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Maria Fortuna

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Maria Fortuna da Cortona, Il vaso di Pandora, in "Poemetti italiani", vol. X, Torino, Michel Angelo Morano, 1797

Maria Fortuna (1742 – 1798), nota anche come Isidea Egirena, poetessa italiana.

Incipit di alcune opere[modifica]

Anacreontica ad Erminia Tindaride[modifica]

Tra le canore vergini
Vidi Erminia gentil
Come nel verde april
Rosa novella.
Ne' lumi avea fulgor
Qual fra notturno orror
Lucida stella.

Il vaso di Pandora[modifica]

Musa cantiam l'urna fatale, e i mali,
Che uscir da quella ad inondar la terra
Per la vendetta del Tonante, ch'ebbe
A sdegno troppo il memorando furto
Della fiamma celeste: al rostro in preda
D'Augel rapace il tristo cor si vide
Dell'ardito Garzon: pianser le Ninfe
Per la pietà dell'infelice oggetto,
E nell'antro natìo s'ascoser tutte

In morte di bella donna[modifica]

Vezzosa Lesbia la tua sorte estrema
è tua, ma in altri è passeggier dolore:
chi di morte in te vede aspro rigore
sul proprio fato inorridisce, e trema.

Bibliografia[modifica]

  • Maria Fortuna, Anacreontica ad Eminia Tindaride, in Maria Luisa Cicci, "Poesie di Maria Luisa Cicci tra gli Arcadi Erminia Tindaride", Parma, Tipi Bodoniani, 1796.
  • Maria Fortuna, Il vaso di Pandora, in "Poemetti italiani", vol. X, Torino, Michel Angelo Morano, 1797.
  • Maria Fortuna, In morte di bella donna, in "Parnaso italiano dell'anno 1784, o sia Raccolta di poesie scelte di autori viventi", Bologna, Società enciclopedica di Bologna, 1785.

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