Paolo Febbraro

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Paolo Febbraro (1965 – vivente), poeta e critico letterario italiano.

Incipit de La tradizione di Palazzeschi[modifica]

Quando nell'agosto 1906 Marino Moretti, da tre anni amico fraterno di Aldo Giurlani, recensisce I cavalli bianchi di un imprevisto e imprevedibile Aldo Palazzeschi, parla di una «cantilena strana», di una «poesia malata», «poesia da manicomio addirittura», di un poeta «venti volte pazzo», «che mette spavento» (Moretti, 1906, p. 37). Se è una captatio benevolentiae, è certamente paradossale, e al tempo stesso sottolinea un'estraneità dalla quale – seppure con qualche ironia – ci si dispone a prendere le distanze. L'autore dei Cavalli bianchi studia da attore presso la Scuola fiorentina di Luigi Rasi, è figlio unico di un agiato commerciante, veste con aristocratica eleganza, ha un carattere solitario e riservato. La sua limitata vita sociale fa sì che pochi sappiano dei mistici vagabondaggi che compie per le chiese fiorentine o fiesolane, quasi stazioni di un'inconscia, riparativa via crucis. Quanto allo pseudonimo, derivatogli dal cognome della nonna materna, lo scrittore ne darà più tardi una duplice motivazione, positiva nel connubio con l'elemento favolistico e fantastico rappresentato dall'anziana signora, negativa nella necessità di non mettere in piazza l'onorato cognome paterno, come invece la recita da saltimbanco dell'anima avrebbe imposto di fare.

Bibliografia[modifica]