Björn Larsson

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Björn Larsson

Björn Larsson (1953 – vivente), scrittore svedese.

L'occhio del male[modifica]

Incipit[modifica]

Rachid guardò l'orologio. Alle sei meno dodici esatte, come ogni mattina negli ultimi tre mesi, salì sull'ascensore che l'avrebbe portato alla base del pozzo Victoire.
Prima di richiudere i cancelli perlustrò con lo sguardo l'intero cantiere per assicurarsi che non ci fosse nessuno nelle vicinanze. Vide le baracche degli operai, accatastate una sull'altra fino a raggiungere i sette piani di altezza per risparmiare posto; la gru di quaranta metri che aveva una capacità di sessanta tonnellate per poter calare le ruspe e gli elementi di cemento; i quattro silos contenenti il calcestruzzo che veniva colato sottoterra ad alta pressione attraverso collettori del diametro di un metro; gli sfiatatoi muniti di ventilatori in funzione ventiquattr'ore su ventiquattro; i mucchi di tondino e di materiale per le impalcature in attesa di essere utilizzati, oltre a montagne di altro ciarpame di cui Rachid non conosceva neppure la funzione.

Citazioni[modifica]

  • Per questo i fanatici finivano costantemente per perdere. Così era sempre stato e così sarebbe stato anche in futuro. Non esisteva una biologia razzista, né una scienza islamica, né una logica comunista. Per poter agire nel modo giusto era necessario vedere la realtà esattamente per quella che era.
  • Esistono tante maniere diverse per imparare a conoscere un'altra persona. L'amore è uno di questi. Alcuni amano soprattutto con la testa: devono sapere tutto dell'altro e parlano continuamente per assicurarsi di ragionare nello stesso modo e provare le stesse emozioni. Il loro amore passa attraverso le parole. Altri amano soprattutto con il cuore: hanno quasi paura di dire troppo. Temono di poter scoprire che l'amore è l'unica cosa che hanno in comune.
  • Ma dov'erano le persone oneste e affidabili, quando i fanatici dal volto seminascosto dalla barba spargevano fiele dai pulpiti delle moschee algerine? Dove si nascondevano, quando gli estremisti di destra vomitavano il loro odio dalle tribune francesi? La gente onesta se ne stava seduta davanti alla televisione e guardava i giochi a premi o le partite, e intanto sognava di vincere un milione di franchi al totocalcio o alla lotteria.

Explicit[modifica]

Georges non rispose. In Rue de Havre trovò un taxi. Diede all'autista l'indirizzo dell'ospedale e chiuse gli occhi. Tentò di dimenticare, anche solo per qualche secondo, tutte le immagini e i pensieri che gli vorticavano nella mente. Ma nella sua coscienza restava, incancellabile, una domanda: cosa dovevano fare i giusti contro i malvagi?

Il porto dei sogni incrociati[modifica]

Incipit[modifica]

C'erano giorni, sull'Atlantico, senza una nuvola all'orizzonte, in cui il mare e il cielo erano dello stesso azzurro profondo. In quei giorni un sole tagliente illuminava masse d'acqua in tumulto, le creste candide delle onde si strappavano in brandelli di schiuma, la nave rollava su quelle enormi montagne d'acqua e un vento implacabile sollevava un pulviscolo di spruzzi che accendeva fugaci arcobaleni attorno alla prua. Era quel genere di giorni per cui certe persone sarebbero pronte, sia pure in senso figurato, a dare la vita. Ma che la maggioranza darebbe qualsiasi cosa per evitare, non fosse altro che per paura della morte. O della vita.

Citazioni[modifica]

  • Era capitano di lungo corso, con tanto di spalline e una posizione di responsabilità, ma sembrava non fargli né caldo né freddo, come se avesse potuto abbandonare il suo posto mi qualsiasi momento per andare a vivere in una capanna su un'isola nei Caraibi, o in qualsiasi altro angolo sperduto del mondo.
  • Per quel che si può giudicare, gli esseri umani possono essere buoni quanto cattivi fino al limite dell'immaginazione. Pensarla diversamente non è che una pia illusione, se non una prova di stupidità bella e buona.

La vera storia del pirata Long John Silver[modifica]

Incipit[modifica]

Siamo nel 1742. Ho vissuto a lungo. Questo non me lo può togliere nessuno. Tutti quelli che ho conosciuto sono morti. Alcuni li ho mandati io stesso all'altro mondo, se poi esiste. Ma perché dovrebbe? In ogni caso, spero con tutta l'anima che non esista, perché all'inferno ce li ritroverei tutti, Pew il cieco, Israel Hands, Billy Bones, quell'idiota di Morgan che osò passarmi il bollo nero, e gli altri, Flint compreso, che dio l'abbia in gloria, se un dio esiste. Mi accoglierebbero a braccia aperte, con salamelecchi e inchini, sostenendo che è tornato tutto come ai vecchi tempi. Ma intanto il terrore irradierebbe dai loro volti come un sole ardente sul mare in bonaccia. Terrore di cosa? chiedo io. Certo all'inferno non possono avere paura della morte. Che ve ne pare?

Explicit[modifica]

Ti ho salvato la vita, lo ricorderai bene. Non ti chiedo, in cambio, di salvare la mia com'è raccontata in queste pagine. Ma ti chiedo di non porre fine alla sola esistenza che John Silver abbia mai avuto. Mettilo al sicuro. Un giorno, forse, qualcuno avrà bisogno di sapere che è davvero esistito e che, dopo tutto, era una specie di essere umano. In tal caso, non sarà vissuto invano, come tanti altri, che non sono serviti a nulla. Questo è il mio ultimo desiderio.
John Silver

Bibliografia[modifica]

  • Björn Larsson, L'occhio del male (Det onda ögat), traduzione di Laura Cangemi, Iperborea, 2002. ISBN 9788870911046
  • Björn Larsson, Il porto dei sogni incrociati (Drömmar vid havet, 2001), traduzione di Katia De Marco, Iperborea, 2013. ISBN 9788870910971
  • Björn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver (Long John Silver, 1995), traduzione di Katia De Marco, Iperborea, 1998. ISBN 8870910759

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Opere[modifica]