Carletto Manzoni

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Carlo Manzoni (1909 – 1975), scrittore italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

Che pioggia di sberle, bambola![modifica]

"Il Bourbon deve essere doppio" dico "altrimenti non è buono."
Prende un bicchiere e lo mette sul banco, poi prende la bottiglia e fa per versare.
Gli levo il bicchiere di sotto con un colpo che lo manda a finire a terra al di là del banco.
"E non si può mettere un Bourbon doppio in un bicchiere così piccolo" dico "non ci sta."
"Dovevate dirmelo prima che lo volevate in una caraffa da birra" dice.
"Giovanotto" dico "ho forse l'aria di uno che fa rifornimento col contagocce, io?"

Ti svito le tonsille, piccola![modifica]

Età, più di settanta certamente. Facciamo settantadue, settantatré, va bene? Anni, naturalmente. Altezza, non più di un metro e mezzo di sicuro, peso, non lo so. Credo niente.
Credo proprio che il peso l'abbia lasciato a casa o che le sia scivolato fuori da qualche piega. Per me, quella, avrebbe potuto entrare anche senza aprire la porta, comunque entra e viene avanti galleggiando fino alla poltrona verde che sta davanti alla mia scrivania e intanto io tengo il fiato perché mi pare si possa rompere da un momento all'altro. Lei, dico, non la mia poltrona verde, accidenti, tanto mi sembra fragile e leggera e messa insieme con miracoli di equilibrio, come si mette insieme un castello con le carte da gioco, tanto per cercare di spiegarvi la mia impressione.
Siede, apre una grande borsa, ne toglie un'àncora legata a una catena e lascia scorrere la catena fino a quando l'àncora tocca terra.
Meno male. Si è ormeggiata alla mia poltrona, così posso smetterla di tenere il fiato.

Un colpo in testa e sei più bella, angelo![modifica]

Sono due mesi circa che non faccio lavorare le mie cellule grigie.
Niente, se ne stanno lì a girare i pollici tutto il giorno, e non è neanche colpa loro. Il fatto è che non c'è niente da fare in questo periodo.
Non crediate con questo che la gente della mia città abbia messo giudizio o siano andati tutti a chiudersi in un convento.
Non è così: è che nessuno ha bisogno di me anche se gli uffici della polizia lavorano a orario continuato. Tutto liscio e facile.
Uno ammazza un altro e lascia il suo indirizzo col numero di telefono e l'orario delle visite, sul cadavere, così tutto diventa semplice.
Pare che i criminali abbiano perso la fantasia e siano diventati tutti scemi improvvisamente.

Bibliografia[modifica]

  • Carlo Manzoni, Che pioggia di sberle, bambola!, Theoria.
  • Carlo Manzoni, Ti svito le tonsille, piccola!, Theoria.
  • Carlo Manzoni, Un colpo in testa e sei più bella, angelo!, Theoria.

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