Anne McCaffrey

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Anne McCaffrey nel 2005

Anne Inez McCaffrey (1926 — vivente), scrittrice statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Gli anni d'oro: rispetta i superiori[modifica]

Ricordo distintamente, anche se mio figlio Walter dice che non è possibile che sia andata così, ma ciò si spiega perché in quel periodo lui non teneva affatto conto di quel che dicevo. E cioè che il dottore era sicuro che cuore, polmoni e altri organi vitali erano in condizioni eccellenti per una donna in età avanzata come me, e che quindi valeva la pena che fossi risparmiata. Valeva la pena? Se fossi stata in grado di parlare avrei detto un paio di cosette a quel giovane per ricordargli la cortesia.

I delfini di Pern[modifica]

102 anni dopo l'Atterraggio

Kibbe diede un ultimo strattone alla corda della campana. Per tutto il mattino l'aveva suonata, facendo a turno con Corey, ma ormai il sole calava sulle alture e ancora nessuno aveva risposto. Di solito qualcuno usciva dal Posto dell'Uomo sulla banchina. Ma le barche dondolavano all'ancora lungo il molo ed era chiaro che da qualche tempo nessuno aveva tolto gli ormeggi.
Corey si rivolse a Kibbe ed emise una serie di colpi secchi, in segno di disgusto. Da un pezzo gli altri del loro piccolo branco erano andati a pescare per proprio conto: si erano stancati di aspettare che qualche uomo venisse a dare loro del pesce, perché in quel periodo dell'anno nelle ricche acque settentrionali abbondavano i banchi di pesciolini. Corey "soffiò" a Kibbe la propria fame: preferiva non Parlare, tanto era irritata per la mancanza d'attenzione da parte degli esseri umani.

Il segno nel cielo[modifica]

Durante le esplorazioni spaziali dell'ultima parte del ventesimo secolo, si verificò un grande passo negli studi sulle percezioni extra­sensorie, i cosiddetti poteri paranormali o psionici, creduti a lungo fasulli. Il punto di partenza fu un encefalografo estremamente sen­sibile, soprannominato "frugacervelli"; era stato costruito in origi­ne per esaminare l'attività cere­brale degli astronauti che vedeva­no davanti a sé sporadici lampi di luce diagnosticati all'inizio come disturbi cerebrali o della retina.

La messaggera di Pern[modifica]

Tenna giunse in cima alla salita e si fermò per riprendere fiato, chinandosi in avanti e appoggiando le mani alle ginocchia per concedere un po' di tregua ai muscoli della schiena. Poi, come le era stato insegnato, camminò lungo la parte pianeggiante della cresta agitando i piedi e sciogliendosi i muscoli delle cosce, respirando con la bocca fino a placare gli ansimi. Si staccò la borraccia dalla cintola e si concesse un sorso d'acqua, sciacquandosi la bocca per idratarne le pareti secche. Sputò la prima boccata e bevve un altro sorso, lasciando che questo le scendesse lentamente per la gola. La serata era abbastanza fresca da limitarle la sudorazione. Ma non intendeva fermarsi tanto a lungo da raffreddarsi.

Bibliografia[modifica]

  • Anne McCaffrey, Gli anni d'oro: rispetta i superiori, [traduttore non indicato], in "... e non dimenticare la tuta spaziale", a cura di Jody Lynn Nye, Mondadori, 1999. ISSN 11205288
  • Anne McCaffrey, I delfini di Pern, traduzione di G.L. Staffilano, Mondadori, 1996.
  • Anne McCaffrey, Il segno nel cielo, traduzione di Fabio Feminò, Mondadori, 1992.
  • Anne McCaffrey, La messaggera di Pern, traduzione di Francesco Di Foggia, in "Legends. Racconti inediti dei maestri del nuovo fantastico", Sperling & Kupfer, 2001. ISBN 8820032007

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