Steven Erikson

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Steven Erikson, settembre 2007

Steven Erikson (1959 – vivente), scrittore canadese.

Incipit di alcune opere[modifica]

La casa delle catene[modifica]

Orlo del Nascente, il 943esimo giorno della Ricerca
1159esimo anno del Sonno di Bum

Grigi, gonfi e butterati, i corpi ricoprivano la costa melmosa a perdita d'occhio. Ammucchiata come legna dall'acqua che saliva, lambendone i margini, la carne putrescente formicolava di granchi a dieci zampe, dal guscio nero. Grandi come una moneta, le creature avevano appena cominciato ad attaccare il sontuoso banchetto offerto loro dalla divisione del canale.

La dimora fantasma[modifica]

Entrò a passo strascicato dal Viale delle Anime nella Rotonda del Giudizio, una massa informe di mosche. Un vortice di grumi neri, lucenti, strisciava sul suo corpo in una migrazione senza costrutto, cadendo di tanto in tanto a blocchi che colpivano i ciottoli ed esplodevano in un volo frammentato, frenetico.
L'Ora della Sete volgeva al termine e nella sua scia arrancava il sacerdote, cieco, sordo e muto. Quel giorno, per onorare il suo dio, il servitore di Hood, il Signore della Morte, si era unito ai compagni nello spogliarsi e nell'imbrattarsi del sangue degli assassini giustiziati, sangue conservato in anfore giganti che rivestivano i muri della navata del tempio. I fratelli erano poi usciti in processione sulle strade di Unta per salutare gli spiriti del dio, sovrintendenti alla danza mortale che segnava l'ultimo giorno della Stagione del Marciume.

Maree di mezzanotte[modifica]

Dalle nubi turbinose, ricolme di fumo, pioveva sangue a fiotti. Le ultime roccaforti, avvolte nelle fiamme e gocciolanti neri vapori, avevano lasciato il cielo. Infrangendosi sul terreno con echi tonanti, avevano scavato solchi e disseminato pietre rosseggianti fra i mucchi di cadaveri che coprivano il paesaggio da un orizzonte all'altro.
Le grandi città alveare erano state ridotte a macerie coperte di cenere, e le nubi torreggianti proiettate verso l'alto dalla loro distruzione — nubi piene di detriti, carne lacerata e sangue — ora vorticavano in tempeste che invadevano il cielo con il loro calore.

Bibliografia[modifica]

  • Steven Erikson, La casa delle catene, traduzione di Chiara Arnone e Lucia Panelli, Armenia, 2007. ISBN 9788834419533
  • Steven Erikson, La dimora fantasma, traduzione di Chiara Arnone e Lucia Panelli, Armenia, 2005. ISBN 8834417429
  • Steven Erikson, Maree di mezzanotte, traduzione di Chiara Arnone e Lucia Panelli, Armenia, 2008. ISBN 9788834420904

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