Giovanna d'Arco - Parte I: Le battaglie

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Giovanna d'Arco
Parte I: Le battaglie

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Titolo originale

Jeanne la Pucelle I - Les batailles

Lingua originale francese
Paese Francia
Anno 1994
Genere biografico, drammatico, guerra
Regia Jacques Rivette
Sceneggiatura Pascal Bonitzer, Christine Laurent, Jacques Rivette
Interpreti e personaggi

Giovanna d'Arco – Parte I: Le battaglie, film francese del 1994, diretto da Jacques Rivette, girato e distribuito unitamente a Giovanna d'Arco - Parte II: Le prigioni.

Frasi e dialoghi[modifica]

  • [A Vaucouleurs]
    Jean de Metz: Allora, bella, che ci siamo venuti a fare qui? Dunque non sai il re verrà cacciato fuori dalla Francia, che si va tutti ad essere inglesi?
    Giovanna: Ma voi, chi siete voi?
    Jean de Metz: Mi chiamo Jean de Metz, scudiero al servizio di Robert de Baudricourt.
    Giovanna: Ebbene io sono venuta qui, in questa città che è un posto reale, giusto per parlargli. Perché mi conduca o mi faccia condurre presso il re.
    Jean de Metz: Sì, condurre... e scommetto che lui non è d'accordo.
    Giovanna: Non ho la sua attenzione. Eppure, per metà quaresima, devo essere davanti al re. Pur se dovessi consumarmi i piedi fino alle ginocchia. Devo assolutamente.
    Scudiero: Ah sì? Anche se ci arrivi davanti al re, cosa cambierebbe?
    Bertrand de Poulengy: Pure il re di Scozia con tutta la sua armata può far niente per lui. E allora?
    Scudiero: Pure sua madre, che l'ha diseredato.
    Bertrand de Poulengy: E quando Orléans sarà caduta, puff! Si salvi chi può! Buongiorno signori Inglesi! God damn! Thank you! Fare well!
    Jean de Metz: Zitti voi! E tu [rivolgendosi a Giovanna] cosa rispondi?
    Giovanna: È così. Non c'è nessuno al mondo, nessuno... Né duca, né principe, né figlia del re di Scozia che può recuperare il regno di Francia. Non ci sarà soccorso, se non verrà da me.
    Jean de Metz: ... se non verrà da te? Davvero?
    Giovanna: So che è fuori dalla mia condizione. Avrei preferito restarmene a casa, a filare e cucire con mia madre, anche perché so cucire bene. Ma bisogna che io vada, che io lo faccia. È il mio Signore che lo vuole.
    Jean de Metz: Tu parli del tuo signore? Il mio è Baudricourt, il capitano di questa città. Chi è il tuo?
    Giovanna: È Dio, il Re dei Cieli.[1]
  • [A Chinon]
    Jean de Metz [indicando la reggia]: Credo, pulzella, che lassù le nostre strade si separeranno.
    Bertrand de Poulengy [indicando il cielo]: E io credo che ci ritroveremo... lassù.
    Giovanna [voltandosi a guardarli]: Addio amici miei. Durerò un anno, o poco più. Occorre che lavori bene!
  • [A Chinon]
    Giovanna [entrando in un'ampia sala affollata, si dirige verso Carlo VII]: Dio vi doni lunga vita, gentile Delfino!
    Carlo VII [voltandosi verso di lei]: Perché io!? Guarda come sono vestito. Perché dovrei essere io chi chiami gentile Delfino?
    Giovanna: Io so che sei tu il vero erede di Francia e figlio del re.
  • [A Poitiers]
    Primo esaminatore: Com'era la voce?
    Giovanna: La voce era dolce.
    Secondo esaminatore (frère Seguin Seguin): Camu lingajì parlava la vù? [e poi, traducendo dal limosino la domanda] Che linguaggio parlava la voce?
