Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Evremond

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Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Evremond

Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Evremond (1613 – 1703), scrittore francese.

Incipit di Opere slegate[modifica]

Riflessioni sopra Annibale dopo la battaglia di Canne[modifica]

Quel giorno era per così dire l'ultimo pe' Romani, se Annibale non avesse avuto tanta fretta di godere i vantaggi della vittoria. Colui che aveva fatto far tanti errori agli altri, comincia a risentirsi in questo punto dell'esser uomo, e bisogna ch'ei ne faccia per sé. Mostratosi invincibile alle difficoltà maggiori, non sa resistere alle lusinghe della fortuna, quando ogni poco più d'operazione lo metteva in stato di poter dormire sicuramente tutti i suoi sonni per quanto ei viveva. Ma negli uomini tutto è limitato: la tolleranza, il coraggio, la fermezza sono virtù finite, e a lungo andare vengono meno.

Su quella massima che agli amici non s'ha a mancar mai[modifica]

Questa è una massima approvata da tutti: l'amico il più debole e il più forte, l'ingrato e il riconoscente, tutti parlano l'istesso linguaggio, e pure son così pochi quei che la mettano in pratica. Venga il discorso d'aver a riconoscere un benefizio, ognuno va di là da Seneca; venga l'occasione d'aver a corrispondere a un benefattore, nessuno si confessa giusto: chi ha dato ingrandisce chi ha avuto rimpiccolisce: il mondo è pieno di fanfaroni in amicizia.

Della seconda Guerra Punica[modifica]

A voler vedere la virtù de' Romani nel suo auge maggiore, bisogna considerarla nella seconda guerra di Cartagine. Per l'innanzi ella era stata più austera ne' suoi costumi, ma dopo ella divenne più grande e più maestosa, e bisogna confessare che ella non fu mai né più fondata, né più intera.
In tutte l'altre estremità nelle quali ella s'era veduta, s'era sempre trovata d'aver a riconoscer la sua salvezza all'ardire, al valore, alla sufficienza di questo o di quel cittadino. Senza di Bruto, Iddio sa se pur ci fosse mai stata Repubblica. Senza la difesa di Manlio, senza il soccorso di Cammillo, forse che il Lazio diventava provincia delle Gallie.

Bibliografia[modifica]

  • Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Évremond, Opere slegate, traduzione di Lorenzo Magalotti, Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1964.

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