Mauro Laeng

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Mauro Laeng (1926 – 2004),scrittore, critico, saggista e pedagoga italiano di origine svizzera.

F. W. Foerster – pedagogista del carattere[modifica]

Incipit[modifica]

Il dramma dell'età presente è simile, per molti aspetti, a quello di un fanciullo cresciuto troppo in fretta, che ancora non ha trovato l'equilibrio delle sue potenze: o, per altri aspetti, a quello di un fanciullo che dispone precocemente di mezzi doviziosi per l'uso dei quali egli difetta di discernimento abbastanza maturo. L'immenso sviluppo strumentale della moderna civiltà ha riscattato interi continenti dall'indegenza più squallida, e ne ha spinto altri sulla via di un maggior benessere: questo è il suo indiscutibile merito.

Citazioni[modifica]

  • Il proverbio primum vivere deinde philosophari è molto saggio: ma vien sempre il momento – e viene assai presto – in cui lo stesso philosophari è indispensabile. L'uomo non può rinunciare a rendersi conto del significato della gioia e del dolore, della vita e della morte, e a motivare in senso ultimo la propria condotta.
  • Per quanto impressionanti siano stati i mutamenti della vita umana sul pianeta negli ultimi secoli, essi non hanno intaccato infine il fondo della natura umana.
  • Il compito fondamentale dell'educazione, secondo il Foerster, dev'essere dunque quello di ricondurre all'equilibrio l'uomo, perché nella vita individuale e sociale egli resti sempre padrone di sé, perché il suo io superiore abbia la signoria sull'io inferiore.
  • L'uomo d'oggi gode di occasioni assai più copiose per arricchire la propria informazione, ma è anche assoggettato a più numerose forze centrifughe, che lo distraggono e lo «divertono» (secondo la pascaliana etimologia) con il fascino delle inezie. La scuola fa troppo poco o quasi nulla per facilitargli la riflessione su se stesso e il controllo delle sue potenze.
  • Chi tradisce a malapena il fastidio per le fantasie, i desideri, le parole e i gioghi dei fanciulli non ha buona disposizione a comprenderli, quindi neppure a educarli.
  • Non può esservi carattere dove le varie facoltà interferiscono disordinatamente, si sopraffanno a vicenda e danno luogo a continue imprevedibili alternative. Chi non ha deciso l'orientamento della propria vita, chi serve a due padroni, chi ora cade nell'acqua e ora nel fuoco è ancora privo di carattere, perché è interiormente diviso.
  • La formazione del carattere è per il Foerster lo scopo fondamentale dell'educazione; i problemi della cultura fisica e intellettuale non possono esservi che subordinati.
  • La coerenza è l'unità della persona nel suo dinamismo. Di un soggetto incoerente si può dire che non è uno, ma molti: accanto al suo io superiore vivono delle formazioni parassitarie, che tendono anch'esse a organizzarsi in modo simile all'io e a dargli talora «il cambio»
  • Il vero carattere morale ha la nota della fermezza, che si oppone alla voluttà e all'incostanza, e della fedeltà all'impegno e alla scelta assunta: ma non va per questo confuso con una rigidezza arcigna, con una severità gelida.

[Mauro Laeng, F. W. Foerster - pedagogista del carattere, Scuola Italiana Moderna, n. 11, gennaio 1961, Società Editrice «La Scuola», Brescia]