Peter Kolosimo

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Peter Kolosimo, pseudonimo di Pier Domenico Colosimo (1922 – 1984), scrittore e giornalista italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

Cittadini delle tenebre[modifica]

I progressi della scienza e le conquiste della tecnica, merito e vanto della nostra epoca, non hanno portato al trionfo indiscusso ed assoluto del pensiero razionale e dell'atteggiamento scientifico. L'uomo moderno, pur animato da spirito critico e da orientamento tecnologico, non è affatto insensibile ai richiami della magia e dell'occultismo. La cultura del meraviglioso e dell'inaudito, l'attrazione verso il sopra-normale e il soprannaturale esistono allo stato latente in tutti noi, pronte a prorompere nei momenti di difficoltà e d'angoscia quando gli accorgimenti tecnici e razionali si rivelano insufficienti ad assicurare il controllo dell'uomo sulle soverchianti forze naturali, quando l'incidente sventurato, lo scacco dei nostri progetti, il fallimento della carriera, la malattia incurabile, la morte, si presentano alla ribalta della nostra esistenza con la loro carica millenaria, tradizionale, di potenze avverse e malefiche.

Non è terrestre[modifica]

C'era una volta un signore chiamato Zebra e detto Horace Reid, che si guadagnava la vita nella Chicago del 1965, leggendo i giornali ed ascoltando la radio, alla ricerca di determinate notizie. Era uno strano tipo di spulciatore, il signor Zebra. I titoli da infarto sulla guerra nel Vietnam e la rovente atmosfera ai confini indocinesi non lo interessavano, nemmeno gli angosciosi interrogativi sul contrastato fidanzamento di Beatrice d'Olanda valevano a dargli un brivido di deliziosa angoscia. In compenso, il nostro amico, sconvolto, s'appellava al cielo per trafiletti del genere:
«Nei pressi d'una cittadina dell'Illinois, il professor Forrestor, della State Normal University, ha localizzato con i suoi allievi della facoltà d'archeologia, un nuovo tumulo indiano risalente a 400 anni fa. Sono stati portati alla luce diversi scheletri, sepolti con armi, monili ed oggetti vari. Si tratta di reperti notevoli, se pur non sensazionali, a cui ha fatto però seguito una scoperta del tutto insolita: quella del corpo d'un pellerossa con un braccio solo, avvinghiato ad un vaso di coccio pieno di pennies che recano impressa la testa d'indiano.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]