    Giovanna: Migliore del vostro!
    Secondo esaminatore: Credi tu in Dio?
    Giovanna: Sì. Più di voi! [gli esaminatori ridono bonariamente] [2]
  • [A Poitiers]
    Esaminatore: Secondo te, Dio vuole sollevare il popolo di Francia dalle sue calamità. Ma, se lo vuole, non ha bisogno d'uomini d'arme. La sua volontà basta.
    Giovanna: Nel nome di Dio questi uomini combatteranno, e Dio darà la vittoria!
  • [Nei pressi di Orléans, di fronte al piccolo borgo di Chécy]
    Giovanna: Siete voi il Bastardo d'Orléans!?
    Bastardo d'Orléans: Sì, lo sono. E mi rallegro del vostro arrivo.
    Giovanna: Io non mi rallegro! Siete voi che avete dato l'ordine che arrivassi qui da questo lato del fiume, anziché diritto contro lord Talbot e gli Inglesi?
    Bastardo d'Orléans: Io ed altri. Come il signor Gaucourt, che vedete qui.
    Raoul de Gaucourt: Diritto sareste stata sotto le loro frecce. Abbiam tenuto consiglio, e agito come ci è apparso più saggio e più sicuro.
    Giovanna: In nome di Dio, il consiglio di Dio Nostro Signore è più saggio e più sicuro del vostro. Avete creduto d'ingannarmi, ma siete voi stessi che v'ingannate. Sono qui per portarvi soccorso. Un soccorso migliore di quello di qualsiasi armata! Il soccorso del Re dei Cieli!
    Bastardo d'Orléans: Ed è per amor vostro che ce lo invia?
    Giovanna: No, non per amor mio, ma su domanda di San Luigi e di San Carlomagno, perché Lui ha pietà della città di Orléans!
    Bastardo d'Orléans: È un grande conforto. Non sapevamo proprio più a che santo votarci! [3]
  • [A Orléans, alla fortezza di Belle-Croix]
    Giovanna: Allora siete voi La Hire! È vero ciò che dicono di voi, che là dove passate l'erba non spunta più!?
    La Hire: No, sarà un altro, io faccio solo la guerra.
    Giovanna: Con me bisognerà farla altrimenti!
  • [A Orléans. Jean Pasquerel insegna a Giovanna a tracciare la propria firma]
    Giovanna: Jehanne è un nome semplice. Se dovevo firmare Bastardo d'Orléans, non so come facevo! [sorridendo]
  • [A Orléans, sulle rive della Loira. Davanti a un disegno tracciato sulla rena del fiume, i capitani indicano con la punta della spada i luoghi di cui discorrono]
    La Hire: Noi stanotte si dormiva! Liberano la porta di Boulogne, e non ne approfittiamo?
    Bastardo d'Orléans: Che cosa ci vuoi fare laggiù? Sono tutti dall'altra parte.
    Gilles de Rais: Appunto. Attacchiamo da Ovest! Porta di Parigi!
    Bastardo d'Orléans: Il campo principale? Uno contro cinquanta!? Tu vaneggi! Suicidio! No, si ritorna su Saint–Loup. La riva sud, le Tourelles, la bastia all'estremità del ponte.
    Gaucourt: Impossibile, anche là noi siamo troppo in pochi!
    Giovanna[arrivando a cavallo] : Chi dice che siamo troppo pochi?
    Gaucourt: Sono io, Gaucourt, che lo dice, e molti la pensano come me.
    Bastardo d'Orléans: Sei venuta!
    Giovanna [smontando da cavallo] : Sono stata armata per il Delfino. E per far cosa?
    Bastardo d'Orléans: Ti credevamo in preghiera. È l'Ascensione; hai detto che non avresti fatto niente.
    Giovanna: Mi sono comunicata. Un proposito mio. È una ragione per escludermi dai vostri? Che temete da me?
