Daniel Ange

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Daniel Ange (1932 – vivente), presbitero e teologo belga.

Il perdono medicina di Dio[modifica]

  • Andate a Dachau e ad Auschwitz, a Sighet e alla Kolyma, presso le fosse comuni del Ruanda, di Sebreniça, di Phom Penh o del Sudan. Andate a dire ai supersiti: "L'inferno non esiste!". Ne dubiti ancora?
  • Il cento per cento del male, e dunque della sofferenza nel mondo, proviene dal peccato originale e nient'altro.
  • Il nemico [il Diavolo] non sopporta l'amore, né la luce, né la verità.
  • La Misericordia è la forza dell'amore che è sconvolta dalla miseria, dalla sofferenza, dal male che rode quelli che si amano più di tutto il mondo.
  • Nessuno può vedere Dio senza morire. Allora Dio morirà perché tutti possano vederlo.
  • Quando non ci sarà più alcuna miseria, la misericordia ne morirà, ma di felicità.
  • Se neghi di essere peccatore rinneghi il Salvatore.

[Daniel Ange, Il perdono medicina di Dio, traduzione di Marisa Patarino, Elledici, Torino, 2006]

La piccola via per ritrovare il sorriso[modifica]

  • Il «rinnovamento» in atto oggi ha bisogno di maestri spirituali.
  • La Chiesa che noi vediamo non è che la porzione di un immenso giardino.
  • La sua immensa debolezza è esattamente la terra povera dove l'amore [di Dio] può finalmente fiorire in misericordia.
  • Noi abbiamo bisogno di una cura disintossicante, abbiamo bisogno di essere riossigenati, di respirare a pieni polmoni un po' di aria di cielo.
  • Perché essa produca i suoi frutti, una dottrina deve essere data da qualcuno che la vive.
  • Teresa ha vissuto l'esperienza del «rinnovamento» e l'ha aperto a tutti i piccoli perché anch'essi, a loro volta, si aprano al Regno, a quel Regno che è offerto ai poveri.

[Daniel Ange, La piccola via per ritrovare il sorriso. Meditiamo con Teresa di Lisieux, Paoline, 1997]

Il tuo corpo creato per l'amore: sessualità e fede cristiana[modifica]

  • E ci sono coloro che peccano contro la Luce per principio. Si giustificano da sé, si costruiscono una filosofia, se non una «teologia», sostengono ogni tipo di teoria per giustificare deviazioni ed erranze. Per questi casi sembra non esserci via d'uscita, poiché non c'è nemmeno più ricorso al perdono, dato che essi non si sentono nemmeno più peccatori.
  • Affermare che la sessualità è compulsiva, come la fame e la sete, è fandonia. Sembra essere molto interessante la testimonianza di Françoise di 19 anni: «L'atto sessuale è un desiderio, non un bisogno. È vero che l'astinenza è assai ardua da sopportare, ma è possibile. La prova: non ho rapporti da un anno. Potrei astenermi ugualmente dal bere o dal mangiare per lo stesso periodo?».
  • Dunque ama la castità. Ma non per se stessa. Del resto sarebbe insostenibile. Essa non si riduce ad un bel dominio di sé. Sarebbe eroismo sterile. Amala per amore di qualcuno. Prima di tutto del Signore, al quale appartiene il tuo corpo. Ma anche per amore del tuo futuro sposo e dei tuoi futuri figli. Il «no» all'immoralità non è che un «sì» all'amore.

[Daniel Ange, Il tuo corpo creato per l'amore: sessualità e fede cristiana, Città Nuova, 1996]