John Brunner

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John Kilian Houston Brunner, (1934 – 1995), scrittore britannico.

Incipit di alcune opere[modifica]

A che servono gli amici?[modifica]

Dopo che Tim uccise e seppellì il cane dei vicini, un terrier che aveva vinto dei premi, i Patterson lo portarono dal più illustre – e costoso – consulente dello Stato: il dottor Hend.
Quaranta dei cinquanta minuti che avevano acquistato li passarono a litigare nella sala d'aspetto fuori dallo studio, interrompendosi di tanto in tanto, quando un urlo od il rumore d'un oggetto fracassato passava attraverso l'insonorizzazione, solo per riprendere con più livore un istante dopo.

Abominazione atlantica[modifica]

La loro ingordigia non aveva conosciuto limiti, fino a quel momento. Si erano rimpinzati fino all'inverosimile, sperperando quello che credevano inesauribile; si erano comportati come bambini in una casa piena di dolci, e avevano distrutto quello che non potevano consumare. Fino a quel momento.
Ora pareva che il pianeta stesso fosse nauseato dalla loro arroganza.

Cogli una stella cadente[modifica]

Preso dalla disperazione, per il timore che il capriccio che aveva fatto accettare il suo invito (nato da un'improvvisa ispirazione, per metà verità e per metà menzogna) svanisse, e l'uomo vestito in oro se ne andasse, vinto dall'ineffabile disprezzo che quelli come lui provavano per tutte le cose del presente, Creohan imprecò mentalmente contro la porta della sua casa, così lenta nell'aprirsi e nel farli entrare. Gli parve quasi di cogliere un'ostilità velata, una singolare riluttanza, nel modo in cui la palizzata protettiva, fatta di spine velenose, si ritirava… gli parve quasi che la casa fosse anch'essa un'entità senile.

Il visitatore[modifica]

«Guarda!»
Si sorprese a pensare, in quell'istante di gelo, dovuto tanto al mutamento di stato d'animo, dall'eccitazione allo spavento, quanto al passaggio da un clima subtropicale a un clima subpolare, a come fosse assurdo rivolgere così, senza riflettere, un simile incitamento a un uomo cieco. Ma Mustafà si era ormai abituato alla sua menomazione dopo... quanto tempo? Quindici anni, o cinquanta? Non era una cosa sulla quale valesse la pena di mettersi a indagare.

La scacchiera[modifica]

Durante il volo dalla Florida, sull'aereo attaccai discorso con il mio vicino di posto o, per essere più esatti, fu lui per primo a rivolgermi la parola. Era un europeo di mezz'età, ebreo, la cui famiglia era stata costretta a fuggire per salvarsi dall'invasione nazista, al principio della seconda guerra mondiale. Ma sebbene fosse molto fiero del suo accento europeo, al punti di ricordarmi almeno una dozzina di volte "Avrà notato il mio accento, naturalmente!" non mi riuscì di stabilire il suo esatto luogo d'origine.

Tutti a Zanzibar[modifica]

AUDIO registrato: «Trasmettiamo SCANALYZER notiziario triquotidiano anal-osservatore in esclusiva del panorama mondiale via EngRelé SatelServ l'INtercontatto Intimo INdipendente INmediato tra voi è il mondo in cui vivete!»
VIDEO filmato: montaggio, polischermo, entrata in missaggio nell'ultraprofondo (oggi SMAMMA, progetto Sfruttamento MetalAntropoMinerario MesAtlantico), nell'ultraspaziale (oggi la moda in caduta libera), nella viabilità (oggi il Metrocelere del Sempione), nelle varie di cronaca dei coniugi Ovunque (oggi come oggi ieri e domani con domesticatore e autorichiamo).
Via all'autorichiamo: «UltimorultimoraSCANALYZERSCANALYZERSCANALYZERSCANALYZER...»

Bibliografia[modifica]

  • John Brunner, A che servono gli amici?, traduzione di Paola Campioli, in Hallucination Orbit. La psicologia nella fantascienza, Editori Riuniti, 1985.
  • John Brunner, Abominazione atlantica, traduzione di Maria Benedetta De Castiglione, Mondadori, 1971.
  • John Brunner, Cogli una stella cadente (Catch a falling star), traduzione di Ugo Malaguti, Libra Editrice, Bologna, 1974.
  • John Brunner, Il visitatore, traduzione di Mariagrazia Bianchi, Longanesi, 1977.
  • John Brunner, La scacchiera, "Urania" n. 799, Mondadori, 1979.
  • John Brunner, Tutti a Zanzibar (Stand on Zanzibar), traduzione di Renato Prinzhofer, CDE, Milano, 1977.

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Opere[modifica]