Aulo Persio Flacco

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Aulo Persio Flacco

Aulo Persio Flacco (34 – 62), poeta satirico romano.

  • Conquista chi resiste. (citato in Call of Duty 2)
  • Rifulga del doloso auro la speme, | E scioglier ti parranno ascreo concento | Corvi poeti, e piche poetesse. (dal prologo alle Satire, p. 419)[1]

Indice

Satire [modifica]

Incipit [modifica]

Ahi, di che s'affannano gli uomini! O quanta vanità nelle cose!
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni [modifica]

  • È bello l'esser mostrato a dito e sentirsi dire: È quello. (I, 28)
Pulchrum est digito monstrari et dicier: hic est.
  • Me ne vado: Lucilio ha morso a sangue la città, | te, o Lupo[2], e te, o Muzio[3]... e ci si è rotto un molare. (I, 114-115)
Discedo: secuit Lucilius urbem, | te Lupe, te Muci, et genuinum fregit in illis.
  • Ti conobbi dentro e fuori della pelle. (III, 30)
[Ego te] Intus et in cute novi.
  • Al male che giunge ponete subito rimedio.[4] (III, 64)
Venienti occurrite morbo.
  • Dal niente non può nascere niente e niente può finire in niente. (III, 83-84)
De nihilo nihilum, in nihilum nil posse reverti.
  • Pensa che dei morir, pensa che vano | Spettro e polve sarai; volan l'ore: | Il momento, in cui parlo, è già lontano. (Quinta Satira, p. 433)[1]

Note [modifica]

  1. a b traduzione di Vincenzo Monti; citato in Vincenzo Monti, Poesie, Bernardo Virzì, Palermo 1855
  2. Lucio Cornelio Lentulo Lupo.
  3. Quinto Muzio Scevola Augure.
  4. Citato in L. De Mauri, Angelo Paredi, Gabriele Nepi, 5000 proverbi e motti latini, Hoepli, 19952.

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