L'Ucraina... ero giovane ma mi ricordo... guarda... parto da Odessa, giusto? E poi, poi raggiungo la Crimea, e...
    Yuri: Sarai morto prima di raggiungere Kiev.
  • Yuri: [Dopo aver letto la rivista Bazaar con protagonista Ava]Io non ne avevo idea. Mi dispiace non averti riconosciuta.
    Ava: Non devi scusarti, indosso vestiti per vivere.
    Yuri: Beh, almeno non te li togli...
    Ava: Lo farei se metà dei fotografi mi chiedesse di farlo...
  • Padre di Yuri Orlov: [Al matrimonio del figlio] Ricorda figliolo, c'e sempre qualcosa sopra di noi.
    Yuri Orlov: Certo papà, un lampadario da molte migliaia di dollari.
  • Padre di Yuri: Io non sono uno stupido Yuri. Non credo che tu andrai ad Odessa per vendere la Pepsi Cola. È così che vuoi essere ricordato?
    Yuri: Io non voglio essere ricordato. Se sarò ricordato vuol dire che sarò morto.
  • Vitaly: Fa attenzione, vendere quelle cose uccide... l'anima.
    Yuri: Hai ragione.
    Vitaly: È la verità.
  • Camiriera: È qui per vendere armi?
    Yuri: Vuoi forse venire nella mia stanza così ti faccio vedere la mia "pistola!?
  • Yuri:Sembri assente, Simeon. È il mondo che cambia troppo in fretta?
    Simeon Weisz: Sono qui, non vedi?
    Yuri: Non del tutto, credo. Sei diventato così ricco vendendo armi per la CIA che non riesci a far uscire quell'ideologia dalla tua testa.
    Simeon Weisz: La Guerra fredda aveva i suoi vantaggi: teneva bloccate le tensioni. Ora è più difficile stabilire esattamente da che parte stare, le cose sono diventate più complicate.
    Yuri: No, è tutto più semplice. Non c'è posto per i politici nel contrabbando d'armi, Simeon. Io vendo alla sinistra e alla destra. Vendo ai pacifisti, ma loro non sono i clienti migliori. Certo, non sei un vero internazionalista finchè non fornisci armi per uccidere i tuoi compatrioti.
    Simeon Weisz: Questo attuale stato di caos non durerà per sempre. Ritornerà l'ordine. Invece di rovinarci a vicenda, potrebbe essere vantaggioso lavorare insieme, che ne pensi?
    Yuri: Che ne penso? Penso che sia tu il dilettante ora. E penso che tu dovresti seguire il tuo istinto, il tuo primo istinto. Io sono lo stesso uomo che non era abbastanza bravo prima e non è abbastanza bravo adesso!
    Simeon Weisz: Il problema con i trafficanti d'armi che vanno in guerra... è che le munizioni non mancano mai.
  • Andrè Baptiste Senior: Quelli sono i miei ragazzi del kalaschikov. La mia squadra di ragazzi. Possono capire quello che sta pensando, ma abbiamo bisogno di tutti gli uomini.
    Yuri: Anche se non sono uomini?
    Andrè Baptiste Senior: Un proiettile sparato da un quattordicenne è efficace quanto quello di uno di 40 anni. Molto spesso più efficace.
  • Yuri: Lei non deve sapere, lei comprende. È una sopravvissuta, come me.
    Vitaly: Beh, sarà pure una sopravvissuta, ma non è come te. Davvero non sa come paghi tutto questo?
    Yuri: Non parliamo mai di lavoro. Quanti venditori d'auto parlano del loro lavoro? Quanti venditori di sigarette? Eppure i loro prodotti uccidono più persone di quanto ne facciano le armi. Almeno le armi hanno la sicura. Se loro possono lasciare il lavoro in ufficio posso farlo anch'io.
  • Jack Valentine: A che gioco sta giocando? Lei traffica in armi.
    Yuri: Io le vendo.
    Jack Valentine: Le vende. Le traffica. Lei è diventato ricco dando agli uomini più poveri del pianeta i mezzi per continuare ad ammazzarsi. Sa perchè faccio quello che faccio? Voglio dire, ci sono incarichi più prestigiosi, per esempio seguire le tracce degli arsenali nucleari, potrebbe essere più importante, ma non è così. No, 9 su 10 delle vittime di guerra oggi sono uccisi dalle armi leggere come quelle che vende lei. I missili nucleari, loro se ne stanno dentro i silos. I suoi AK-47, quelli sono la vera arma di distruzione di massa.
    Yuri: Agente, io non voglio la morte di nessuno. Non punto un'arma su qualcuno costringendolo a sparare. Ammetto che una guerra è meglio per gli affari, ma mi piacerebbe che si sparasse mancando il bersaglio, purchè con le mie armi.
  • Yuri: Io vendo alla gente dei mezzi per difendere se stessi, Ava, questo è tutto.
    Ava: Yuri, io leggo i giornali e vedo delle immagini: armi in mano a bambini...
    Yuri: Non c'è assolutamente niente di illegale in quello che faccio!
    Ava: Non mi interessa se è illegale... è sbagliato.
  • Agente ATF: Yuri Orlov, siamo del dipartimento Alcohol, Tabacco e Armi da Fuoco.
    Yuri Orlov: Fatemi indovinare: questo non ha a che fare con alcohol e tabacco.
  • Yuri: Presto qualcuno busserà a quella porta e lei verrà chiamato; in corridoio ci sarà un suo superiore: come prima cosa si complimenterà per il bel lavoro svolto, le dirà che lei farà del mondo un posto più sicuro, riceverà un elogio ed una promozione, e poi le comunicherà che mi rilasceranno. Lei protesterà, probabilmente minaccerà di dimettersi, ma alla fine io sarò rilasciato, esattamente per la stessa ragione per cui lei pensa che sarò condannato: io sono in rapporti d'affari con i più vili e sanguinari uomini della terra che si sono proclamati leader; ma alcuni di questi uomini sono i nemici dei suoi nemici, mentre il più grosso commerciante d'armi del mondo è il suo capo: il Presidente degli Stati Uniti, che spedisce più merce in un giorno di quanto faccia io un anno. A volte è imbarazzante avere le sue impronte digitali sulle armi; a volte lui ha bisogno di un uomo come me per rifornire truppe che non può rifornire personalmente. Così lei definisce me un male ma, sfortunatamente per lei, io sono un male necessario.
    Jack Valentine: Ti direi di andare all'inferno, se non sapessi che ci sei già.

Explicit[modifica]

Sapete chi si prenderà la Terra? I trafficanti d'armi. Perchè gli altri sono troppo occupati ad uccidersi a vicenda. Questo è il segreto per sopravvivere: mai combattere... specialmente con se stessi. (Yuri Orlov)

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