Marie François Xavier Bichat

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Marie François Xavier Bichat

Marie François Xavier Bichat (1771 – 1802), chirurgo e fisiologo francese.

Recherches physiologiques sur la vie et la mort[modifica]

Incipit[modifica]

Si cerca in considerazioni astratte la definizione della vita; la si troverà, credo, in questa prima idea generale: la vita è l'insieme delle funzioni che resistono alla morte
Tale è in effetti la modalità di esistenza dei corpi viventi, che tutto ciò che li circonda tende a distruggerli. I corpi inorganici agiscono incessantemente su di essi; essi stessi esercitano gli uni sugli altri un'azione continua; presto soccomberebbero se non avessero in loro un principio permanente di reazione. Questo principio è quello della vita; sconosciuto nella sua natura, può essere apprezzato solo attraverso i suoi fenomeni: ora, il più generale di questi fenomeni è questa abituale alternativa di azione da parte dei corpi esterni, e di reazione da parte del corpo vivente, alternativa le cui proporzioni variano a seconda dell'età.

On cherche dans des considérations abstraites la définition de la vie; on la trouvera, je crois, dans cet aperçu général: la vie est l'ensemble des fonctions qui resistent à la mort.
Tel est en effet le mode d'existence des corps vivans, que tout ce qui les entoure tend à les détruire. Les corps inorganiques agissent sans cesse sur eux; eux-mêmes exercent les uns sur les autres une action continuelle; bientôt ils succomberoient s'ils n'avoient en eux un principe permanent de réaction. Ce principe est celui de la vie; inconnu dans sa nature, il ne peut être apprécié que par ses phénomènes: or, le plus général de ces phénomènes est cette alternative habituelle d'action de la part des corps extérieurs, et de réaction de la part du corps vivant, alternative dont les proportions varient suivant l'âge.

Citazioni[modifica]

  • La fisiologia avrebbe fatto un più grande progresso se ognuno non vi avesse portato idee prese in prestito dalle scienze che si definiscono accessorie, ma che ne sono essenzialmente differenti. La fisica, la chimica, ecc., si toccano, perché le medesime leggi presiedono ai loro fenomeni; ma un immenso intervallo le separa dalla scienza dei corpi organizzati, perché esiste un'enorme differenza fra queste leggi e quelle della vita. Dire che la fisiologia è la fisica degli animali significa darne un'idea estremamente inesatta, allo stesso modo mi piacerebbe dire che l'astronomia è la fisiologia degli astri.
  • La physiologie eût fait plus de progrès si chacun n'y eût pas porté des idées empruntées des sciences que l'on appelle accessoires, mais qui en sont essentiellement différentes.
    La physique, la chimie, etc., se touchent, parce que les mêmes lois président à leurs phénomènes; mais un immense intervalle les sépare de la science des corps organisés, parce qu'une énorme différence existe entre ces lois et celles de la vie. Dire que la physiologie est la physique des animaux c'est en donner une idée extrêmement inexacte; j'aimerais autant dire que l'astronomie est la physiologie des astres.
    (p. 77)
  • L'idea della nostra ora suprema non è penosa che perché termina la nostra vita animale, perché fa cessare tutte le funzioni che ci mettono in rapporto con quanto ci circonda. È la privazione di queste funzioni che semina lo spavento e l'orrore sugli orli delle nostre tombe.[1] (p. 148)

Bibliografia[modifica]

Note[modifica]

  1. Citato in Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo: materiali per lo studio di medicina, Adelphi, Milano, 2015, p. 54. ISBN 978-88-459-7682-3

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