Henry Morton Stanley

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Henry Morton Stanley

Henry Morton Stanley, pseudonimo di John Rowlands (1841 – 1904), giornalista ed esploratore di nazionalità statunitense ma gallese di nascita.

  • [Tippo Tip] Era alto, dalla pelle nera, dall'aspetto negroide, dritto di portamento e rapido nelle sue mosse, rivelava energia e forza. Aveva il volto distinto, socchiudeva gli occhi nervosamente e possedeva denti perfetti. Aveva l'aria di un arabo di buona razza. Giunsi alla conclusione che fosse un uomo rimarchevole, il più importante che io incontrai tra gli arabi. Era pulito; i suoi indumenti erano candidi, il suo fez nuovo, la sua vita appariva circondata da una ricca cintura che reggeva la sua daga splendida, di una cesellatura di argento. (citato in Mario Monti (scrittore), Gli esploratori, Longanesi e& C., 1970)
  • Forse non mi conoscete per nome, giustappunto aggiungo che io sono la persona che scoprì Livingstone nel 1871. (da una lettera di aiuto, Villaggio di Nsanda, 4 agosto 1877)
  • Il dottor Livingston, suppongo.
    Stanley avrebbe pronunciato questa frase incontrando Livingston in mezzo al deserto dopo lunghe ricerche; è diventata il simbolo dell'imperturbabilità ed eccentricità inglese, ma è falsa. Tim Jeal ha dimostrato che Stanley la inventò nello scrivere la propria biografia: nel suo diario le pagine relative al fatto sono strappate, mentre in precedenza Stanley riportò di aver trovato particolarmente divertente una storiella simile che gli avevano raccontato, e inoltre Livingston raccontò che a vederlo per primo fu un servitore che disse «Signore, sta arrivando un altro inglese».[1]
  • Il grande mistero che per tutti questi secoli la natura ha tenuto nascosto al mondo della scienza, aspettava di essere scoperto. Ora davanti a me scorreva il superbo fiume [Congo]! Il mio compito era seguirlo sino all'oceano. (citato in Mario Monti (scrittore), Gli esploratori, Longanesi & C., 1970)

Come ritrovai Livingstone[modifica]

  • Le sue maniere [David Livingstone], si adattavano alla mia natura più di quelle d'ogni uomo che io potevo rammentare. Forse dovrei descriverle meglio come benevolmente paterne...
  • Mentre avanzavo lentamente verso di lui, notai che era pallido, con l'aria stanca e una lunga barba grigia; aveva in capo un berretto azzurro con un gallone d'oro stinto, indossava una giacca rossa e un paio di calzoni tweed grigio. Avrei voluto corrergli incontro, ma mi sentii intimidito dalla presenza di tanta folla; avrei voluto abbracciarlo, ma era un inglese e non sapevo come avrebbe accolto il mio gesto. Feci dunque ciò che l'imbarazzo e il rispetto umano mi suggerivano: mi avvicinai con passo fermo, mi levai il casco e dissi: 'Il dottor Livingstone, suppongo!' 'Sì', egli rispose con un sorriso gentile, alzando leggermente il berretto.
  • Quanto io già soffersi nella maledetta Africa assomma a zero nella stima degli uomini. Sicuramente se io posso risolvere uno dei problemi che tali viaggiatori, quali il dottor Livingstone, i capitani Burton, Speke e Sir Samuel Baker non hanno completato, la gente dovrà per forza credere che io scopersi Livingstone. (da Come ritrovai Livingstone; citato in Mario Monti (scrittore), Gli esploratori, Longanesi & C., 1970)

[Henry Morton Stanley, Come ritrovai Livingstone; citato in Mario Monti (scrittore), Gli esploratori, Longanesi & C., 1970]

Citazioni su Henry Morton Stanley[modifica]

  • [a] Henry M. Stanley Esquire, ovunque lo si possa trovare: «Vorrei saperti dire qualcosa di meglio che il proverbio scozzese 'Affronta con cuore deciso la salita più dura', perché so che tu lo farai; ringrazio il Signore che, prima di andartene, la febbre si è mutata nella forma intermittente e cioè non pericolosa. Non ti avrei lasciato partire se non con grande preoccupazione, fossi tu stato ancora soggetto a febbri continue. Mi sento confortato dall'affidarti alla custodia del buon Signore e Padre di tutti. Il tuo grato, David Livingstone». (David Livingstone)

Note[modifica]

  1. Studio citato in Enrico Franceschini, «Il dottor Livingston, suppongo»: un falso, in la Repubblica del 5 febbraio 2007.

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