Pietro Abelardo

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Abaelardus et Heloïse

Pietro Abelardo, in francese: Pierre Abélard, talvolta chiamato anche Pietro Palatino (1079 – 1142), filosofo, teologo e compositore francese.

Citazioni di Pietro Abelardo[modifica]

  • Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso. (da Lettere a Eloisa)
  • Il porsi costantemente dei problemi sta alla base della saggezza. Poiché attraverso il dubbio siamo portati all'indagine, e attraverso l'indagine arriviamo alla verità. (da Sic et non; citato in William Boyd, Storia dell'educazione occidentale, The History of western education, a cura di Trieste Valdi, traduzione di Luciana Picone e Trieste Valdi, Armando Armando Editore, Roma 1966)
  • Non è quindi peccato desiderare una donna, ma assecondare la concupiscenza; non si deve condannare il desiderio dell'unione carnale, ma l'assenso dato a questo desiderio. (da Ethica seu Scito te ipsum, III)
Non itaque concupiscere mulierem, sed concupiscentiae consentire peccatum est; nec voluntas concubitus sed voluntatis consensus damnabilis est..
  • Se riportiamo alcune citazioni di più scrittori, esse porteranno il lettore a ricercare la verità giudicando egli stesso circa l'auterevolezza di ciascun autore. (da Sic et non; citato in William Boyd, Storia dell'educazione occidentale, The History of western education, a cura di Trieste Valdi, traduzione di Luciana Picone e Trieste Valdi, Armando Armando Editore, Roma 1966)
  • Nessuno di noi due si preoccupava per sé, ma per ciò che colpiva l'altro; nessuno di noi piangeva per le sue disgrazie, ma per quelle dell'altro. Noi, fisicamente, eravamo separati, ma le nostreanime erano così unite che nulla poteva dividerle. (da "Lettere do Abelardo e Eloisa")

Incipit di Storia delle mie disgrazie[modifica]

Spesso gli esempi altrui sono più utili a mitigare o a suscitare i sentimenti umani: perciò dopo alcune parole di consolazione che ho provato a dirti quando eri presente, ho deciso di scriverti, ora che sei lontano, per descriverti l'esperienza delle mie disgrazie, affinché tu possa renderti conto che in confronto alle mie le tue sono poca cosa o quasi inesistenti, e così le possa sopportare con più pazienza.

Bibliografia[modifica]

  • Pietro Abelardo, Storia delle mie disgrazie (Historia calamitatum mearum), traduzione di Gabriella d'Anna, Newton & Compton.

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