Wú Chéng'ēn

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L'edizione più antica di Viaggio in occidente, Cina, XVI secolo

Wu Cheng'en (1504? – 1582?), scrittore cinese.

Viaggio in occidente[modifica]

Incipit[modifica]

Perché sembra che un ciclo dell'universo conti centoventinovemila e seicento anni. Se lo si divide in dodici momenti – che corrispondono ai rami terrestri di topo, bue, tigre, lepre, drago, serpente, cavallo, ariete, scimmia, gallo, cane e porco – la durata di ogni momento dev'essere di diecimila e ottocento anni.
Eccone la successione in una giornata terrestre: all'ora del topo scompare ogni influsso solare, a quella del bue canta il gallo, all'ora della tigre albeggia, a quella della lepre si alza il sole; all'ora del drago si fa colazione; si è pronti al lavoro all'ora del serpente; il sole è allo zenit all'ora del cavallo e declina verso ovest l'ora dopo; si fa merenda nell'ora della scimmia e, a quella del gallo, il sole tramonta; cade il crepuscolo all'ora del cane e l'uomo si riposa in quella del porco. [Wu Cheng'en – Viaggio in occidente – Rizzoli, traduzione di Serafino Balduzzi]

Citazioni[modifica]

  • Tripitaka giunse le mani e disse: "Per chi si è fatto monaco vien meno l'ostacolo del concatenarsi delle cause. Per chi comprende la natura, tutti i fenomeni sono illusori. La Grande Sapienza, vasta e a disposizione di tutti, risiede nella non-nascita; immersa nel silenzio dei veri misteri, essa vaga nel nirvana. Si vuotano i tre mondi, e allora ogni origine è al suo posto; si purificano i sei sensi, e allora ogni germe si esaurisce. Chi rafforza sincerità e coscienza, conoscerà il proprio cuore e il proprio spirito. L'anima purificata è uno specchio terso, che purifica anche ciò che vi si riflette.
    "Un volto autentico non manca di nulla e non ha nulla di troppo, e ciò si vede dalla sua vita precedente. Ogni forma illusoria corre verso la distruzione: non serve a nulla cercarne altre fuori dal proprio stato. I meriti e la meditazione consentono la concentrazione; elemosine e carità sono le basi dell'austerità. La suprema abilità sembra goffaggine, perché in ogni circostanza si astiene dall'azione. Il miglior pianificatore non perde tempo in calcoli, perché sa che bisogna lasciar andare le cose per il loro verso. Basta non agitare lo spirito, e tutto andrà alla perfezione. L'idea di rafforzare lo yang attingendo allo yin è sbagliata. Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole.
    "Invece bisogna tener presente che tutto è niente, e respingere la polvere che ostacola la conoscenza. Il segreto del godimento naturale di una vita senza fine risiede nella semplicità e nell'abbandono dei desideri."

[Wu Cheng'en – Viaggio in occidente – edizione elettronica per il "progetto Manuzio", traduzione originale di Serafino Balduzzi dall'edizione francese pubblicata nel 1991 da André Lévy per la Bibliothèque de la Pléiade]

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