Al 2019 le opere di un autore italiano morto prima del 1949 sono di pubblico dominio in Italia. PD

Ulisse Barbieri

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Ulisse Barbieri (1841 – 1899), scrittore italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

In basso[modifica]

Da ponte Sisto guardando a destra quei gruppi di case che fiancheggiano le rive del Tevere, e che oggi stanno scomparendo, si era colpiti dall'imponenza cupa ed in un pittoresca d'un quadro bizzarro.
Non è la Roma antica, dalle marmoree colonne, dai grandiosi edifici, col suo Campidoglio, co' suoi giardini cesarei, col suo Colosseo – col fasto pomposo del Foro Traiano, cogli archi maestosi del tempio della Pace, di Vesta, di Pallade e di Minerva, che vi sta dinanzi, – quella Roma, con tutta infine la gigantesca imponenza che rivive oggi ancora nelle sue rovine – ma è la Roma medievale, che vi si affaccia al pensiero, ricordando il ghetto co' suoi cancelli di ferro, – le bolle papali che vi rinserravano, tenuta allo stato di mandria,

Meno la libertà dei verdi pascoli....

una massa di gente che era costretta a vivervi appartata, ammucchiata, in fetenti casupole prive d'aria e di luce, quasi.... di sole!

Gli incendiari della Comune, o le stragi di Parigi ed il governo di Versailles[modifica]

È una mesta sera. Il cielo è sereno, ma la serenità non è negli animi… Parigi è cupo… a guardarlo fa paura. Lo diresti un vulcano nel cui seno si sente ribollire la lava… Quei fremiti sono poca cosa – parole sussurrate a bassa voce – radunanze segrete tradite da un lume che si vede tremolare dalle chiuse persiane d'una casa che diresti deserta. Sono crocchi che si formano qua e là, sono voci di tradimenti – minaccie di vendetta!... Impazienze frenate a stento.

Lucifero: fantasia romantica[modifica]

Erano scorsi trecento e più mila anni dacché il mondo non era più. — Nel vortice dei secoli erano state travolte cose ed eventi, e l'uomo e le memorie delle infinite colpe e di qualcuna virtù, che nella tenebría dei tempi splendette come stella in notte procellosa.
Colle tante ceneri sparse sulla terra riposavano le mie, e certo all'alito increscioso della vita non avrei creduto si ridestassero; ma vedi stranezza o potenza dei fati, come ciò più ti piacerà chiamare!...

Plauto ed il suo teatro[modifica]

Dopo le vittorie che la resero signora del mondo, Roma si riposava. – Roma la gran madre dei Scipioni e dei Gracchi il cui più bel giorno come soleva dire Catone, era quello in cui il sole rischiarava una battaglia!... – Superbo riposo però!... Nella città dove si festeggiava il trionfo di Zama e la sconfitta di Annibale cogli inni di Nevio, il cantore immortale della gloria dei Scipioni, agitavasi la divina lotta dell'arte!...

Poesie varie[modifica]

Diletto amico, or mo senti un'istoria
Che per diporto un dì, a narrar t'appresi:
Un rompicollo, quale io pur mi sono,
Che al certo non vuo' star co' santi in chiesa
Già ti so ben, ma questo poi non toglie
Che se leggiero di cervel, di sasso
Ti batta in petto un cor, come a certuni
Eroi della prudente opra, del detto...

Bibliografia[modifica]