Boris Andreevič Pil'njak

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Boris Andreevič Pil'njak

Boris Andreevič Pil'njak, nome d'arte di Boris Andreevič Vogau (1884 – 1938), scrittore russo.

Il Volga si getta nel Caspio[modifica]

Incipit[modifica]

I fiumi sono apparsi nell'epoca in cui la terra dallo stato astronomico è passata allo stato geologico,. Silice, graniti, scisti, sabbie, argille – thalweg, fiume, cosa che scorre – sbocchi, sezioni, livelli superficiali, profili, piante – altifondi, banchi di sabbia – disposizione rigorosa, in cui sono solamente definitive le leggi della fisica, delle forze, della gravità del peso – solamente. La natura ignora il movimento rettilineo ed ogni fiume, sia dal lato della potenza di caduta delle acque in funzione del livello di base, sia dal lato della pendenza, vi debbono essere due correnti: una corrente impetuosa, dall'alto in basso, che penetra come un angolo convergente, e che, ruzzolando fino in fondo al canale, ne erode il fondo, gettando sui lati le sabbie erosive e si trasforma quindi in una seconda corrente, divergente, dal basso in alto, che va dal fondo del canale verso le rive, fangosa e torbida, privata della sua forza viva. Così è avvenuto nei secoli e sarà sempre così.

Citazioni[modifica]

  • Il movimento rettilineo è una cosa astratta come lo zero. (p. 4)
  • Una sola cosa è per sempre immutabile – l'uomo dev'essere integro, giusto e puro, «commensale della virtù», se no, si perde – e ciascuno deve possedere il proprio onore. (p. 20)
  • Il riso resterà sempre la felicità dell'umanità, insieme alla giovinezza. (p. 23)
  • I vermi dei cimiteri rodono i cadaveri, non soltanto di notte, ma anche di giorno, ogni minuto, nelle tenebre della terra, della tomba e del corpo. (p. 162)
  • Ogni libro è una contraffazione della vera vita umana, è uno spasimo del pensiero, i libri sono una morgue, una sala anatomica, dove sono sepolti la vita palpitante, i pensieri, le passioni umane, come nel forno crematorio. (p. 256)

Explicit[modifica]

Michka correva a vedere l'acqua sommergere la vecchia cateratta, avanzare, raggiungere la torre di Marina Mnichek, bagnarne la base, isolare la torre, quell'antico monumento di Kolomna intorno al quale da secoli volava l'anima di distruzione di Marina, nella quale Marina era morta e Rimma aveva concepito i figli. E il piccolo Michka, nell'ora in cui Ojogov morì stava accanto alla torre di Marina.

Bibliografia[modifica]

  • Boris Pil'njak, Il Volga si getta nel Caspio (Volga Padaet V Kaspijskoe More), traduzione di Aldo Scagnetti, CDE, 1975.

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