    Gaucourt: Non la vogliamo l'avventura! Voi siete qui da quattro giorni; noi fanno sei mesi che si patisce questo assedio.
    Giovanna: Chi vi parla d'avventura? Io sono qui per combattere! I soldati mi seguiranno; troveranno quello che altrove hanno trovato!
    Gilles de Rais: Dimmi dove andrai. Io ti seguo. Sono io qui che ha più lance.
    La Hire: Jehanne, Gaucourt non ha torto. Ci sono più Inglesi intorno a noi che topi in casa mia! Io lo so, ne ho mangiati!
    Poton de Xantrailles: Di Inglesi? Dovevi invitarmi!
    Bastardo d'Orléans: Sono tre volte più numerosi di noi. Attendono ancora rinforzi. Uno dei più grandi capitani loro, un certo Fastolf, so che si trovava ieri a Janville.
    Giovanna: E me lo tenevi nascosto!? [poi, sorridendo] Bastardo, Bastardo, io ti comando, in nome di Dio, che quando saprai dove arriva che tu me lo dica all'istante; che se quando viene non me ne dai notizia, io ti prometto che ti faccio tagliare la testa!
    Bastardo d'Orléans [sorridendo a sua volta]: Quanta paura! [e poi, allontanandosi di qualche passo] Te lo dirò!
  • [A Orléans, sempre sulle rive della Loira]
    Giovanna: A che punto eravate?
    Bastardo d'Orléans: Qui. [disegnando sulla sabbia il ponte sulla Loira] Se riuscissimo a prendere la Tourelle, la bastia a capo del ponte, [tracciando al suolo con la punta della spada i luoghi di cui parla] si sblocca la via del sud, e il loro assedio si disorganizza. Ma niente sogni!
    Giovanna: Spiegatevi!
    Bastardo d'Orléans: Son più di trecento là dentro! Tutti armati fino ai denti! E alla loro testa Classidas, che è un porco ma non un asino! E là davanti, il forte degli Augusta! E davanti ancora, Saint–Jean–le–Blanc. Non ci arriveremo fin là! [indicando nel disegno le Tourelles]
    Giovanna: Ci arriveremo! [prendendo la spada dalla mano del Bastardo e tracciando a sua volta sulla rena]
    Bastardo d'Orléans: Isola di Toiles? Isola Bœufs?
    Poton de Xaintrailles: Ciò che hanno fatto i nostri paggi, si deve essere capaci di farlo noi!
    La Hire: Da dietro il culo, qui! Brutta miseria, se quelle bestie non si va a prenderle da dietro, io mi faccio monaca!
    Bastardo d'Orléans: Che ne pensi? [rivolto a Gaucourt, riprendendo in mano la propria spada]
    Gaucourt: È un grande rischio! Non sappiamo in quanti sono là!
    Bastardo d'Orléans: Bene; allora, così lo sapremo! [piantando la spada al suolo]
  • [A Orléans, presso le Tourelles]
    La Hire: Signore Iddio, fa' per La Hire ciò che vorresti che La Hire facesse per te, se tu fossi La Hire e La Hire fosse Dio.
    Giovanna: A chi parli tu?
    La Hire: Ah niente, è una preghiera mia.

Note[modifica]

  1. Il dialogo tra Jean de Metz e Giovanna è storico, benché drammatizzato. Cfr. Procès de réhabilitation – Déposition de Jean de Nouillompont dit "de Metz", SteJeannedArc.net.
  2. Il dialogo tra frère Seguin Seguin e Giovanna è storico, benché drammatizzato. Cfr. Déposition de Fr. Seguin Seguin - Procès de Réhabilitation, SteJeannedArc.net.
  3. Il dialogo è storico, benché drammatizzato; ricordato dal Bastardo in occasione del Processo di Riabilitazione di Giovanna. Cfr. Déposition de Jean d'Orléans, comte de Dunois - Procès de Réhabilitation, SteJeannedArc.net.

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