Walter Ong

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Walter Ong (1912 – 2003), religioso, antropologo, filosofo, insegnante di letteratura inglese e storico delle culture e delle religioni statunitense.

Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola[modifica]

  • [...] poiché in una cultura ad oralità primaria una conoscenza concettualizzata che non venga ripetuta ad alta voce svanisce presto, le società che su di essa si basano devono investire molta energia nel ripetere più volte ciò che è stato faticosamente imparato nel corso dei secoli. Questa esigenza crea una mentalità altamente tradizionalista e conservatrice che, a ragion veduta, inibisce la sperimentazione intellettuale. (p. 70[1])
  • La scrittura invita all'astrazione, che toglie la conoscenza dall'arena in cui gli esseri umani si combattono, separa colui che conosce dall'oggetto della sua conoscenza. Mantenendo invece la conoscenza immersa nella vita umana, l'oralità la pone entro un contesto di lotta. (p. 73[2])
  • Apprendimento e conoscenza in una cultura orale significano identificazione diretta, empatica con il conosciuto. (p. 75[3])
  • In contrasto con le società alfabetizzate, quelle a cultura orale possono essere definite omeostatiche, esse cioè vivono in un equilibrio, o omeostasi, che elimina memorie senza rilievo per il presente [...]. L'integrità del passato è stata subordinata a quella del presente. (p. 76-78[3])

Note[modifica]

  1. Citato in Vincenzo Cuomo, Le parole della voce, Lineamenti di una filosofia della phoné, Edisud, Salerno, 1998, p. 19.
  2. Citato in Vincenzo Cuomo, Le parole della voce, Lineamenti di una filosofia della phoné, Edisud, Salerno, 1998, pp. 19-20.
  3. a b Citato in Vincenzo Cuomo, Le parole della voce, Lineamenti di una filosofia della phoné, Edisud, Salerno, 1998, p. 20.

Bibliografia[modifica]

  • Walter Ong, Oralità e cultura. Le tecnologie della parola, traduzione di Alessandra Calanchi, Il Mulino, Bologna, 1986.

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